Sfavillante, multicolore, immensa: i luoghi assolutamente da visitare

Scritto da Claudio Nobbio |    Febbraio 2006    |    Pag.

Giornalista Nato in Francia, vissuto a Sanremo, lavora a Venezia, abita a Firenze, gira l'Europa. Direttore d'albergo da sempre, è laureato in Scienze politiche. Ha trascorso all'estero lunghi periodi della sua vita: in Germania dove ha frequentato l'Università di Muenster Westfalia, in Svezia dove collabora con Fritidsresor, e in Francia, sviluppando un'ottima conoscenza delle lingue di questi Paesi. E' direttore della rivista "Hotel managers. Business and leisure", organo ufficiale dell'Associazione Direttori d'Albergo. Ha curato l'edizione italiana di "Lezioni dal Titanic", un volume di Henry Lang che trae spunto dagli errori commessi durante il viaggio inaugurale del famoso transatlantico. Il volume "Appunti di Hotellerie", edito da Next Italia, di cui è autore, è una guida pratica per chi è interessato al mestiere di albergatore. Ha partecipato per alcuni anni con Federico Fazzuoli alla trasmissione Linea verde, della Rai. In collaborazione con Davide Riondino ha scritto la storia "Il trombettiere di Custer", opera teatrale, che racconta dell'unico sopravvissuto alla battaglia di Little Big Horn. Autore del libro di poesie "La battaglia delle lucertole" (in inglese) illustrato da Karel Appel ed edito da Laurence Ferlinghetti in San Francisco. E' del 2004 l'esordio come romanziere in "Bucare la luna", edito da Polistampa.

Mamma mia dammi cento lire
che in America voglio andar


Un morso alla grande mela 2
Era questo il ritornello
di una canzone che si cantava molti anni fa, ed era anche il desiderio degli aspiranti emigranti. È passato del tempo, e finalmente mamma mia mi ha dato cento lire e sono andato in America.
L'America! La sensazione di essere al di là dell'Oceano, nel mondo delle possibilità, degli spazi immensi, invade il visitatore appena lasciato l'aeroporto JFK, quando si supera il Queens Bridge che segna l'ingresso a Manhattan, il cuore della Grande Mela, dove niente è propriamente "bello" ma ci sono le altezze, gli spazi, la sensazione di poter essere trasparenti, invisibili, e allo stesso tempo integrati nella città. Le distanze sono enormi: cammini, cammini, anche quando le cose sembrano lì, a portata di mano. Una città che stordisce - megastore multisale megaschermi luci caffè fast food ristoranti - un bombardamento di cose da fare, vedere, comprare, consumare in ogni momento - un'illusione che nasconde la solitudine. A viverci si capisce di più, quando si è in vacanza è come salire su un'immensa giostra.

Dei cinque quartieri - Bronx, Queens, Manhattan, Staten Island e Brooklyn - senz'altro bisogna vedere tutta Manhattan, la penisola che si divide in Downtown, Midtown e Uptown.
La visita a Downtown ha inizio dal Battery Park, sede del Clinton Castle, primo insediamento coloniale, situato di fronte alla Statua della Libertà e al Museo di Ellis Island, che racconta la storia degli immigrati in America. Dal parco parte Broadway Avenue, che conduce al cuore storico di Manhattan, in cui si trova il Financial District, principale centro finanziario del mondo con la borsa di Wall Street.
Nella stessa zona si possono visitare la Cappella di St. Paul e Ground Zero, lo spazio lasciato vuoto dalle Twin Towers in seguito alla tragedia dell'11 settembre; proseguendo verso nord ci sono i quartieri di Chinatown, Little Italy e poi Soho e TriBeCa, i quartieri alla moda, che ospitano il Greenwich Village con l'Università e l'Empire State Building, su cui si può salire (46 piani e qualche ora di coda) per ammirare il panorama straordinario della città.
Nella Midtown si trova il Madison Square Garden, una delle sale per concerti più conosciute al mondo, e la Fifth Avenue, splendida di negozi. Proseguendo verso Murray Hill si estende la zona del Teather District, con il suo cuore di luci multicolori, Times Square. Nell'East Side si trova il Museo Guggenheim mentre nel Midwest si può concludere la visita della zona con il Rockefeller Centre, il Radio City Music Hall, immensa sala per spettacoli e concerti, e il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite.
Tra la zona Midtown e la Uptown c'è il polmone verde di New York, l'immenso Central Park; al suo interno immancabile una visita al Museo Metropolitan, con le sue ricche collezioni (imperdibile quella egizia). La visita di Manhattan si conclude ad Harlem per ascoltare la musica gospel (nelle chiese, vero e proprio spettacolo), blues e jazz nei numerosi locali del quartiere.

Un morso alla grande mela 3
Gite fuori porta

Tra le visite da non mancare la Statua della Libertà, raggiungibile in traghetto da Battery Park, che può essere visitata fino all'osservatorio che si trova nella corona di Miss Liberty (354 gradini) oppure fermandosi alla terrazza del piedistallo raggiungibile anche con l'ascensore o dalla scala (192 gradini). La statua, alta 46,5 metri (93 con il piedistallo) per 225 tonnellate di peso, fu donata dalla Francia agli Stati Uniti in occasione del centenario della Dichiarazione di Indipendenza, il 28 ottobre 1886. Fu realizzata da Frédéric-Auguste Bartholdi, mentre Gustave-Alexandre Eiffel, il creatore della Tour Eiffel di Parigi, progettò la struttura interna, e l'architetto americano Richard Morris Hunt realizzò il piedistallo. Info: www.nps.gov/stli
Secondo scalo del traghetto è Ellis Island, con il museo che testimonia la storia dell'immigrazione. È qui che arrivavano i piroscafi con i passeggeri di tutto il mondo, partiti in cerca di fortuna. La stazione aprì il 1° gennaio 1892, circa 12 milioni di persone attraversarono l'isola in 60 anni. Molto interessante, nel museo, è la ricostruzione dei flussi e delle popolazioni, e anche la sala adibita alle ricerche di eventuali parenti immigrati negli Stati Uniti che giunsero e si registrarono sull'isola. Info: www.ellisisland.org

Arte al massimo
Per quanto riguarda l'arte, da non perdere il Guggenheim. Oltre che per le opere esposte (Cézanne, Chagall, Degas, Gauguin, la più grande collezione al mondo di Kandinski, Mirò, Monet, Picasso, Toulouse-Lautrec, Van Gogh), è reso unico dalla particolare forma a "conchiglia", progettata dal famoso architetto americano Frank Lloyd Wright, data dalla rampa elicoidale lunga 400 metri che si sviluppa per tutta l'altezza dell'edificio e che diminuisce di diametro via via che si scende. Il museo fu completato nel 1959 ed è oggi monumento storico. Per informazioni: www.guggenheim.org
Il MoMA, cioè il Museum of Modern Art, ospita la più famosa collezione al mondo di capolavori d'arte moderna (dal 1880 ad oggi) tra pittura, scultura, fotografia, disegni, stampe, opere architettoniche. Nel 2002 il museo è stato ristrutturato secondo il progetto dell'architetto Yoshio Taniguchi, una ristrutturazione imponente che ha quasi raddoppiato lo spazio espositivo, suddiviso in cinque piani, con annessi auditorium, ristoranti, caffè e un bel giardino (l'Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden). Info: www.moma.org

Un morso alla grande mela 1
In tutte le salse

Mangiare a New York è un'avventura: si può spaziare dalle cucine etniche di ogni tipo al fast food, dal lusso al very cheap. Almeno una volta, superato il fastidio per l'aspetto un po' triviale del posto, bisogna assaggiare il pollo del Kentucky Fried Chicken. Per i locali a costi accessibili, meritano senz'altro i ristoranti cinesi di Chinatown, che offrono un'ottima cucina a prezzi davvero bassi. Per la cucina più "americana", le steak house servono buona carne a prezzi variabili. Molti i locali nella zona di Central Park dove si possono gustare ottimi (e molto ricchi) sandwich accompagnati da insalate, verdure e ornamenti di ogni genere.
Se un ristorante vi sembra troppo caro, provate ad andarci per pranzo: in genere i prezzi sono più convenienti rispetto a quelli della cena o del finesettimana. Le porzioni di cibo sono spesso enormi: state attenti quindi a non ordinare troppe portate, sprechereste cibo e soldi. E se volete sentirvi newyorkesi al 100% chiedete il doggy box (che letteralmente significa "cestino per il cane"): potrete portarvi a casa il cibo che non siete riusciti a finire e mangiarvelo più tardi. Non è un'usanza conosciuta in Italia, ma a New York è più che normale, quindi non fatevi problemi.
A New York è d'obbligo provare almeno una volta quello che è diventato un vero e proprio rito della domenica: il brunch. La parola deriva dall'unione fra breakfast e lunch, e si spiega quindi da sé: a metà tra una colazione ed un pranzo vero e proprio, in genere viene servito dalle 11 di mattina ed è a base di uova cotte in svariati modi, pancetta, pancakes, french toast, bagel con salmone affumicato, dolci come i muffins.

VIAGGI DA SOCI
In volo a New York

5 giorni/4 notti (sabato notte obbligatorio).
Periodo di validità: fino al 25 marzo.
Partenze da Pisa o Bologna o Roma Fiumicino con volo di linea.

4 pernottamenti in hotel tre stelle centrale (colazione esclusa), euro 1.042,00 per persona.

La quota include: volo di linea a/r in classe economica, tasse aeroportuali, 4 pernottamenti in camera doppia in hotel tre stelle.
La quota esclude: pasti, bevande, assicurazione, transfert aeroporto/hotel e viceversa.

Le prenotazioni sono soggette alla disponibilità dei posti.


Oltre l'East River, attraverso il famoso Ponte di Brooklyn, il quartiere omonimo merita una visita soprattutto per il Museo, la spiaggia di Coney Island, l'Acquario e il grande Giardino Botanico

Per dormire sono ottimi i Marriot. Per la vita notturna e le proposte della ristorazione il consiglio è di consultare le guide tematiche di Time out con tutti gli indirizzi e le mappe, quartiere per quartiere