Tra le vigne nel sud del mondo. Usi e costumi diversi

Scritto da Carlo Macchi |    Ottobre 2005    |    Pag.

Esperto di enogastronomia Uno dei pochi italiani in corsa per il prestigioso titolo di Master of Wine, rilasciato a Londra dall'omonima associazione. Scrive per alcune riviste italiane ed estere specializzate nel vino e nell'enogastronomia (Terre del Vino, Enotime, Merum). Ha condotto una trasmissione su Telemontecarlo sul cibo e sul vino, chiamata "Gnam". Curatore di Vini Buoni d'Italia, la prima guida italiana ai vini da vitigni autoctoni, alla seconda edizione.

Vendemmia capovolta
Sono in un bel vigneto
durante il periodo della vendemmia: le forbici lavorano sodo, le ciocche cadono, i carrelli si riempiono e vanno verso la cantina. Peccato solo per tutti questi canguri che mi saltellano intorno.
Non preoccupatevi, non sono impazzito: sto solo parlando di una vendemmia "capovolta", cioè quella che si svolge nei paesi dell'emisfero australe. Essendo le stagioni opposte, in Australia - ma anche in Nuova Zelanda o in Sud Africa - la vendemmia si effettua nei mesi di febbraio-marzo, che per loro sono la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. A parte questa grande differenza le cose funzionano quasi come da noi. Ma vediamo un po' più nel dettaglio.

In Sud Africa vi sono diverse zone vinicole, ma sicuramente quelle storiche e più famose sono Constantia e Stellenbosch . Entrambe sono vicine a Città del Capo e la prima è addirittura su un promontorio subito a sud dell'agglomerato urbano. La vendemmia si svolge praticamente come da noi, solo che il colore predominate in vigna è... parecchio più scuro. Infatti si vedono pochissimi bianchi armati di forbici ed il lavoro più duro è completamente delegato alla popolazione di colore. "Di colore" è anche la loro uva più importante (almeno per me): si chiama Pinotage ed è un incrocio fatto in loco nel 1925 tra due uve a bacca rossa, il Pinot nero ed il Cinsault.

In Australia il panorama nel vigneto durante la vendemmia può cambiare parecchio. In molte zone si vendemmia sempre a mano ma in certe aree, dedite soprattutto alla quantità, si raccoglie con le macchine vendemmiatrici. La vendemmia può così essere effettuata tranquillamente anche di notte: basta che ci sia l'operaio a guidare la macchina e il gioco è fatto. Del resto in molti casi troviamo vigneti lunghi alcuni chilometri
«Se mando dei vendemmiatori in questi filari - mi disse una volta un produttore australiano che aveva filari lunghi anche sette chilometri - prima che ritornino mi muoiono di fame!».
Comunque sia, la vendemmia incomincia nelle parti più calde ai primi di febbraio e finisce in Tasmania verso la fine di marzo. Le uve più diffuse sono le classiche internazionali: Chardonnay, Sauvignon, Cabernet, Merlot e Shiraz.

Praticamente nello stesso periodo si vendemmia anche in Nuova Zelanda. Entrambe le isole che la compongono danno ottimi vini. Quella a sud è più adatta per uve che amano un clima fresco, come il Sauvignon o il Pinot nero, a nord invece imperversano Merlot, Chardonnay e Cabernet.
Fu in una vigna della zona di Marlborough, nell'isola Sud, che durante la vendemmia rimasi stupito perché tra le vigne erano sparse delle specie di loculi di plastica, larghi un metro, alti tre, con un camino sopra. Incuriosito chiesi ad un produttore cosa fossero. Lui mi rispose con un'altra domanda: «Vedi qualche albero qui intorno?», e al mio no aggiunse: «Per questo dobbiamo portarci dietro i bagni per le vendemmiatrici!».
Questa è sicuramente una grossa differenza tra la vendemmia in molte parti della Nuova Zelanda e la nostra: noi abbiamo tanto bosco...

VINI
L'annata 2005

Al momento in cui scriviamo non possiamo sapere come sarà la vendemmia 2005.

Agosto si è chiuso con alcune piogge di troppo ed una temperatura media piuttosto bassa.

Se settembre non sarà bello caldo rischiamo di avere tanta uva ma di non eccelsa qualità. Se invece il solleone imperverserà in settembre ed ottobre si "rischia" di trovarci di fronte ad una vendemmia veramente ottima, la migliore degli ultimi 6-7 anni.