Note al bilancio 1997 dell'Unicoop Coop. Pisane Riunite

Scritto da Maurizio Martini |    Giugno 1998    |    Pag.

Presidente Società mini-mercati cooperativi

Vendite a gonfie vele
Il 1997 è stato per l'Unicoop Cooperative Pisane Riunite un anno particolare perché l'ultimo della lunga e positiva storia della cooperativa. La conseguenza più ovvia è che gli elementi della transizione hanno dominato la vita aziendale. In pratica il '97 si è caratterizzato per le azioni finalizzate alla costituzione della Società mini-mercati cooperativi (Smc), che è di fatto partita il primo gennaio '98. C'è stato un vigoroso ricambio nel gruppo dirigente e l'arrivo in Pontedera di persone provenienti dalla ex divisione di rete minore dell'Unicoop Firenze e poi l'impatto con realtà e punti vendita diversi e non solo geograficamente distanti.
Nonostante questo clima di 'passaggio', la gestione ne ha risentito relativamente poco ed ha prodotto un risultato largamente positivo. L'utile netto finale risulta di 12 miliardi e 57 milioni. Se si considera che il 1996 si era chiuso con un utile di 15 miliardi e 300 milioni, ma che in esso esistevano plusvalenze di vendite da titoli per oltre 3 miliardi, si conclude che anche il '97 porta in assoluto un risultato in linea con gli anni precedenti.
Il volume totale delle vendite porta un risultato molto buono: 316 miliardi, 10 miliardi e 746 milioni in più (3,52 per cento rispetto al '96 a rete omogenea), uno dei migliori in tutto il panorama nazionale della Coop. Un dato positivo, al quale contribuiscono due fattori: la potenzialità, la forza di penetrazione che ancora ha il nostro marchio, il non brillante periodo che stanno attraversando i concorrenti presenti nella provincia di Pisa.
Il risultato netto finale è determinato da un utile della gestione commerciale per circa 2 mila 700 milioni; una perdita della gestione immobiliare per circa 700 milioni; un saldo positivo di poste da conferimento che porta una plusvalenza di circa 1.200 milioni e una gestione finanziaria in utile per circa 8 miliardi e 800 milioni.
L'utile della gestione commerciale risulta essere lo 0,86 per cento sulle vendite: è un dato assai basso, dovuto a un ulteriore abbassamento del margine lordo (da 16,22 a 16,02 per cento) e al perdurare del fenomeno non risolto degli ammanchi inventariali.
Avendo già affermato che nel '97 si è operato anche in funzione della distinzione fra supermercati di attrazione e supermercati di vicinato, conviene fare un breve cenno ai dati disaggregati nei due tronconi in cui si sarebbe poi divisa la cooperativa. Le vendite nella rete maggiore hanno avuto un incremento del 4,42 per cento e del 2,26 per cento nella rete minore.
Il prestito da soci è salito a 224 miliardi, 39 miliardi in più (per un aumento del 21 per cento) rispetto al 31 dicembre '96.
I soci sono passati dai 59 mila di fine '96 ai 63 mila di fine '97, nonostante che, in funzione della fusione, le domande di ammissione a socio si siano fermate al mese di ottobre. L'esigenza di un consistente lavoro per la costituzione di nuove sezioni soci nell'area pisana ha prodotto un'attenzione maggiore al territorio e quindi un aumento di spesa per le attività sociali, da 522 a 794 milioni.
In conclusione anche l'analisi più attenta e il dato finale dimostra una buona gestione della cooperativa in una situazione particolare.