Il restauro dell'educatorio di Fuligno. L'iniziativa delle sezioni soci Coop di Firenze

Un quadro per ricominciare
I lavori di restauro termineranno nel 2002. Entro quella data l'ex educatorio di Fuligno tornerà ad essere un importante punto di riferimento per tutta la città di Firenze. Il suo recupero è stato in parte inserito - la chiesa e gli spazi contigui - tra gli interventi finanziati nell'ambito del Giubileo 2000. L'edificio ha un grande valore artistico e monumentale, ricco com'è di affreschi, arredi d'epoca, dipinti, paramenti sacri, collezioni di ori e di argenti. Vere e proprie opere d'arte, danneggiate nel corso dei secoli da interventi che raramente hanno tenuto conto di salvaguardare gli ambienti originali.
Il progetto ha appassionato anche le sezioni soci Coop di Firenze, che hanno deciso di "adottare", tutte quante, un quadro della scuola fiorentina del '600, il "San Giovanni Battista nel deserto", affidandolo alle abili mani di Laura Caria, esperta restauratrice fiorentina. Il dipinto farà ritorno all'educatorio di via Faenza nella settimana prima di Pasqua, accolto dai tanti soci delle sezioni che hanno contribuito al suo restauro.
Il progetto complessivo di recupero però va ben oltre; da qui al 2002 nell'educatorio troveranno nuovamente posto quei servizi sociali che hanno caratterizzato una parte della sua storia: mini alloggi, centri diurni per anziani autosufficienti e non, e un centro residenziale per disabili psichici; senza dimenticare la ludoteca e il Teatro stabile dei bambini e delle bambine.

Un po' di storia
Consacrato nel 1429 per accogliere una comunità di monache francescane, l'edificio venne ben presto ampliato con un grande dormitorio e un refettorio per ospitare anche alcune pensionanti: soprattutto donne vedove, ma anche ragazze in attesa di matrimonio o di consacrazione. Afflitto da pesanti difficoltà economiche, nel 1803 il convento viene acquistato dall'amministrazione napoleonica, che lo trasforma in un conservatorio laico per fanciulle orfane o povere.
Nel 1829 un documento sovrano sancisce ufficialmente la nascita e il nome dell'attuale istituzione dove le ragazze, oltre a studiare, imparano a tessere, cucire, ricamare.
Il resto è, tutto sommato, storia recente. Nel 1853 fanno ritorno le monache - figlie della Carità prima, suore dell'Immacolata poi - con una scuola materna, elementare e media; vi resteranno fino al 1973.