Il secondo libro di Daria Bignardi

Scritto da Bruno Santini |    Gennaio 2011    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Incontro Daria Bignardi al Teatro Puccini di Firenze prima che salga sul palcoscenico, insieme alla giornalista Adele Cambria, per animare uno degli incontri di "Nonni figli nipotini" che tanto successo di pubblico stanno ottenendo. Lei è sorridente, disponibile e in una saletta tutta per noi chiacchieriamo un po' della sua fresca uscita editoriale: Un karma pesante (Mondadori, pp 214 - € 18,50)

Nella recensione al volume precedente Non vi lascerò orfani (suo debutto letterario assoluto) pubblicata sull'Informatore di maggio 2009, Antonio Comerci così si esprimeva: "È davvero un bel libro quello che Daria Bignardi ha scritto. (...) È bello perché è anche una piacevole sorpresa."

«Beh, in effetti... la popolarità televisiva può aiutare», ammette la stessa conduttrice de Le invasioni barbariche (in onda tutti i venerdì alle 21.10 su La7), «ma può anche creare pregiudizi. Quindi probabilmente per molti sono stata una "sorpresa"... ma, a conti fatti, sono io quella sorpresa dal successo del mio debutto come scrittrice, anche se devo dire che sulla sincerità di Non vi lascerò orfani non avevo dubbi. In confidenza, però, credo che mi sorprenda di più la popolarità ottenuta con il piccolo schermo. In fondo a stare davanti alle telecamere ho cominciato tardi».

Dopo il racconto autobiografico (che le ha fatto vincere numerosi premi letterari) dove protagonista era il bel rapporto mamma-figlia, adesso, in questo Un karma pesante, viene dato spazio ad un personaggio interamente inventato, come Eugenia Viola.

 

La Bignardi-scrittrice è più sicura di sé e si concede alla fantasia?
«Chissà. Certo è che Non vi lascerò orfani è un libro nato dall'esigenza di raccontare la mia famiglia e soprattutto di parlare di mia mamma, un grande personaggio... con Un karma pesante ho invece voluto scrivere un romanzo generazionale, di formazione. La mia Eugenia è una donna quasi spietata con se stessa ma allo stesso tempo fragile, allegra».

La Bignardi ce la presenta in un momento particolare della sua vita. "Sono a novemila metri di altezza e sto morendo. L'aria si blocca dentro il petto, non va giù. Ho il fiato mozzo e un macigno sul petto. Soffoco. Da due giorni respiro male. Pensavo fosse ansia: è un periodo di centocinquanta cose insieme. Invece sto morendo soffocata. O è un infarto?".
«Il forzato stop a cui il medico la sottopone - afferma la scrittrice - le consente di trovare il tempo di passare in rassegna i vari segmenti della propria esistenza, quei "pezzi di sé lasciati per strada" che hanno contribuito a fare di lei quello che è adesso».

 

Quanto di Daria Bignardi c'è in questo personaggio?
«Beh, qualcosa inevitabilmente c'è!», ci confessa, «soprattutto riferito a quando ero più giovane. Ma qualcosa di mio lo ritrovo anche negli altri personaggi che ruotano intorno a Eugenia, compresi quelli maschili».

 

Con quale atteggiamento dobbiamo leggere il libro?
«Sicuramente non pensando che l'ha scritto la Bignardi conduttrice tv... del resto credo che io stessa difficilmente leggerei il libro di un collega, solo perché personaggio televisivo».

 

Una delle pagine iniziali del libro ospita, sotto il titolo, la dedica, dove telegraficamente, ma in modo altrettanto inequivocabile si legge: "a Luca" (il giornalista Luca Sofri).
«È mio marito - sembra quasi "giustificarsi" l'autrice, - mentre scrivevo il libro, l'ho fatto leggere a diverse donne (amiche e parenti) e tutte si sono mostrate entusiaste e mi hanno confidato di essere arrivate ad innamorarsi di Eugenia... Gli unici due uomini ai quali ho sottoposto il mio lavoro sono stati Luca e suo padre Adriano. Ed entrambi sono stati zitti... ma in quel silenzio ho capito che c'era qualcosa d'importante. Ecco, forse in Pietro, il marito di Eugenia, c'è un po' di Luca. Entrambi sono uomini di silenzi».

 


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