Alla Fondazione Zeffirelli un’esposizione... spaziale

Scritto da Bruno Santini |    Giugno 2018    |    Pag. 10

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Un suggestivo ritratto di Andrej Tarkovskij

Un suggestivo ritratto di Andrej Tarkovskij

Storia del cinema

10, 9, 8… i motori sono accesi… 7, 6, 5... il conto alla rovescia è cominciato… 4, 3... dalla inusuale rampa di lancio allestita in piazza San Firenze (in pieno centro storico del capoluogo toscano, a due passi da Palazzo Vecchio) tutto è pronto per la partenza di un’astronave… 2, 1… che porterà i visitatori alla scoperta di un mondo fantastico fatto di arte, cultura e avventura fantascientifica… Viaaaa!… verso il pianeta Solaris. Era il 1974 e nelle sale italiane (seppur in ritardo di due anni e mutilato dei primi 40 minuti) usciva nelle sale quella che veniva etichettata come “la risposta della cinematografia sovietica” a 2001 Odissea nello spazio: l'indiscusso capolavoro di Andrej Tarkovskij Solaris. Film che gli italiani ebbero modo di apprezzare anche in televisione (Raidue) quando venne trasmesso nell’estate del 1976 in concomitanza con l’atterraggio della sonda Viking 1 sul suolo di Marte. Adesso, grazie al Museo Anatolij Zverev di Mosca, arriva a Firenze (ospitata dalla Fondazione Franco Zeffirelli) la mostra “Un nuovo volo su Solaris”, che permetterà ai tanti visitatori di rivivere le stesse sensazioni del protagonista (lo psicologo Kris Kelvin) in procinto di partire alla volta di un pianeta extrasolare, per decidere le sorti della stazione scientifica orbitante intorno ad esso, il cui equipaggio è ormai ridotto a soli tre componenti.

Da Mosca a Firenze

Il progetto rappresenta un connubio tra il capolavoro del grande regista e alcune opere di artisti anticonformisti russi provenienti dallo stesso Museo AZ e dalla collezione privata di Natalia Opaleva, direttore generale del museo moscovita, nonché produttrice della mostra. Lavori di maestri dell’underground sovietico attivi tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80, contemporanei a Tarkovskij e congeniali alla sua arte. Trentadue quadri e due sculture che la curatrice del progetto (Polina Lobacevskaja) decide di collocare in questa installazione futuristica che ricorda in tutto e per tutto una stazione spaziale, dotata anche di ben 22 schermi per la proiezione di video legati all’opera di Tarkovskij. Ed è la stessa Opaleva a spiegare la non casuale scelta di questa tappa italiana: «Franco Zeffirelli, una vera e propria leggenda dell’arte mondiale, è nato a Firenze; Andrej Tarkovskij, regista russo noto in tutto il mondo, è vissuto a Firenze dopo aver lasciato l’Unione Sovietica». La mostra, che rimane aperta nella Sala della musica del Complesso di San Firenze dal 28 maggio al 31 luglio 2018, è anche l’occasione per visitare la Fondazione Franco Zeffirelli (che sorge negli spazi che furono del Tribunale e in origine convento dei Padri Filippini).

Una carriera lunga 70 anni

Il Centro internazionale per le arti dello spettacolo Franco Zeffirelli raccoglie e mette a disposizione della sua città e del mondo l’intero patrimonio artistico e culturale di una carriera lunga quasi settant’anni. Le attività sono distribuite su circa 3700 metri quadrati suddivisi in piano terra e primo piano. Nel museo trovano spazio oltre 250 opere del Maestro. Il percorso espositivo illustra gli sviluppi degli allestimenti teatrali e delle produzioni cinematografiche (anche di quelle mai realizzate, come un film sulla vita di Dante in cui, per il ruolo del protagonista, era stato contattato Dustin Hoffman!). Altrettanto ricco l’archivio (contenente copioni e sceneggiature, centinaia di pagine di appunti, fotografie, schizzi, disegni e bozzetti, materiali pubblicitari, rassegne stampa, carteggi e audiovisivi) così come la biblioteca, costituita dall’insieme dei volumi precedentemente conservati nell’abitazione romana di Franco Zeffirelli. Un insieme così impressionante di materiale (di straordinario interesse e importanza) che pare lo stesso Zeffirelli, davanti a questa ricchissima raccolta, abbia esclamato stupito: «Ma davvero ho lavorato così tanto?». Il Centro internazionale per le arti dello spettacolo contempla anche un’intensa attività didattica (diretta dal Maestro Carlo Savi), in cui sono presenti tutte le discipline del mondo del teatro e del cinema: dalla scenografia al costume, dalla musica alla regia e alla recitazione. Il Centro dispone di una sala destinata a concerti e proiezioni cinematografiche, di aule per lo svolgimento dei corsi di perfezionamento e di laboratori. A completare la ricca offerta, alloggiata al Complesso monumentale di San Firenze (tra i pochi esempi tardo-barocchi della città), anche una sala da tè e un fornitissimo bookshop. www.museum-az.ru/florence/ e www.fondazionefrancozeffirelli.com


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