Nati per scacciare gli insetti, hanno acquistato nel tempo maggiore prestigio. Il parere di due esperte

Scritto da Bruno Santini |    Luglio 2003    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Vento a mano
'Qui vi voleva. La gelosia
che avete di lui è un'offesa che fate a me. (...) Io vi amo, e son fedele, e sono sincera, e so il mio dovere, e non vo' gelosie, e non voglio dispetti, e non voglio farmi ridicola per nessuno, e in villa ci ho d'andare, ci devo andare, e ci voglio andare'. Siamo sicuri che la risoluta signorina Giacinta (tra le protagoniste della goldoniana commedia 'Le smanie per la villeggiatura') terrà fede alle sue minacce indirizzate al povero Leonardo ed in campagna ci andrà; così come non abbiamo dubbi che nel bagaglio che si porterà appresso troverà spazio una nutrita collezione di ventagli.
Era il '700 e cicisbei imbellettati e damine di buona famiglia non avrebbero fatto un passo senza questo indispensabile ornamento che effettivamente conosceva, proprio in quel periodo, il suo massimo splendore, ma che comunque avrebbe poi saputo proporsi con successo fino agli sgoccioli del XIX secolo. «E mentre il suo uso quotidiano diminuisce rapidamente col mutare della moda femminile, nasce, sia da un'esigenza culturale di ricerca che da una mera curiosità verso questo oggetto, il collezionismo», ci spiega Corinne Kraft Bernabei, profonda conoscitrice del settore.

L'eredità della nonna
«La mia passione invece è nata con la complicità involontaria della mia bisnonna - interviene Luisa Moradei, altra appassionata collezionista -. Lei possedeva un bellissimo ventaglio che mi era stato promesso e che, quando è scomparsa, ho ereditato. Quello è stato il primo dei circa 500 ventagli che adesso compongono la mia collezione». Tanti? Corinne Kraft Bernabei ne dichiara addirittura un migliaio! Di piume, di pizzo, litografici, a coccarda, con stecche formate da lamine sottilissime d'avorio, con ricca montatura in madreperla... Sembra che la prima regola per un collezionista di ventagli sia quella di non avere regole. E' la stessa Moradei a confermarci questa sensazione: «Si acquista quell'oggetto che ci piace, che ci colpisce, che ci trasmette qualcosa, ma in verità, non esistendo un catalogo o una guida ufficiale, per formulare una scelta il collezionista deve avere una conoscenza della materia davvero approfondita per non abboccare a richieste economiche sproporzionate».
Nella maggior parte dei casi è la stessa collezionista a calcolare il valore di mercato, tenendo conto dei tanti fattori che lo caratterizzano: l'epoca di costruzione, il materiale usato, la provenienza, l'autore del disegno, lo stato di conservazione... «Per alcuni pezzi, invece, i più pregiati, si fa riferimento ai prezzi con cui sono stati battuti all'asta», continua Corinne. «Anche se - puntualizza Luisa Moradei - a volte anche questi valori non sono propriamente esatti, dato che l'evolversi dell'asta stessa può portare ad un deprezzamento o ad un eccessivo rialzo di quella che è la loro quotazione più attendibile».

Vento a mano 3
Prima dei ventilatori

Nasce in epoca lontanissima come oggetto 'scaccia insetti' e acquista nel cristianesimo una valenza purificatrice al servizio del celebrante nella liturgia. «Al Museo Archeologico di Firenze si possono ammirare due splendide ventole a schermo etrusche, vere e proprie antenate dei più moderni ventagli - dice la signora Moradei -. Così come se ne hanno tracce in mosaici romani ed è storicamente provato il loro uso anche da parte degli antichi egizi».
«Difficile indicare la data in cui compare per la prima volta - scrive Laura Carloni nell'introduzione al catalogo della mostra '100 ventagli per sognare', ospitata nel dicembre del 2001 nel Protoconvento francescano di Castrovillari e realizzata da Luisa Moradei -. Certamente è usato in epoche molto antiche in Oriente e viene introdotto in Occidente nel XV secolo dai navigatori portoghesi, veneziani ed olandesi, che entrarono per primi in contatto con la cultura ed il costume orientale».
Ma il collezionista in che ambiti di ricerca si muove?
«Ventagli del '600 si trovano solo nei musei - risponde Corinne Kraft Bernabei - mentre per il '700 bisogna ricercare nel mondo dell'antiquariato».
Ma c'è ancora spazio per qualche buon colpaccio?
«In Italia è sempre più difficile; quello che c'era è già stato acquistato... All'estero invece qualcosa si può ancora trovare. Durante un viaggio in Danimarca, per esempio, sono venuta in possesso di un ventaglio della rivoluzione francese che riporta sulla pagina due medaglie con l'effigie di La Fayette e Luigi XVI. Chi me lo ha venduto, ad 80 mila lire, credeva che fosse un ventaglio pubblicitario, mentre il suo valore reale attualmente è di circa 1.000 €».
Senza arrivare a sperare di possedere oggetti di così alto valore, a chi capitasse di ritrovare un ventaglio dimenticato in un vecchio baule, in mezzo a polverosi album di foto e a tarlati vestiti della nonna, cosa consigliate di fare?
«Se desidera tenerlo può restaurarlo per riportarlo all'antico splendore. Esistono, anche qui in Toscana, buoni laboratori specializzati», dice Corinne Kraft Bernabei. «Farlo vedere a chi è in grado di darne una corretta valutazione - aggiunge Luisa Moradei -. A Firenze i punti di riferimento sono il negozio d'antiquariato 'Crepeia' in via Pietrapiana o gli stand di Patrizia Pelagotti e Stoiana Franceschi al Mercatino dei Ciompi».

Vento a mano 2
E adesso pubblicità

Chi volesse invece cominciare ad appassionarsi al collezionismo del ventaglio potrebbe rivolgere la propria attenzione ai più recenti ventagli pubblicitari che sono stati al centro di un'interessante mostra allestita da Luisa Moradei e ospitata a Impruneta, nel Loggiato del Pellegrino. Parte da un'idea, se vogliamo, di una certa genialità, che combina la pubblicità ad un oggetto d'uso.
«Bicchieri, segnalibri, vassoi, ventagli diventano il supporto di un messaggio che deve raggiungere tutti - scrive Corinne Kraft Bernabei nell'introduzione al catalogo della mostra -. Gadget a larga diffusione, che la nuova rivoluzione industriale immette sul mercato a basso costo. Di varie fogge, il ventaglio viene offerto gratuitamente nei grandi magazzini, nei ristoranti, negli alberghi. Deve costare poco. Ecco quindi materiali poveri: carta e cartone sostituiscono la pelle, la seta, il pizzo. Molto usato il legno ed anche i nuovi prodotti dell'industria: bachelite e galalite al posto di avorio e tartaruga».
Le forme variano, lasciando libero sfogo alla fantasia: un bambino che, muovendo il manico del ventaglio, mostra irriverentemente la lingua 'ripulita' dall'azione di un purgante al cioccolato; la sagoma di un bicchiere da aperitivo le cui appendici, poste al di sotto del ribattino, simulano la base e che a loro volta, premute all'estremità, fanno aprire automaticamente il ventaglio stesso. Ma a conti fatti, seppur celato sotto le spoglie del biglietto da visita, del calendario, del coloratissimo cartoncino di auguri natalizi, una persona, in mano, si ritrova pur sempre un ventaglio... E con le temperature afose di stagione torna ad essere il più facile, economico e sano antidoto alla calura.

Internet
Ventagli in rete

In Italia non esistono club ufficiali che radunano gli appassionati del genere. A livello internazionale si segnala l'inglese 'Fan Circe International'.
Per chi volesse trovare tracce del collezionismo di ventagli in rete, ricordiamo due siti specifici: www.fan-museum.org, legato al Museo del Ventaglio di Londra, e www.fan-makers.co.uk, dell'Associazione produttori di ventagli.