Scritto da Stefano Giraldi |    Ottobre 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Una mula da monumento
Su una collinetta in Oltrarno, a Firenze, sorge l'imponente Palazzo Pitti, costruito nel 1458 dall'architetto Luca Fancelli per ospitare la famiglia Pitti, a testimonianza della potenza economica e politica raggiunta dai mercanti Pitti.
Nel 1550 il palazzo divenne la reggia della famiglia medicea e successivamente fu collegato al palazzo della Signoria, con il corridoio realizzato dal Vasari. In fondo al bel cortile, a sinistra sotto il portico, scopriamo un bassorilievo che rappresenta una mula con un'epigrafe latina, che tradotta dice: «Con il suo barroccio, con sacrificio, tirò, trasportò pietrame, marmi, legname, colonne».

La costruzione di quel notevole palazzo richiese tempo, soldi e dispendio di energie, sia per il numero di operai impiegati che per la quantità del materiale necessario a realizzare l'imponente opera.
Forse il lavoro svolto silenziosamente dalla mula fu così pesante che anche i costruttori e le maestranze dell'epoca non poterono fare a meno di riconoscerlo, con un omaggio nel tempo. Un atto di rispetto, il riconoscimento del lavoro prezioso che spesso ancora oggi, 500 anni dopo, non viene reso nemmeno agli uomini, la cui dignità è continuamente calpestata.
Così quel bassorilievo dedicato alla mula diventa una lezione di umiltà per ognuno di noi.

Fonti:Le vecchie strade e le piazze raccontano la storia di Firenze - Rodolfo Malquori, edizioni Polistampa

Nella foto: La Mula, bottega dell'Ammannati, cortile di Palazzo Pitti, Firenze