Piccolo "gioiello" rinascimentale ricco di suggestioni nel cuore della Val d'Orcia

Scritto da Càrola Ciotti |    Ottobre 2010    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

A cavallo di un crocevia che lo collega a nord con Siena - da cui dista 45 km. - a sud con Roma, a est con la Val di Chiana e a ovest con l'Amiata, sorge San Quirico d'Orcia. Il paesaggio della Val d'Orcia è probabilmente tra i più celebri e amati della Toscana e questo borgo, che conserva importanti ricchezze architettoniche, è una splendida testimonianza di urbanistica medievale. Le molte chiese, tra cui la bellissima Collegiata o il grande Palazzo Chigi, sono mete irrinunciabili per il visitatore.

Tra i tanti tesori, spicca anche un piccolo ma originale giardino storico, dal nome evocativo: Horti Leonini. Collocato tra le mura fortificate del paese (da cui il motivo del nome horti, cioè spazi verdi racchiusi e delimitati), vi si accede dalla piazza principale del paese, varcando un cancello sormontato da una bella arcata in mattoni. La storia del giardino è legata in modo indissolubile al suo creatore, Diomede Leoni, uomo di fiducia della famiglia Medici.

Il belvedere

Leoni ricevette in dono gli Horti, posti tra i baluardi di San Quirico, nel 1535 da Francesco I. I lavori di realizzazione del giardino iniziarono più tardi, intorno al 1581 e Diomede fu abile nello sfruttare la caratteristica conformazione del terreno per creare un giardino particolare, non grandissimo, ma luogo ideale per il riposo e per il ristoro dell'animo. Ci addentriamo nei particolari con l'aiuto dell'assessore alla Cultura di San Quirico, Mauro Taddei. «Gli Horti occupano una superficie di 13.824 mq. - spiega Taddei - e si sviluppano su un terreno molto irregolare; il Leoni ha tagliato semplicemente e regolarmente i dislivelli creando vari terrazzamenti e una scala con funzione di raccordo tra la parte bassa e quella più alta, dove troviamo il grande prato circondato da lecci secolari, col belvedere che domina la valle». Entrando al giardino, dopo il vestibolo in mattoni, ci accoglie la bellissima visione prospettica del grande viale, che ne costituisce l'asse centrale, da cui si dipartono assi secondari, secondo il tipico impianto del giardino all'italiana. Doppie siepi di bosso formano tante e regolari aiuole, disposte a raggiera, al cui interno si trovano piante di tasso potate in forma semisferica.

 

La torre non c'è più

La statua di Cosimo III de' Medici, collocata al centro di quest'area verde, è uno dei pochi elementi decorativi qui presenti. «La grande statua datata 1688, opera del senese Giuseppe Mazzuoli, era originariamente all'interno di Palazzo Chigi - spiega l'assessore - ma dopo l'ultima guerra, dati gli enormi danni subiti dal palazzo, fu deciso di spostarla qui nel giardino. A causa della guerra abbiamo perso un'altra importante struttura, che invece era all'interno degli Horti, la grande torre medievale del Cassero, da sempre utilizzata come punto di avvistamento per il controllo del territorio; proprio per questa sua importante funzione strategica, nel 1944, fu distrutta dai tedeschi in ritirata». Oggi restano soltanto i ruderi dell'antica torre, peraltro molto suggestivi.

Percorrendo il viale di lecci sagomati che fiancheggia  sulla sinistra le mura di cinta, lungo via Diomede Leoni, si giunge al Giardino delle Rose - altro piccolo e grazioso spazio - cui si accede da una stretta scala, un tempo anch'essa esterna agli Horti. Qui, in passato infatti, esisteva una piazzetta - denominata Platea Leonina - che separava la romanica Pieve di Santa Maria dalla parte terminale del giardino. Nel 1993, grazie a un intervento di ripristino, eseguito anche con fondi stanziati dalla CEE, è stato, in parte, ricreato l'impianto della piazza originaria, coniugandolo però con la consolidata tradizione popolare - sviluppatasi a partire dal 1930, quando un appassionato di botanica vi impiantò un roseto - che vuole in quest'area la presenza di un Giardino delle Rose. Il risultato è una piacevole oasi di colore in quest'isola di verde.

 

Forme nel verde

All'interno degli Horti Leonini trovano ospitalità - nella bella stagione - numerose manifestazioni pubbliche: concerti, cene popolari, giochi tradizionali. Taddei ci accenna alla più nota, un'importante mostra: «dal 1971, con cadenza annuale, il Comune organizza la rassegna di scultura contemporanea "Forme nel Verde". L'idea fu del giornalista Mario Guidotti, il quale ebbe la felice - e allora innovativa - intuizione di demusealizzare l'arte, allo scopo di renderla più viva e vicina alle persone e alla vita quotidiana. Nel corso di questi lunghi anni le perfette geometrie del giardino hanno così accolto numerose mostre, collettive e personali, di grandi artisti - anche di rilievo internazionale - a cominciare da Manzù, Pomodoro, Cascella tra gli italiani o Roca-Rey, Brook, Spender, Gonzales fra gli stranieri. L'iniziativa ha il pregio, tra l'altro, di sottoporre all'attenzione di studiosi e critici il tema degli interventi contemporanei nel verde storico». Quest'anno, in occasione della quarantesima edizione, l'itinerario si è ampliato coinvolgendo i comuni della Val D'Orcia, storicamente legati alla storia della Via Francigena. Così, le opere dello scultore giapponese Yoshin Ogata, protagonista di questa edizione, sono state installate non solo all'interno della location "storica" - quella degli Horti -, ma pure in altri punti di interesse: Radicofani, Bagno Vignoni e Rocca d'Orcia, creando un percorso che coinvolge ambiente, architettura, luoghi di fede, termalismo, agricoltura di qualità: tutti aspetti tipici del nostro territorio.


L'intervistato è Mauro Taddei, assessore al Comune di San Quirico

Un ringraziamento anche a Marta Casiroli per la collaborazione con l'autrice di questo articolo

Le foto sono di Federico Magonio

 

Horti Leonini - piazza della Libertà, San Quirico d'Orcia (SI)

Aperto tutto l'anno dalle 8 alle 20

Ingresso gratuito


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