In diretta su internet Tessa e Giotto, una coppia di falchi che hanno nidificato sul Duomo di Firenze

Scritto da Silvia Amodio |    Febbraio 2009    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Il falco pellegrino (Falco peregrinus) è tra i rapaci più affascinanti che si conoscano: passa la sua vita in coppia ed è tra i pochi uccelli che caccia le sue prede in volo, prevalentemente piccioni e storni. Supera in picchiata i 360 km orari! Una velocità di tutto rispetto per una creatura che pesa al massimo un chilogrammo.

 

Da qualche decennio l’urbanizzazione ha radicalmente cambiato le abitudini di molti animali selvatici, minacciandone, in alcuni casi, addirittura la sopravvivenza della specie. Le città avanzano inesorabilmente, di conseguenza i siti naturali per molti animali diminuiscono; non è così raro vedere volpi, ricci, rapaci e, in altri paesi, anche orsi e lupi, che si spingono fino in città in cerca di qualcosa da mangiare, magari nei cestini della spazzatura.

 

Falchi in città

A Firenze la presenza del falco pellegrino è stata scoperta quasi per caso. Nel 1993, Gianluca Serra, un giovane ornitologo, grazie al suo occhio allenato si è reso subito conto che la coppia di uccelli, che volteggiava sopra la cupola del Brunelleschi, non era una comune coppia di piccioni. Nasce in quel momento l’interesse per questo strano avvistamento.

I falchi pellegrini in natura nidificano su pareti di roccia a strapiombo piuttosto alte per consentire loro la caccia in volo. Alcuni monumenti o edifici molto alti rappresentano, in caso di necessità, un’alternativa molto apprezzata da questi animali. Infatti questo fenomeno non è affatto raro: anche in altre città d’Italia, come Bologna e Roma, la loro presenza è ben documentata (www.birdcam.it).

All’estero il falco è addirittura incoraggiato a nidificare nelle grandi città, perché contribuisce a tenere sotto controllo, con la sua attività predatoria, la popolazione dei piccioni, animali che nei centri storici non sono molto amati.

Ma è solo nel 2006 che l’osservazione di questi uccelli assume una forma ufficiale. Durante i lavori di restauro della cupola, infatti, gli operai si imbattono in un nido abitato da “pulli”, così si chiamano in gergo scientifico i pulcini di questi rapaci. La scoperta viene segnalata agli Uffici della Provincia di Firenze che si rende disponibile a finanziare il progetto di studio.

Con il naso all’insù

Il 2 febbraio 2007, il comando provinciale dei vigili del fuoco mette a disposizione una squadra speleologica che posiziona, facendo molta attenzione a non disturbare i due falconi, una micro telecamera vicino al nido sotto la supervisione del dottor Paolo Taranto, che a tutt’oggi coordina il progetto (raptorbiol@gmail.com).

Parte così il primo “reality” per spiare l’intimità di una coppia di falchi e, come ogni reality che si rispetti, ha un gran successo: attraverso un sito è possibile osservare in diretta il comportamento dei due “piccioncini” ai quali nel frattempo viene dato un nome: Tessa e Giotto.

La studentessa Silvia Giani, sotto la supervisione della dottoressa Paola Lupi, ha fatto di questa opportunità la sua tesi di laurea in scienze faunistiche e, con un lavoro certosino, ha sbobinato oltre 500.000 fotogrammi. Le informazioni raccolte sono state successivamente organizzate con metodo scientifico per poter stilare delle tabelle comportamentali.

La ricercatrice Claudia Bruschini, in collaborazione con il dottor Gianluca Serra e il dottor Paolo Taranto, ha ripreso questa mole di lavoro per capire meglio come si svolge l’attività di riproduzione del falco pellegrino “fiorentino”. Questa insolita situazione, unita alla tecnologia e alla passione, ha permesso scoperte affascinanti su questi animali. Claudia ci spiega che “il primo dato importante che emerge è il successo riproduttivo al 100% degli animali esaminati nel primo anno. Infatti i quattro piccoli, nati da questa unione, hanno preso tutti il volo. Un caso di inserimento perfettamente riuscito di un animale selvatico in un ambiente urbano.

Un’interessante convivenza tra uomo e animali selvatici - prosegue Claudia - un invito a rispettare la natura e a passeggiare per le vie del centro con il naso all’insù…”.

 

Fedeltà al nido

L’osservazione del falco pellegrino sul Duomo di Firenze, grazie al posizionamento di una web-cam, è partita il 2 febbraio del 2007 ed è tutt’ora attiva nel periodo riproduttivo. I falchi, infatti, stanno nel nido solo durante il periodo del corteggiamento e della cova, che inizia a febbraio e prosegue fino a luglio. Ricercatori, ma anche cittadini, possono vedere in diretta il comportamento degli animali collegandosi al sito della provincia in questo periodo.

I dati raccolti fino ad ora sono di straordinario interesse e hanno contribuito a far conoscere meglio le abitudini di questi animali.

Appena dopo la schiusa delle uova, il maschio si è rivelato meno disinvolto della madre nella cura dei piccoli mostrando qualche difficoltà a causa della vivacità dei pulcini.

I falchi pellegrini, che possono vivere fino a 20 anni, tendono a scegliere lo stesso nido per deporre le uova. La loro fedeltà al nido è tale che alcuni sono abitati dal medioevo! In Inghilterra, nella cattedrale di Salisbury, nel Wilthshire, i falchi nidificano dal 1864.

Visto il successo di questa esperienza è molto probabile che la coppia presa in esame, Tessa e Giotto, continuerà ad allargare la famiglia abitando sempre il cupolone che domina Firenze. I falchi si scelgono per la vita, e si riaccoppiano solo in caso di lutto. È proprio il caso di dire “finché morte non ci separi...”.

 

Cercasi giovani ricercatori per dare continuità allo studio. Per informazioni è possibile visitare i siti: http://blog.panorama.it/scoprilanatura/2008/07/16/il-falco-pellegrino-preferisce-l%E2%80%99italia/, http://www.provincia.fi.it/falco/

 

Si ringraziano per la collaborazione la direzione Agricoltura, Caccia e Pesca della Provincia di Firenze, il Comune di Firenze e lʼOpera del Duomo, Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Firenze e lʼIstituto Idi–Informatica.

 

Le foto dei falchi sono di Paolo Taranto

La foto del Duomo di Firenze è di Silvia Amodio

 


Notizie correlate

Andar per fiumi

Il Mincio, il Po e la foce dell'Arno, ma anche le città da loro attraversate: un modo diverso di fare turismo


Gli asini volano

La riscoperta di una specie in via d'estinzione. La rivalutazione della cultura rurale grazie all'asino