Scritto da Rossana De Caro |    Settembre 2002    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Un pieno di salute
Dolce e succosa, nelle sue sfumature di colore, rossa, dorata, violacea, nera... bella da vedere, e buona da mangiare. Ma non è tutto. Questa splendida frutta che madre natura ci fornisce sul finire dell'estate, racchiude nei suoi chicchi croccanti e gustosi non solo il sapore del sole estivo, ma anche tante sostanze benefiche che svolgono un effetto rigenerante e disintossicante sul nostro organismo. Mangiare un grappolo d'uva è come fare un pieno di salute, tanto che l'ampeloterapia, ovvero la cura dell'uva, che consiste nel nutrirsi per alcuni giorni esclusivamente con questo frutto, è molto in voga nel mondo salutista. Ricca di zuccheri facilmente digeribili (fruttosio e glucosio), di sali minerali (in particolare potassio e calcio) e vitamine, l'uva ha proprietà digestive, aiuta e depura il fegato, è una vera fonte di bellezza per pelle e capelli, svolge un'azione lassativa e diuretica, aiuta a ridurre il tasso di colesterolo, giova al sistema nervoso ed è ricostituente. Per beneficiare al meglio delle sue virtù terapeutiche andrebbe mangiata a digiuno la mattina. Si può consumare, oltre che fresca, da sola o in macedonia, anche nella preparazione di dolci, marmellate, e piatti vari. Si conserva bene per più settimane in un posto fresco.
Un po' di storia - La prima vite da vino, Vitis vinifera, da cui sono derivate le viti coltivate per la produzione di uva, è originaria dell'Asia occidentale, dell'Europa e dell'Africa settentrionale. La coltura della vite era praticata già dagli Egiziani, dagli Etruschi e dai Greci (in Grecia nacque il mito di Dioniso) e fu perfezionata e sviluppata dai Romani. Decadde nel Medioevo, periodo in cui la viticoltura fu conservata dagli ordini religiosi, per rifiorire nel Rinascimento. L'Italia fin dall'antichità è stata terra d'eccellenza di uva e di vino, come indica il nome stesso che le venne dato: Enotria. Attualmente il nostro paese è il maggior produttore mondiale di uva da tavola, seguito da California e Cile. Oltre il 65% della produzione italiana proviene dalla Puglia e dalla Sicilia (25%).
Le varietà - Ci sono molte varietà di uva, in genere si distingue fra uva da tavola e da vino. La prima ha una polpa compatta e pochi semi, la seconda è più succosa e tenera.
Fra le cultivar più diffuse ricordiamo l'uva Regina bianca e nera, a grappoli grossi e chicchi dalla forma allungata, dalla polpa carnosa e gradevolissima; l'uva Pizzutello bianca e nera, con acini allungati e di grosse dimensioni, spesso arcuati a mezzaluna, dal sapore dolce; l'Italia, una delle più apprezzate uve da tavola per la bellezza dei suoi grappoli: ha chicchi grossi quasi ellittici, è dolce e croccante, con un gradevole sapore di moscato; l'uva Primis, che si trova da luglio ad agosto, dal grappolo piccolo con acini di media grandezza, dal colore bianco dorato, polpa tenera e succosa.