L’inaugurazione nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni della nascita del maestro. Il programma del festival, con sconti per i soci Coop

Scritto da Bruno Santini |    Giugno 2008    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

A 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini, avvenuta a Lucca il 22 dicembre del 1858, Torre del Lago ospita un’edizione particolarmente ricca del “Festival Puccini” (dal 15 giugno al 23 agosto), all’interno delle “Celebrazioni pucciniane 2008” dedicate al grande maestro toscano.

L’articolato programma messo in piedi dalla Fondazione Festival Pucciniano ha tra i suoi momenti più alti l’inaugurazione, giovedì 15 giugno, del Nuovo Gran Teatro all’aperto, nel Parco della Scultura e della Musica intitolato allo stesso Puccini. Al presidente della Fondazione, Manrico Nicolai, chiediamo cosa rappresenti per Torre del Lago questa struttura.

«Dopo più di 50 edizioni di un Festival, io credo che innegabilmente vi fosse la necessità di costruire un teatro che offrisse la possibilità di rappresentare le opere del maestro in uno spazio più confortevole e strutturato, con tecnologie più avanzate. Il Nuovo Gran Teatro, con la vasta platea all’aperto di 3.200 posti, il sottostante auditorium (di quasi 500 posti) e un grandissimo foyer di circa 1.200 metri quadrati, rappresenta la concreta opportunità di organizzare eventi a Torre del Lago anche nei periodi in cui non si possono allestire opere all’aperto. Il nuovo teatro, che sarà inaugurato da un concerto dell’orchestra e del coro della Scala, diretti da Riccardo Chailly, diventa a tutti gli effetti il punto focale della manifestazione e va ad insediarsi in un’area recuperata di 25 ettari, una parte della quale da quest’anno sarà aperta al pubblico come un vero e proprio parco in cui saranno installate delle opere d’arte nate dal progetto “Scolpire l’opera”, che ormai dura dal 2001».

Torre del Lago e il suo Festival: un legame indissolubile?
«Il Festival è sempre stato una grande occasione di richiamo. Qui Puccini ha vissuto per 30 anni, qui ha composto le più belle opere della sua vita. Devo dire che crescendo - questa datata 2008 è la 54a edizione – è diventato anche un’opportunità reale di sviluppo, tanto è vero che in questi ultimi anni ci sono state molte ristrutturazioni anche dal punto di vista alberghiero e commerciale».

Quale potrebbe essere l’equivalente di Puccini ai giorni nostri?
«Puccini ha saputo creare, al di là del tempo, delle opere che non hanno tempo. Non so se si potrebbe accostare il nome di Puccini a quello di una grande rock star... Certamente al giorno d’oggi sarebbe un grande evento mediatico, una sorta di Morricone e Cocciante messi insieme! Con quel qualcosa in più, però, rappresentato dall’ambiguità dell’opera d’arte. Diceva Umberto Eco: “L’opera d’arte è ambigua, perché ha più letture e quindi può essere letta in tempi anche diversi”... e qui sta la modernità di Puccini. Lo si intuisce anche dalla multiculturalità di alcune sue opere, come i ritmi e i tempi tipicamente americani de “La fanciulla del West” o gli spunti di musica popolare cinese nella “Turandot”. Era un uomo molto curioso e anche molto meticoloso, non improvvisava mai. Rileggeva e correggeva le sue opere più di una volta, arrivando ad una perfezione davvero unica. Nella sua vita ha realizzato solo 12 opere: non si può certo definire un autore prolifico, proprio perché i suoi lavori avevano una gestazione molto attenta e minuziosa, anche nella scelta dei libretti, che avevano un respiro internazionale».

C’è una filosofia nella scelta del programma?
«La filosofia è quella di poter rappresentare in un tempo mediamente breve tutte le opere di Puccini: sia quelle che hanno una grande popolarità che quelle meno conosciute perché portate poche volte in scena. Quest’anno, per esempio, abbiamo inserito nel cartellone “Edgard”, dal 9 al 16 agosto, che non è mai stato rappresentato a Torre del Lago. Mi piace poi ricordare il progetto “Scolpire l’opera”, per il quale grandi artisti contemporanei sono stati chiamati a rileggere sul piano scenografico le opere di Giacomo Puccini. Contemporaneamente però diamo spazio anche alle grandi scenografie tradizionali: quest’anno per esempio abbiamo una “Turandot” (11, 19, 25 luglio e 3, 10 e 23 agosto) di Ezio Frigerio e Franca Squarciapino, che ha vinto anche un Oscar per i costumi di “Cirano”. Le scenografie delle altre tre opere in programma rappresentano lo spirito di “Scolpire l’opera”: “Tosca” (12, 18, 27 luglio e 8, 22 agosto) di Igor Mitoraj; “Madama Butterfly” (20, 26 luglio e 2, 17 agosto) di Ugo Nespolo e, come già ricordato, “Edgar”, di Freyja Dean, che tra l’altro è un artista inglese molto interessante, quello che ha dipinto le copertine dei dischi delle rock star degli anni ‘70-’80».

Una volta chiuso il sipario sull’ultima replica in cartellone della “Turandot” cosa rimane di Puccini a Torre del Lago?
«La casa mausoleo, la mostra “Puccini al cinema”, con gli otto minuti di un filmato inedito che riprende Puccini nella sua quotidianità a Torre del Lago. In alcune di queste immagini il maestro è al piano... Il film è ovviamente muto ma noi siamo riusciti a ricostruire dai suoi movimenti sulla tastiera l’improvvisazione che stava eseguendo».

Foto di N. Gherardi 

La mostra, ospitata nell’Auditorium del Nuovo Gran Teatro all’aperto dal 28 giugno al 30 settembre, si propone di fare il punto sull’intero corpus della filmografia su Giacomo Puccini, articolando l’intervento in due sezioni. La prima riguarda la mostra  documentaria, che ripercorre la storia del cinema dalle origini ad oggi attraverso le opere dedicate al compositore; la seconda è una retrospettiva cinematografica in cui saranno riproposti 30 titoli scelti tra i più significativi dei vari periodi della storia del cinema.

Un suggerimento per i neofiti: con che stato d’animo ci si avvicina per la prima volta ad un’opera di Puccini?
«Il consiglio è di leggerla prima di vederla, e di sedersi in platea in assoluta serenità lasciandosi andare alla magia della musica, delle parole e delle scenografie. Lo spettacolo è un sapiente mix di queste tre componenti... e con il Nuovo Gran Teatro è ancora più evidente».

Su www.puccinifestival.it il programma completo. Riduzioni sul costo dei vari biglietti per i soci di Unicoop Firenze

L’intervistato
Manrico Nicolai, presidente Fondazione Festival Pucciniano

 


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