Come ti regolo il traffico; breve storia dal primo semaforo alla rotonda

Scritto da Pier Francesco Listri |    Febbraio 2014    |    Pag. 9

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

Passeggiare a piedi, pedalare in bicicletta, correre in automobile per le strade di Firenze (che è piccola e ha strade anguste nel centro storico) è un problema complicato, e il traffico nel suo complesso è il problema dei problemi.

Cogliamo, da una data storica, i lunghi progressi degli accorgimenti per migliorare il traffico. La data è il 1914, quando cioè il primo semaforo moderno, progettato negli Stati Uniti, fu messo in funzione a Cleveland. Questo antenato compie oggi cent’anni.

Rosso e verde

Non era quello di oggi, era composto di due sole luci, il rosso e il verde, giacché il giallo sarà inaugurato a New York nel 1920. Da notare anche che se in Italia il giallo precede il rosso, in altri stati è usato in combinazione con il rosso per annunciare la prossima via libera.

Solo dopo due anni, nel ’22, il semaforo compare in Europa a Parigi, poi a Milano (la cui installazione avviene nel 1925). Firenze dovrà aspettare ancora un po’.

Dopo qualche anno, il semaforo, che all’inizio era manovrato a mano, usufruirà dell’energia elettrica e verrà sospeso al centro degli incroci.Il progresso ha i suoi tempi come si vede, ma l’opera dell’uomo gli dà una mano. Infatti a lungo anche nella nostra città il traffico fu regolato da vigili urbani issati al centro degli incroci, su una pedana rotonda, e che guidavano lo stop o l’avvio con i gesti delle braccia.

Il vigile alberto sordiLe zebre in città

Un altro salto nella regolamentazione del traffico, si è avuto con l’istituzione delle strisce pedonali che in realtà si chiamerebbero ‘zebra crossing’, nome dato dal loro inventore, il parlamentare Jim Callaghan che le propose nel 1948.

Era una novità relativa perché, assai prima, nelle antiche strade romane, c’erano nei luoghi di attraversamento, dei ceppi lignei sopraelevati sulla strada che servivano a salvaguardare i pedoni dagli antichi carri.

Piste ciclabili

Il progresso s’è detto ha i suoi tempi, con il ritorno in voga della bicicletta, attrezzo che a Firenze ha avuto per buona parte la sua patria, la città ha istituito – non prima né unica – le piste ciclabili. Firenze, anche per collegarsi ai suoi dintorni, ne segnala trentadue: si pensi che esiste anche una ininterrotta pista ciclabile d’asfalto che unisce Firenze e Siena.

Altre piste hanno lunghezze diverse, da quella che unisce lo Stadio alle Cascine (cinque chilometri), a quella di viale Morgagni, anch’essa su asfalto, lunga appena un chilometro.

Una rotonda…

Il progresso cammina: è la volta delle rotatorie, popolarmente dette ‘rotonde’. Ecco allora che a New York, grazie all’invenzione dell’urbanista francese Eugène Hénard nel 1904 è installata la prima rotatoria, anche se gli storici ci dicono che la più antica fu creata dai Romani alle Terme di Diocleziano, piazza che ha subito poi nel tempo numerose trasformazioni.

Fu però solo negli anni ’60, Firenze lo farà più tardi, che l’uso delle rotatorie divenne generale nelle grandi città europee, anche se alla testa resta la Gran Bretagna che nel 1966 stabilisce la norma della precedenza a quei veicoli che già impegnano la rotatoria.

Da segnalare che l’Italia si è allineata alle norme della Comunità Europea solo di recente e con qualche controversia. Ancora la storia ci dice che la prima rotonda italiana è comparsa a Lecco nel 1989.

Traffico limitato

Il progresso non ha fine, e qualche volta scoccia i cittadini. È il caso della Ztl (zona a traffico limitato) che a Firenze ha un primato essendo stata istituita in questa città per la prima volta in Italia nel 1988 e che fu la più estesa d’Europa

La Polizia municipale a Firenze

Un piccolissimo tuffo nella storia. Il Corpo delle guardie di Polizia municipale nacque a Firenze nel 1854 (dunque quest’anno compie 160 anni), per accompagnare i compiti dei pompieri.

Le guardie erano 20, dovevano essere celibi e alti almeno un metro e 66. Dal 1863 il corpo si chiamò Guardie di Città; i suoi membri avevano un cappello a lucerna.

Nel 1919 finalmente nasce il nome di Vigili Urbani (dunque hanno 95 anni) che, pochi anni dopo, sostituiscono la vecchia sciabola con un corto bastone per regolare la circolazione. Nel 1933 i vigili urbani, diventati 300, ricevono ai primi dell’anno la ‘Befana del Vigile’, cui rinunceranno negli anni ’60. Solo nel 1978 il Corpo viene aperto alle donne.

Nella foto di metà articolo locandina del film "Il Vigile" con Alberto Sordi


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