A Poggio a Caiano la residenza estiva dei Medici, teatro di amori e morti misteriose. Ospitò numerose personalità

Scritto da Càrola Ciotti |    Luglio 2009    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Lidea di far sorgere una grande residenza, tra Firenze e Pistoia, fu di Lorenzo il Magnifico, il quale ne affidò la progettazione e la costruzione allarchitetto Giuliano da Sangallo: parliamo della villa di Poggio a Caiano, uno degli esempi più significativi tra le varie dimore costruite dalla famiglia Medici, nel corso dei secoli. Con l'edificazione di Poggio a Caiano, si crea la tipologia della villa in senso moderno, utilizzando criteri costruttivi ed estetici altamente innovativi: si realizza, cioè, il vero modello di villa rinascimentale, inserita nel paesaggio circostante e arricchita da un giardino.

 

Il salone di Leone X

I lavori iniziarono del 1485, ma Lorenzo non poté vedere lopera completa, poiché alla sua morte (1492) era ultimata solo la parte anteriore. Dopo la scomparsa del Magnifico, i lavori si fermarono per lungo tempo. Il figlio di Lorenzo, Giovanni de' Medici, divenuto papa con il nome di Leone X, dal 1513 dette nuovo impulso al progetto, riprendendo i lavori: egli, inoltre, arricchì il salone centrale della villa con grandi affreschi realizzati da pittori dell'importanza di Andrea del Sarto, Pontormo, Franciabigio. Questi magnifici dipinti si ammirano ancora oggi nel salone centrale, noto come il salone di Leone X. L'immensa sala è caratterizzata da un soffitto con ampia volta a botte, finemente decorata con molti emblemi medicei; al centro, campeggia lo stemma della famiglia.

 

Francesco, Bianca e gli altri

A Poggio a Caiano vissero o soggiornarono molti esponenti della famiglia Medici, tra cui Francesco I e Bianca Cappello, che fu amante e poi seconda moglie del principe. E qui, entrambi, morirono nel 1587 a poche ore di distanza l'uno dall'altra, probabilmente a causa della malaria (molte sono le leggende circa questa scomparsa, ancora oggi avvolta da un alone di mistero). Dopo il 1737, alla morte di Gian Gastone de' Medici - il quale non lasciò eredi - la villa ha ospitato altri regnanti, quali i Lorena e i Savoia, e molteplici sono le tracce lasciate da queste dinastie. Dal 1984, la villa (già proprietà dello Stato dal 1919) diviene museo nazionale. Da allora, dopo un lungo periodo di degrado e abbandono, riprendono i lavori di restauro e manutenzione necessari. Inserita nel circuito del Polo museale fiorentino, la villa di Poggio a Caiano è aperta al pubblico e visitabile gratuitamente.


La villa oggi

Parliamo dell'attualità di questo luogo, con il suo direttore, dottor Stefano Casciu, che si occupa di tutti gli aspetti che riguardano la villa e il Museo della natura morta, ospitato all'interno della stessa. "La villa di Poggio a Caiano è l'attrattiva principale della Provincia di Prato e, come tale, funge da vero e proprio catalizzatore della zona. Ogni anno, accoglie tra i 30 e i 40.000 visitatori, ai quali sono proposti due differenti percorsi di visita: le sale monumentali della villa, e poi il Museo della natura morta, inaugurato il 17 giugno 2007". Il giardino e il parco sono visitabili liberamente. I locali aperti al pubblico, all'interno della villa - prosegue Casciu - sono in tutto circa quaranta, tra cui il piccolo teatro mediceo, il salone di Leone X, la camera da letto della Bella Rosina. Il giardino di fronte alla villa è di tipo formale, con grandi alberi e abbellito da aiuole fiorite; a lato, si trova la bella limonaia del Poccianti, di epoca ottocentesca. Poi, cè il parco romantico, situato nella parte posteriore della villa, dove è molto piacevole passeggiare".

 

Il Museo della natura morta

Ma, oggi, il fiore all'occhiello di Poggio a Caiano è il bellissimo Museo della natura morta, ospitato al secondo piano dell'edificio: "I Medici hanno accumulato un enorme numero di opere d'arte nel corso del tempo - spiega Casciu - e analizzando questo patrimonio, si è individuato un nucleo importantissimo - relativo, appunto, alle nature morte - di oltre 700 opere, prevalentemente dipinti, perlopiù custodite nei depositi di Palazzo Pitti. Nel corso di alcuni anni di lavoro, si sono selezionate, recuperate - e in parte restaurate - duecentosei opere, oggi allocate nelle sedici sale del museo". La natura morta, nasce come genere pittorico solo tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600 tra Fiandre e Italia, anche sulla scia della rivoluzione naturalistica del Caravaggio. "Nel museo - sottolinea Casciu - sono presenti quadri di stili e pittori diversi, quali Cristoforo Munari, Margherita Caffi, Felice Boselli, Jan Brueghel, Franz Werner Tamm e altri ancora; ma il protagonista assoluto del museo è Bartolomeo Bimbi (1648-1730), pittore forse meno noto ai più, ma che fu grande nel suo genere". Il Bimbi, fiorentino, attivo tra la fine del ‘600 e i primi decenni del ‘700, fu pittore di corte ai tempi di Cosimo III, granduca di Toscana. Cosimo, affidò a lui il compito di documentare la natura, commissionando dipinti di frutti, animali, ortaggi e fiori. Con grande abilità artistica e non minor attitudine scientifica, egli creò decine di dipinti, alcuni di notevoli dimensioni. Queste opere, restituite alla vita dopo anni di oblio, sono un'occasione preziosa per scoprire e conoscere ciò che non esiste più: la maggior parte delle varietà di frutti e agrumi, rappresentati nelle pitture, sono infatti oggi scomparsi.

 

Eventi in villa

L'arazzo di Cosimo

La villa di Poggio a Caiano ospita con frequenza eventi artistici, culturali e ricreativi, organizzati dal Polo Museale Fiorentino, spesso in collaborazione con il Comune di Poggio. Ogni anno, durante il periodo estivo, si rappresentano almeno due spettacoli della famosa manifestazione di teatro e musica "Il Festival delle Colline". A settembre, si svolge "L'assedio alla villa", festa rinascimentale in costume, con corteo storico, cena a tema e mostre varie. Il teatro mediceo antico, all'interno della villa è, in occasioni speciali, lo scenario per concerti e piccole opere; l'acustica del locale è ottima e l'atmosfera affascinante. Un altro appuntamento importante, previsto per il prossimo autunno, è quello per la presentazione del restauro di uno stupendo arazzo di Alessandro Allori, raffigurante la Caccia al cigno: questo pezzo, faceva parte della serie di arazzi dedicati al tema venatorio, commissionati da Cosimo I appositamente per la villa di Poggio a Caiano, e realizzati dalla celebre Arazzeria Fiorentina.

 

Spose straniere

Alla villa del Poggio erano accolte, prima di raggiungere Firenze, le spose straniere dei Medici, che qui ricevevano lomaggio della nobiltà fiorentina: Giovanna dAustria, prima moglie di Francesco I, e di Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I. Inoltre furono celebrati i matrimoni tra Alessandro de Medici e Margherita dAustria (1536), tra Cosimo I ed Eleonora da Toledo (1539) e Francesco I e Bianca Cappello già sua amante (1579). Proprio Bianca e Francesco in questa villa trovarono la morte, ancora oggi avvolta nel mistero, a distanza di qualche ora luno dallaltra. Per maggiori informazioni si può consultare il sito: it.wikipedia.org/wiki/Villa_di_Poggio_a_Caiano

 

Orario estivo: (chiusura 2° e 3° lunedì del mese) 8.30 - 18.30, ingresso in villa ogni ora

Museo della natura morta: necessaria la prenotazione, visite accompagnate da custodi, gruppi max 45 persone ore 9-12 e 14-18

Ingresso gratuito

Da Firenze si arriva dalla via Pistoiese oppure dall'autostrada (A11) uscita Prato est

Info: 055877012; www.comune.poggio-a-caiano.po.it

 

L'intervistato è Stefano Casciu, direttore delle Ville medicee del Polo museale fiorentino.

Fotografie di Federico Magonio.


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