35 anni, fiorentino di adozione, Leonard Bundu è il nuovo campione welter dell'Unione Europea. I suoi hobby: la buona cucina e la famiglia

Scritto da Bruno Santini |    Giugno 2009    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Il 13 marzo scorso, sul ring allestito al Mandela Forum di Firenze, ha conquistato il titolo dell'Unione Europea pesi welter di boxe contro il francese Frank Horace Horta. Lui è Leonard Bundu, nato 35 anni fa in Sierra Leone, ma cittadino italiano e residente dal '91 a Firenze.

«Devo molto a questa città», ci racconta il neo campione, «qui ho mosso i primi passi nello sport che poi è diventata la mia professione, ma all'inizio, la palestra l'ho scelta più come centro di aggregazione. Era il posto in cui potevo conoscere e frequentare qualcuno e, perché no, incanalare una certa rabbia che avevo dentro e metterla al servizio di una disciplina sportiva. La palestra - prosegue Bundu - mi ha cambiato la vita e questo anche perché all'Accademia Pugilistica Fiorentina ho conosciuto Alessandro Boncinelli che oltre ad essere un ottimo allenatore è stato per me come un padre».

Il sedicenne Bundu alle discoteche preferisce i guantoni e questi lo ripagano, negli anni, dei sacrifici e delle infinite ore di allenamento. Una lunga serie di successi da dilettante fino alla consapevolezza sempre più crescente di avere i numeri per poter emergere, fino all'ultima sfida e alla conquista del titolo dei welter ottenuto davanti al pubblico di casa.

«Mamma mia, che impressione quella sera», ci confida il pugile «mi sembrava di essere una rock star, nel palazzetto c'erano 4/5.000 persone. Io lì ci andavo per vedere i concerti dei miei cantanti preferiti. Mi sono venute anche le lacrime!»

A distanza di qualche mese dall'incontro qual è il ricordo più vivo della serata?
«Il lento trascorrere del tempo. Ad un certo punto del match persi addirittura il conto delle riprese: pensavo di essere al 9° se non addirittura al 10° round... e invece quando la ragazza con il cartello si voltò dalla mia parte scoprii con dolore che eravamo solo al 7°. Fu un colpo ancora più duro del gancio del mio avversario».

Al termine dell'incontro però il nostro portacolori ha avuto la meglio (con verdetto unanime ai punti) sul transalpino, ma chi scommette che il primo pensiero da campione sia stato una trionfante constatazione della sua potenza fisica, sbaglia di grosso. È lo stesso Bundu a confessarcelo: «lo ammetto: mentre scendevo dal ring mi immaginavo già a tavola circondato da tante cose buone che non avevo potuto mangiare nei mesi di preparazione alla sfida. Perché, credetemi il primo vero avversario di un pugile è il peso, un match quotidiano con la bilancia! Al di là di una corretta dieta noi dobbiamo far di tutto per non ritrovarci, per colpa di qualche etto di troppo, in una categoria superiore dove troveremmo avversari più potenti».

E in cucina il nostro campione, per sua stessa ammissione, non se la cava male: «So fare tante ricette del mio paese d'origine a base di carne condita con una speciale salsa di burro di arachidi e peperoncino che rende le pietanze molto saporite ed inoltre preparo, qui in casa, dell'ottimo pane». Ma le novità per Bundu non si sono fermate alla conquista di un titolo importante come quello dell'Unione Europea. Sua moglie Giuliana gli ha "regalato" pochi giorni dopo la vittoria una stupenda femminuccia, Frida: a lei che stava per nascere, e all'altro figlio Andrè, Leonard ha dedicato il titolo.

Com'è cambiata la vita in casa Bundu dopo la vittoria del 13 marzo?
«È rimasta assolutamente la stessa... forse mi è piovuta addosso un po' più di notorietà. Dopo le prime settimane ho ripreso ad allenarmi: un'ora la mattina principalmente dedicata alla corsa e due ore di palestra nel pomeriggio con sacco, corda e guanti... il tutto finalizzato alla prossima sfida».

La boxe è da più parti deprecata per la violenza che sprigiona sul ring. Cosa rappresenta per Bundu l'avversario?
«Non certo un nemico. Il pugilato è uno sport, e chi mi sta davanti è un avversario... come lo potrebbe essere se stessi giocandomi, al tavolo, una partita a scacchi. Ci sono delle regole che vanno rispettate e se questo avviene... vinca il più forte».

Incontri da dilettanti
Dopo 143 incontri da dilettante disputati con successo, arrivano per l'afrofiorentino Leonard Bundu le prime soddisfazioni con i Campionati Italiani novizi e dilettanti, il "bronzo" ai Mondiali in Texas nel '99 ed una partecipazione all'Olimpiade 2000 di Sidney. Poi il grande salto nel professionismo e la sfida dell'Unione Europea il 13 marzo 2009 a Firenze con la conquista del relativo titolo dei pesi welter battendo ai punti il francese Frank Horace Horta.

 


Foto di Carlo Valentini

 


Notizie correlate

Botte in musica

Un nuovo sport al gruppo sportivo dei vigili del fuoco