Il supermercato del futuro come luogo di scambio di prodotti e di idee

Scritto da Carlo Ratti |    Maggio 2015    |    Pag.

Architetto, direttore del Mit Senseable city laboratory, che ha progettato il Supermercato del Futuro a Expo 2015

“… il semplice gesto della mano permetterà all’utente di ottenere informazioni aumentate sui prodotti”.

Ricordate il signor Palomar di Italo Calvino che, immerso in una fromagerie parigina, ha l’impressione di trovarsi in un museo o in un’enciclopedia? “Dietro ogni formaggio c’è un pascolo d’un diverso verde sotto un diverso cielo (…)

Questo negozio è un museo: il signor Palomar visitandolo sente, come al Louvre, dietro ogni oggetto esposto la presenza della civiltà che gli ha dato forma e che da esso prende forma”. Ecco, il futuro del mercato – come nel racconto di Calvino – potrebbe partire proprio dalle storie dei prodotti.

Ogni prodotto, infatti, ha alle spalle un racconto preciso. Oggi queste informazioni arrivano al consumatore in modo frammentato e parziale. In un futuro prossimo, invece, i prodotti stessi potrebbero essere in grado di raccontarci le loro storie. Le informazioni saranno contenute in semplici etichette intelligenti e quindi trasmesse in modo immediato all’utente. Potremo scoprire tutto di una mela: l’albero da cui è stata raccolta o il viaggio che ha compiuto.

L’anidride carbonica che ha prodotto o i trattamenti che ha subito, all’insegna di un consumo più informato e consapevole. Inoltre il mondo delle informazioni e della condivisione on line, su internet, insieme alla crescita della micro-agricoltura urbana, potrebbero trasformare i supermercati in luoghi di scambio aperti a tutti. Immaginate una specie di “area di scelta” dei prodotti.

Carlo Ratti Architetto, direttore del Mit Senseable city laboratory, che ha progettato il Supermercato del Futuro a Expo 2015
Carlo Ratti Architetto, direttore del Mit Senseable city laboratory, che ha progettato il Supermercato del Futuro a Expo 2015

Ci saranno alcune aree dedicate proprio ai produttori locali, che potranno interagire con i consumatori avvalendosi delle nuove tecnologie. Insomma, sarà uno spazio sperimentale, capace di generare nuove interazioni fra consumatori, prodotti e produttori: un luogo in cui ritrovare un rapporto diretto con la filiera.

Entrando nel “supermercato” dell’Expo, che ha una struttura a gradoni, ci si immerge in un mare di prodotti disposti su tavoli che seguono un ordine che va dalle materie prime, la frutta, il grano, il latte, ai prodotti via via più trasformati ed elaborati, valorizzando il patrimonio agroindustriale italiano. Cinque le filiere: latte e derivati, caffè e coloniali, cereali e birra, carne e pesce, ortofrutta e vino. Per fare un esempio: si parte dalla farina, passando per la pasta, i biscotti fino alla birra.

I prodotti sono esposti su ampi tavoli; il loro semplice sfioro con la mano permetterà all’utente di ottenere informazioni aumentate sui prodotti, ovvero quelle informazioni che oggi o non sono disponibili o lo sono parzialmente solo in rete ma che, in ogni modo, non si riesce a far stare in un’etichetta tradizionale.

L’eliminazione delle barriere verticali disegna un paesaggio orizzontale che favorisce il contatto e la relazione, permettendo una sorta di baratto delle idee. Ed è questo un modello possibile per il supermercato del futuro.

OTTOMILA

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