L'SMS Rifredi, una lunga storia. Spettacoli per tutti e prezzi popolari

Scritto da Edi Ferrari |    Gennaio 2013    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Costruito nel 1911 dai soci della centenaria Società di Mutuo Soccorso di Rifredi, che ne sono tuttora i proprietari, ha attraversato il fascismo (non senza qualche danno), è stato importante luogo d'aggregazione giovanile dedicato al cabaret e alla pantomima (dai Giancattivi a Dario Fo, a Carlo Verdone, a Yves Lebreton), ha conosciuto una fase di declino trasformandosi in discoteca e luogo di intrattenimento danzante, ed è infine rinato, alla metà degli anni '80, grazie a radicali lavori di ristrutturazione e all'affidamento della direzione artistica ed organizzativa alla compagnia Pupi e Fresedde.

Il fiorentino Teatro di Rifredi oggi vanta circa «33.000 spettatori l'anno, il che vuol dire che è uno dei teatri ai primi posti nelle classifiche dell'Agis a livello nazionale, rispetto ovviamente alla capienza della sala, cioè 300 posti», sottolinea con soddisfazione il direttore artistico Giancarlo Mordini.

Una stagione, quella in corso all'insegna del «piacere del teatro, quel ‘gusto' che si prova ad uscire di sala soddisfatti, appagati nei sensi prima ancora che nel cuore e nella mente, senza rimpianti per aver tradito il divano di casa, essere usciti e aver pagato un biglietto, desiderosi solo di ripetere il prima possibile un'esperienza simile», dice ancora Mordini.

A proposito di biglietti, quelli di Rifredi sono veramente prezzi popolari, come fate ad andare avanti? «È da sempre la nostra politica culturale e, nonostante i prezzi bassi, il nostro pubblico è il più importante contributore del teatro. Né il Ministero né la Regione Toscana, che sono i due più importanti sostenitori da un punto di vista economico, arrivano a darci quanto ci arriva dagli incassi, parliamo di oltre 260/270.000 euro l'anno. Non sono pochi proprio perché facciamo tanto pubblico e la politica è sempre stata quella di far sì che il costo del biglietto non diventasse un ostacolo».

Angelo Savelli, uno dei fondatori della Compagnia Pupi e Fresedde (trasposizione in pugliese di "Bread and Puppet" - ossia "pane e pupazzi" - compagnia teatrale americana molto nota negli anni '70 e con la quale Savelli e altri hanno lavorato), è il direttore stabile del Teatro di Rifredi, e un pezzo della sua storia.

«Rifredi ha sempre fatto un teatro molto comunicativo, legato al contemporaneo - racconta - si è sempre occupato di temi forti, anche dal punto di vista sociale e politico; ma ha sempre avuto la voglia di far ridere, di divertire, di raccontare storie che arrivassero a tutti, e questa poetica della compagnia non è mai cambiata. Sono cambiati i tempi storici quindi i temi si sono adeguati: ma lo spirito, l'idea di un teatro non come letteratura, chiacchiera ma come evento, è sempre rimasto. E un pubblico curioso di questo tipo di teatro, c'è sempre stato: c'era 30-35 anni fa quando siamo nati e c'è ancora oggi. Noi continuiamo a parlare a chi vuole, al di là delle etichette, un teatro piacevole che però non sia futile, che parli dell'uomo, del mondo che ci sta intorno e lo faccia senza preclusioni inventandosi di volta in volta le forme e i modi per raccontare».

A gennaio (dal 17, e fino al 3 febbraio) va in scena uno degli spettacoli ai quali entrambi sono più affezionati, L'ultimo Harem. Un vero e proprio cult, «lo spettacolo più rappresentato a Firenze dal dopoguerra» dice Mordini, 9 anni di repliche e migliaia di spettatori, «gente che viene da tutta Italia, qualcuno lo ha visto 3-4-5 volte. A volte in questa città c'è un po' di snobismo, sembra che manchino le cose importanti: invece questo successo, una grande attrice internazionale come Serra Yilmaz che torna apposta tutti gli anni, sono la dimostrazione che anche piccoli teatri possono produrre qualcosa di importante».

I soci hanno diritto all'ingresso ridotto per gli spettacoli domenicali di tutta la stagione. Info e prenotazioni 0554220361, sul web www.teatrodirifredi.it


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