Recuperare suolo urbano per vivere in una dimensione verde

Scritto da Valentina Vespi |    Febbraio 2017    |    Pag. 10

sindaco pistoia Pistoia

«Più che coltivare aspettative - esordisce il sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli - ho il desiderio che l’anno da Capitale italiana della cultura possa rappresentare per Pistoia e per i pistoiesi l’occasione per rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, stimolare una diffusa partecipazione civile alla vita cittadina e contribuire così ad una nuova fase di crescita non solo morale e culturale, ma anche economica e sociale del territorio».

Per arrivare al traguardo di Capitale della cultura, a Pistoia in questi anni si è lavorato con impegno, programmando e attuando molti progetti importanti per la città. Numerosi sono gli eventi organizzati, ma altrettanto importante è la trasformazione e il recupero di intere zone della città. Di questo e di altro abbiamo parlato con il sindaco della città.


Si parla per Pistoia di “rigenerazione urbana”: cosa s’intende?

«Il progetto sperimentale di “rigenerazione urbana” è stato promosso dalla Regione e dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e porta all’impegno per il recupero del suolo urbano. Al progetto il nostro Comune ha aderito dal novembre 2014. L’amministrazione comunale è impegnata non solo per il contenimento del consumo di suolo, così come previsto dagli strumenti della pianificazione comunale, ma anche per il suo recupero. Negli ultimi tre anni, attraverso l’approvazione di varianti al regolamento urbanistico, sono stati recuperati 40.719 metri quadrati di territorio agricolo e 11.330 metri quadrati a verde privato, con un totale di oltre cinque ettari di terreno sottratti alla cementificazione. L’area di studio individuata è quella a sud della stazione ferroviaria, particolarmente importante perché vi sono previste rilevanti trasformazioni».


Com’è coinvolto il centro della città?

«Un progetto molto importante è il recupero dell’area dell’ex presidio ospedaliero del Ceppo, nel cuore della città storica, che si sta già trasformando in un quartiere sostenibile, completamente pedonale, immerso nel verde e caratterizzato da elevata qualità ambientale, urbanistica e architettonica: il progetto prevede la demolizione di circa 8000 metri quadrati di superficie coperta e la ricostruzione di appena 4200 metri quadrati. Quasi 4000 metri quadrati di suolo saranno dunque recuperati e destinati a verde pubblico. Le demolizioni lasceranno spazio a nuove aree pubbliche, percorsi ciclabili e pedonali, un parco, una nuova grande piazza, rilevanti servizi di carattere socio-sanitario, amministrativo, museale ed espositivo e tre nuove costruzioni per la residenza ai margini dell’area».


Il seminario “Leggere la città” sarà l’occasione per conoscere le problematiche e le opportunità di Pistoia?

«Abbiamo pensato a “Leggere la città” come ad una rassegna utile per riflettere sulle trasformazioni sociali, economiche, culturali del nostro tempo, considerate proprio a partire dal punto di osservazione delle città. Nelle nostre città, infatti, e in particolare in quelle italiane ed europee, si vivono tutte le tensioni, i mutamenti, le contraddizioni che caratterizzano la società; ma se si guarda bene, vi si possono al contempo scorgere i segni di esempi positivi di cambiamenti, di possibili soluzioni. Pistoia, da questo punto di vista, non fa eccezione».


Come saranno la convivenza e le relazioni fra le diverse aree della città?

«Pistoia è una città dalle antiche origini contadine, dalle quali si è sviluppata una delle sue principali eccellenze produttive, il vivaismo, che ha segnato il territorio e ha permesso alla città di mantenere una vera e propria cintura verde intorno al cuore medievale. A Pistoia è ancora visibile quel limite, che fonda la città e la separa dalla campagna. Pistoia è anche una città operaia, che riconosce nella sua principale fabbrica, la Breda, oggi Hitachi, non solo il più importante centro industriale, ma anche un motore di emancipazione sociale, politica e sindacale, che ha contribuito in maniera determinante a definirne l’identità. Da queste radici sorge la Pistoia di oggi e nel dialogo fecondo tra di loro si svilupperà il suo futuro».


Pistoia

Le città in giallo

Gli amanti dei romanzi gialli ambientati nelle città avranno tre giorni a febbraio alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia per soddisfare la loro passione. Si terrà il 26, 27 e 28 la settima edizione del “Festival del giallo”, organizzato da Giallo Pistoia. La rassegna quest’anno sarà dedicata al “noir metropolitano”, con l’accento posto sulla cronaca nera, sulla vita frenetica delle metropoli e sul clima che viviamo ogni giorno. Il festival sarà un omaggio a tre protagonisti pistoiesi: Atto Melani, Ippolito Desideri e Mauro Bolognini. Eventi teatrali e una rassegna di film completeranno le tre giornate del festival, mentre il Centro Guide di Pistoia, nei giorni 21 e 27 febbraio, organizzerà due visite a tema su “Storie di Pistoia scritte col sangue ”. La serata conclusiva del festival si terrà al Teatro Bolognini con la presenza di Massimo Ranieri.

Info: www.sangiorgio.comune.pistoia.it


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Pistoia capitale della cultura


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