La raccolta della parte organica dei rifiuti. Le esperienze in Toscana

Scritto da Letizia Coppetti |    Gennaio 2004    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Un fiore dai rifiuti
Nel 2003 il Comune di Poggibonsi,
con il 39,5% di rifiuti raccolti e riciclati, ha vinto la palma del più 'riciclone' di tutta la Toscana, premio assegnato annualmente da Legambiente a chi riesce a superare la soglia del 35% imposta dal decreto Ronchi. Una soglia ancora abbastanza lontana per altri Comuni, visto che a fine 2002 la media toscana della raccolta differenziata si è attestata sul 27,14%. In pratica ogni giorno ciascun cittadino toscano produce 1,82 kg di rifiuti, mentre la raccolta differenziata non arriva neanche al mezzo chilo.

Qual è il segreto degli abitanti di Poggibonsi? Riciclare, insieme a tutte le altre cose, soprattutto i rifiuti organici, che sono quelli che più "pesano" nella pattumiera di ogni famiglia, visto che rappresentano più o meno un terzo di quello che tutti i giorni buttiamo via. Questo vuol dire selezionare in maniera differenziata tutti gli scarti alimentari, ma anche dedicarsi - chi può, naturalmente, ossia chi ha la fortuna di avere a disposizione un giardino o un orto - al compostaggio, per trasformare questi rifiuti, insieme ad erba e foglie, in un ottimo fertilizzante.
Cosa serve, oltre a questo spazio disponibile? Solo una compostiera, un contenitore in plastica in cui inserire i rifiuti organici che al suo interno vengono "lavorati" da microrganismi ed altri piccoli invertebrati fino a che, dopo alcuni mesi, divengono compost, pronto per essere utilizzato in agricoltura e giardinaggio.

Diversi Comuni, coadiuvati dalle aziende che si occupano dei rifiuti, hanno già attivato iniziative per ridurre l'invio in discarica di materiale organico, dalla distribuzione di "biopattumiere" in cui raccogliere questi scarti in modo differenziato che di compostiere.
A Firenze, ad esempio, l'associazione Amici della Terra sta realizzando, con il patrocinio del Comune e della Regione e la collaborazione di Quadrifoglio (l'azienda che gestisce nell'area metropolitana la raccolta dei rifiuti), un'iniziativa per la diffusione del compostaggio domestico. Nel corso del 2003 sono state distribuite e installate 500 postazioni di compostaggio sul territorio comunale fiorentino, principalmente in abitazioni singole o condomini e scuole, nonché in aree di verde pubblico. Negli anni scorsi Quadrifoglio aveva già distribuito 1200 di queste compostiere.
Iniziative simili sono state portate avanti anche nel resto della Toscana, dalle relative aziende che operano sul territorio, come la Publiambiente - che opera principalmente nell'Empolese-Valdelsa, in Mugello e nel Pistoiese, e che copre per l'organico l'83% del bacino di utenza - Sienambiente nel senese e Geofor a Pisa.

A Firenze la raccolta dell'organico è ferma però al 12%, mentre sale al 18,3% a Sesto e al 15,8% a Signa. E questo perché le iniziative per diffondere maggiormente la raccolta differenziata dell'organico si scontrano a volte con dei limiti, che sembrano per adesso difficilmente superabili.
«A Firenze - afferma Quadrifoglio - i cassonetti con il coperchio marrone, quelli per la raccolta dell'organico, coprono solo il 45% del territorio, perché in centro non ci sono spazi sufficienti per posizionarli.
Inoltre i cittadini rispondono benissimo ad altri tipi di raccolta differenziata, come la carta e il vetro, mentre nei confronti dell'organico incontriamo ancora alcune resistenze. E' sicuramente la raccolta differenziata più difficile da gestire, sia per noi che per i cittadini: l'organico, specialmente d'estate, emana odori sgradevoli, perde liquidi e così via. Difficile quindi anche proporre soluzioni come posizionare questi cassonetti in aree pubbliche o private, giardini e scuole».
Quadrifoglio raccoglie però con il sistema 'porta a porta' i rifiuti organici di mense e ristoranti e, per il 2004, ha in ponte un investimento di 11 milioni e mezzo di euro per migliorare il trattamento dei rifiuti organici all'impianto di Case Passerini, che in questo modo dovrebbe arrivare a produrre 70 mila tonnellate annue di compost di qualità.
Publiambiente, invece, grazie anche al nuovo impianto di Montespertoli, molto avanzato tecnologicamente, tratta 180 mila tonnellate l'anno di Forsu (la frazione organica dei rifiuti differenziati), da cui ricava 80 mila tonnellate di compost di qualità.

Che fine fa il materiale raccolto? Nel migliore dei casi dalla Forsu, ulteriormente selezionata (tolti quindi i residui di plastica e altri materiali), e dalla raccolta dei rifiuti verdi (sfalci e foglie provenienti dai giardini pubblici) si ricava l'"ammendante compostato", ovvero il compost di alta qualità.
Non tutti i Comuni però sono in grado di fare questa ulteriore selezione, per cui la Forsu dà origine a un compost di bassa qualità, che si chiama Fos (frazione organica stabilizzata), utilizzato soprattutto per ripristini ambientali.
Anche dalla raccolta non differenziata si ricava un po' di materiale organico, di bassissima qualità, equivalente alla Fos.

Nella maggior parte dei supermercati e in tutti gli ipermercati di Unicoop Firenze vengono raccolti in modo differenziato anche i rifiuti organici, in prevalenza frutta e verdura non più destinate alla vendita e altri scarti derivanti dalla lavorazione dei prodotti freschi. Questi rifiuti vengono gettati nei cassonetti dell'organico posti all'esterno dei punti vendita e quindi le quantità raccolte non sono quantificabili.
Un suggerimento: utilizzate i sacchetti dell'ortofrutta per la raccolta dell'organico. Sono fatti in una plastica particolarmente leggera, facilmente selezionabile ed eliminabile all'impianto di compostaggio.

LE ANALISI DELL'ARPAT
Questione di ossigeno

Una nuova strumentazione in dotazione alla sede Arpat di Firenze permette la misurazione della quantità di ossigeno consumata dal compost. Questo valore, insieme ad altri parametri (come quello dell'azoto, del fosforo e dei metalli pesanti), permette di definire se il compost è pronto (tecnicamente si definisce 'maturo') per essere usato e la sua qualità. Se ad esempio è troppo ricco in metalli pesanti non va bene per l'agricoltura (in quanto i metalli poi passerebbero negli ortaggi destinati all'alimentazione umana) ma può essere utilizzato nella floricoltura.
Queste analisi, che servono essenzialmente ai produttori di compost in grande scala, sono abbastanza costose, anche perché per ogni singolo campione occorre una settimana di tempo.


COMPOSTERIE
Cinque regole d'oro...

...per non creare problemi (cattivi odori, presenza di animali ecc.).
1) Il luogo - Scegliere un posto ombreggiato (sotto un albero). Evitare zone fangose con ristagno d'acqua
2) Il fondo - Predisporre un drenaggio con materiale di sostegno (ramaglie, trucioli, ecc.)
3) La miscelazione - Apporto vario e regolare di scarti compatibili (non solo scarti di cucina)
4) L'areazione - Assicurare la presenza di ossigeno, utilizzando materiali che diano porosità, e rivoltando quando necessario
5) L'umidità - Assicurare il livello ottimale di umidità, drenando, ombreggiando o annaffiando il compost.

L'INIZIATIVA
Pane recuperato

Gli Amici della Terra stanno realizzando un'iniziativa di promozione del riutilizzo del pane avanzato, spesso gettato via come un rifiuto qualsiasi.
Il progetto consiste nel pubblicizzare ricette, popolari o poco conosciute, in cui viene riutilizzato il pane avanzato, stampandole sulle buste per il pane che vengono distribuite da chi lo produce e lo vende. Verranno distribuite 400.000 buste in tutta la provincia di Firenze. «L'iniziativa "Buono come il pane" - affermano gli Amici della Terra - coniuga un'esigenza etica, quella di non sprecare un alimento altamente simbolico come il pane, con la possibilità di ridurre effettivamente la produzione di rifiuti: si prevede di recuperare una quantità di pane che oscilla fra le 700 e le 1.500 tonnellate, che altrimenti finirebbero nei cestini dei rifiuti delle nostre cucine».


In Toscana nel 2002
I rifiuti urbani: 2.353.884 tonnellate l'anno in totale
La raccolta differenziata: 613.269 ton/anno

In Italia esistono più di 80 impianti che producono energia elettrica (dai 300 ai 500 kw l'ora) sfruttando il biogas, rappresentato per il 50-65% da metano, estratto dalle discariche per rifiuti urbani.

Info:
Consorzio italiano compostatori
tel. 064740589 - 064875508
www.compost.it