L'abete di Montemignaio e quello "ecologico"

Scritto da Rossana De Caro |    Novembre 2006    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Vero o sintetico
Non è perfetto come quello sintetico,
ma la sua imperfezione è sinonimo di autenticità, in più ha un buon profumo: è un albero vivo e come tale va rispettato.
Si consiglia di acquistarlo con le radici (in modo da poterlo ripiantare successivamente) e non tagliato, proveniente da vivai autorizzati (dalla forestale) con un contrassegno di riconoscimento che indica il luogo d'origine e il nome del vivaio. Gli abeti all'interno delle abitazioni soffrono per l'eccessivo calore. Una buona regola è di annaffiarli spesso, mantenendo la terra umida, tenendoli in una posizione luminosa lontano da termosifoni e da altre fonti di calore. L'ideale sarebbe addobbarli all'esterno, in terrazza o in giardino, o comunque lasciarli fuori quanto più possibile restringendo a pochi giorni il soggiorno in casa. Durante le feste gli alberi vengono inoltre "stressati" da addobbi natalizi e sostanze chimiche, come bombolette coloranti e neve finta, che intaccano rami e foglie e sono da evitare.

Una volta passate le feste, gli abeti possono essere recuperati in vario modo. In alcune località è lo stesso Comune ad occuparsene riciclandoli, oppure si possono riportare nei vivai, ripiantarli in giardino o metterli in vaso sul balcone. In Italia la coltivazione dell'albero di Natale è concentrata principalmente in Toscana, nella provincia di Arezzo, in particolare nell'alto Casentino (dove si producono circa 150-200.000 piante all'anno), e in modo minore nel pistoiese.
Circa 500/600 ettari vengono destinati a questa coltivazione, in zone montane o in collina, occupando terreni che verrebbero altrimenti abbandonati e subirebbero un degrado idrogeologico. Le piante in vendita provenienti dai vivai rappresentano una grande risorsa economica per molti agricoltori di queste zone. Quelli in vendita alla Coop provengono da Montemignaio e hanno almeno 10 anni di vita.

L'albero sintetico presenta indiscussi vantaggi. È pratico e facile da gestire, non "sporca" la casa e non necessita di cure. È riutilizzabile tutti gli anni, si può sottoporre a qualunque tipo di addobbo più o meno pesante, a spray coloranti e neve finta senza danneggiarlo. Sta bene ovunque ed esiste di varie dimensioni e altezze. Ultimamente la tendenza privilegia gli alberi alti (1,80 m), più ricchi e imponenti rispetto a quelli di taglia media o ai piccoli. I sintetici di ultima generazione hanno fronde simmetriche e regolari, si costruiscono ad innesto, inserendo i rami contrassegnati da colori diversi nei rispettivi cilindri lungo il fusto.
Ormai gli alberi ecologici in commercio sono talmente simili ai veri che una volta addobbati la distinzione è davvero minima. Per i rami viene utilizzato un materiale rigido che simula in tutto e per tutto i rami veri, anche nella sensazione leggermente pungente al tatto tipica dell'abete. I prezzi sono maggiori rispetto ai "veri" alberi di Natale, ma tenendo conto che l'ecologico dura per molti anni lo si può considerare un investimento.



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