I sette principi con i quali lavorare in cooperativa

Scritto da La Redazione |    Settembre 2013    |    Pag. 3

È un bel cartello, con sette quadrati dai colori diversi, e in ciascuno di essi è riportato un valore al quale attenersi nel lavorare in cooperativa. Apparirà negli uffici e nelle sedi a ricordare cosa contraddistingue l’operare in una cooperativa rispetto a un’impresa privata.

Cooperazione. Non poteva non essere il primo punto: lavoro in comune. Non tanto lavorare nello stesso luogo ma“sentirsi” insieme, condividere motivazioni e impegno, acquisire il concetto di “rispetto per l’altro” e di aiuto reciproco, costruire con gli altri qualcosa di utile per la comunità nella quale viviamo.

Onestà. Non è un richiamo al “settimo comandamento” biblico, non rubare. Anche questo ovviamente, perché il patrimonio della cooperativa va difeso. Essere onesti significa soprattutto agire e comunicare in maniera sincera e leale.

Responsabilità: individuale, collettiva e sociale. Essere responsabili significa fare fronte agli impegni presi con la propria capacità e col proprio impegno. Spesso si è tentati di attribuire a responsabilità collettiva ciò che invece attiene alla responsabilità individuale. La responsabilità collettiva non annienta quella individuale, anzi, se condivisa come principio, è un elemento di controllo reciproco che potenzia la responsabilità individuale.

Solidarietà: sostenere in modo fattivo chi ha più bisogno. In altre parole “sentirsi comunità”, dare valore all’interesse generale di cui la comunità è portatrice, anche mettendosi nei panni degli altri. E quindi sostenere chi, malgrado la buona volontà, non riesce o riesce solo in parte. Collaborazione, aiuto reciproco, impegno verso gli altri sono parole chiave per descrivere la solidarietà, che produce risultati positivi non solo per chi la riceve, ma anche per chi la pratica.

Coerenza. Ovvero, mantenere le promesse e quindi promettere solo ciò che si può dare. Per noi significa in particolare conoscere i valori e la missione di Unicoop Firenze e agire conformemente a essi.

Trasparenza. La cooperativa deve poter essere vista come un edificio di vetro. Occorre quindi consentire e stimolare il controllo degli altri sul nostro comportamento. Ciò significa lavorare cercando il consenso degli altri. In concreto significa spiegare scelte fatte o da fare usando linguaggio e stile adeguati a ottenere la comprensione di chi si ha di fronte. Nella vita di un’impresa talvolta è necessaria la riservatezza. L’importante è decidere ed agire come se fossimo in totale trasparenza, con l’impegno di sottoporre a controllo il proprio operato appena possibile.

Partecipazione. Il futuro dell’impresa sta nei soci e nei lavoratori della cooperativa. Attivando partecipazione, si arricchisce la cooperativa di sapere ed esperienze che provengono anche dal basso dell’organizzazione. La partecipazione favorisce la crescita delle persone e sviluppa responsabilità fondata sull’autorevolezza. Partecipazione richiede un forte sviluppo delle relazioni interne, dando valore ai rapporti umani. La partecipazione non è assemblearismo e non può consistere nel sapere tutto tutti, ma piuttosto nell’opportunità offerta a ciascuno di poter dare un contributo di idee.

Disegno in alto di L. Cortemori


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