Al Policlinico Le Scotte di Siena un centro attrezzato per i trapianti di cute. Il ruolo dei donatori

Scritto da Alma Valente |    Luglio 2002    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

'Ho salvato la pelle', 'Non sto più nella pelle', 'Mettiti nella pelle degli altri', 'Lo sento a pelle'.
Una banca per la pelle
Sono solo alcuni dei detti popolari riferiti a quell'abito preziosissimo che ci accompagna in tutto l'arco della nostra esistenza. Può capitare, però, che per incidenti, traumi o varie patologie questa nostra protezione naturale possa in una qualche maniera venire danneggiata. A questo scopo, nel secolo scorso, sono nate le prime 'Banche della pelle'. Centri all'interno dei quali venivano effettuati dei veri e propri trapianti asportando dal paziente la pelle che era rimasta sana e reimpiantandogliela. In molti casi però, soprattutto nei soggetti ustionati, le aree sane erano insufficienti a fornire una quantità di cute adeguata a coprire tutte le zone lese. Da qui la necessità di un donatore. 'Se, infatti, con l'autotrapianto, la cute è in grado di attecchire perfettamente e ricostruire pienamente l'integrità della superficie cutanea, anche la cute da donatore può dare ottimi risultati', spiega il professor Lucio Andreassi, direttore della Clinica dermatologica del Policlinico Le Scotte di Siena. Proprio nella nostra regione, al primo posto in Italia per quanto riguarda le donazioni, è nata una Banca regionale tessuti e cellule, organizzata in più centri regionali (cornee a Lucca, tessuto osseo e cordone ombelicale a Firenze, valvole cardiache a Pisa). Ma il punto di riferimento per quanto riguarda la pelle è proprio il Policlinico Le Scotte di Siena. Inaugurata ufficialmente a giugno del 2000, ha il compito di trattare e conservare lamine di cute prelevate da donatori.
'In caso di ustioni gravi - aggiunge il professor Andreassi -, la pelle trapiantata svolge principalmente due funzioni. Innanzitutto fornisce all'organismo una protezione immediata contro le infezioni e facilita la ricostruzione del derma, che è la parte più profonda e preziosa della pelle. In secondo luogo permette la rigenerazione della nuova pelle che si andrà a formare sul derma stesso'.
Sino ad oggi a Siena sono stati effettuati 217 espianti ottenendo eccellenti risultati (senza cioè eventi avversi o complicazioni post-operatorie) su 181 pazienti. Ma, in concreto, per chi è indicato e come avviene questo trapianto così delicato? Sentiamo cosa dice la responsabile del Centro, la dottoressa Elisa Pianigiani.

Oltre alle ustioni ci sono altre malattie che possono essere curate mediante il trapianto cutaneo?
'Innanzitutto vorrei sottolineare che il tessuto cutaneo è un vero e proprio salva-vita. Quando, infatti, per varie ragioni, questo nostro rivestimento viene a mancare in maniera rilevante, e l'esempio più classico sono le ustioni molto estese, i liquidi e le proteine contenuti naturalmente nel nostro corpo vengono perduti, portando alla morte. Ma il trapianto cutaneo può essere necessario, oltre che in caso di malattie dermatologiche importanti, anche in situazioni meno gravi, come per esempio le ulcere dei diabetici, decubiti o ricostruzioni di ferite chirurgiche, nelle quali le normali terapie non sempre danno risultati accettabili. In questi casi vengono utilizzati piccoli frammenti di pelle che permettono una rapida guarigione'.

Ma, in concreto, come si realizza questa tecnica?
'A parte il trapianto vero e proprio, la nostra attività si articola in due fasi: l'espianto e la conservazione. L'espianto viene effettuato da un'équipe formata da dermatologi e chirurghi plastici. Una volta prelevata, la pelle viene 'elaborata' da un'altra équipe e sottoposta a test microbiologici e virologici per testarne la sicurezza. Dopo questa fase, le lamine di pelle vengono testate nuovamente per circa 20 giorni. Solo allora, previa certificazione di idoneità e sicurezza, sono pronte per l'utilizzo. E' bene sottolineare inoltre che presso la nostra azienda è disponibile un team di medici specialisti, reperibile 24 ore su 24 per le attività di espianto in tutta la Regione'.

Un procedimento molto delicato e complesso. Ma fino a che età è possibile donare la nostra pelle?
'Il tessuto cutaneo, rispetto ad altri organi, è veramente molto speciale. Pensate che può essere donato, senza nessuna controindicazione, fino ad età avanzata. Nel protocollo adottato dai coordinatori toscani, infatti, sono ammesse donazioni fino a 75 anni'.

Centro conservazione della cute, Policlinico Le Scotte, viale Bracci 1, Siena, tel. 0577 585425, e-mail: skinbank@unisi.it