Il farmaco somministrato attraverso la pelle

Scritto da Alma Valente |    Gennaio 1997    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Cosa curano e come funzionano i sistemi transdermici Da qualche anno a questa parte il buon vecchio cerotto non serve più solo a coprire le ferite: con icerotti infatti si possono curare anche molte malattie. Medici e farmacisti li chiamanopiù scientificamentesistemi transdermici: sono piccole strisce adesive da applicare sulla pelleche permettono di introdurre un farmaconell'organismo attraverso la cute e curarsi così senza dover ricorrere a compresse o a fastidiose iniezioni. Ma come funzionano questi cerotti un po' speciali? Quali vantaggi offrono? Quali malattie possono curare? E soprattuttoquali limiti hanno? Cominciamo subito col dire che ci sono vari sistemidai più semplicii cosiddetti cerotti 'piatti'(che rilasciano il farmaco per un breve periodo di tempo)ai più complessicomposti da quattro strati:un isolante esternoun serbatoio contenente il farmacouna membrana porosa di polipropilene che controlla ilritmo del rilascio lento e continuo e infine un ultimo strato chegrazie ad un solvente oleosopermette al farmacodi raggiungere lo strato profondo della pelle nel quale si trovano i vasi sanguigni. Il passaggio del principio attivo attraverso la cute - definito per questo motivo transdermico - offre molti vantaggia cominciare dalla concentrazione plasmatica costante. La sostanzainfattipenetra direttamente nel sangue perun periodo prolungato e senza variazioni rilevanti. Si evita così di sovraccaricare l'organismo e di nonrimanere scoperti dall'azione del farmaco già dopo qualche oracome avviene con le comuni pastiglie. Inoltrela via transdermica offre anche il doppio vantaggio di ridurre le perdite di sostanza farmacologicadeterminatedal metabolismo del fegatoe di non subire l'interferenza dei cibi. Insomma un tipo di somministrazione diversopiù razionale e assai più comodosoprattutto per coloroche devono seguire lunghe terapie andando incontrotalvoltaa inopportune dimenticanze. Effetti collaterali del metodo? Uno solo: l'arrossamento della zona di applicazione. Una complicazione facilmentesuperabile se si leggono attentamente le avvertenze sul come e dove far aderire il cerotto. Problemi minori sonoin qualche raro caso dovuti alla non costante o eccessiva lentezza dell'assorbimento. Il passaggio della sostanzaattiva attraverso la cute può variareinfattia seconda dell'etàdel sessodella temperaturacorporea e della sede di applicazione. Ma non tutti i medicinali si adattano a questa nuova metodologia. Per essere transdermici i farmaci devono essereefficaci a basse dosiavere una struttura molecolare stabile (non modificabile nel tempo) e in grado di attraversarela barriera cutanea. C'è da direperòche le maggiori conoscenze acquisite in questi ultimi annisui farmaci transcutanei e la disponibilità di sostanze che ne facilitano e ne potenziano l'assorbimentoaprono nuove possibilità all'utilizzo dei sistemi transdermici. «Nei prossimi anni troveremo in commercio cerotti con farmaci attualmente non somministrabili attraversola pellecome beta-bloccanticalcio antagonisti e antiaritmici per la cura dell'ipertensione e di alcune cardiopatie- spiega il dottor Giancarlo Donati Coricoordinatore delle attività farmaceutiche dell'azienda sanitariadi Firenze - . La stessa aspirinaormai ufficialmente riconosciuta come il farmaco più efficace nella prevenzionedi molte forme di trombosipotrà essere somministrata sotto forma di cerottosuperando così l'intolleranzagastrica di alcuni pazienti». «Anche nel trattamento del dolore post-operatorio e di altre patologie gravi - continua il dottor DonatiCori - si sta studiando la possibilità di somministrare analgesici più potenti con i sistemi transdermici». E non è finita qui. Sembra infatti che anche nel trattamento di disassuefazione dalle tossicodipendenzeda oppiacei sia possibile utilizzare la via transcutanea per sostituirecon ovvi vantaggiil metadone orale daassumere giornalmente. Anche l'impotenza maschilese causata da carenza ormonalee la stessa contraccezione potrebberoavere un futuro nel cerotto.

Usi diffusi Ecco quali sono i cerotti più comunemente usati:
Antifumo - Contenendo nicotina permettono di evitare le crisi di astinenza da sigaretta. In considerazionedella forte componente psicologica connessa alla dipendenza da fumo l'efficacia non è molto elevata. Ilsistema deve essere sostituito giornalmente.
Antimenopausa - A base di estradioloha effetti protettivi su sistema cardiovascolareossacutemucosee su tutti gli organi ed apparati che risentono negativamente del deficit ormonale dovuto alla menopausa. La versionepiù recente è quella 'a matrice'che grazie all'assenza di alcool riduce il rischio diirritazione cutanea. Deve essere sostituito o alternato ogni 3-4 giorni.
Per il cuore - Imbevuto di nitroglicerinaè un rimedio efficace per il trattamento dell'angina pectoris.La sua azione permette di tenere sotto controllo la patologia cardiaca ventiquattr'ore su ventiquattro.
Antipertensivi - Sono a base di clonidinaun potente farmaco ipertensivo attivo anche a basse dosi. Lasomministrazione via cerotto si è dimostrata estremamente vantaggiosa grazie alla comodità d'impiego:il sistemainfattiviene sostituito una sola volta ogni 7 giorni.
Contro il mal di viaggio - Libera scopolaminauna sostanza molto attiva nelle cosiddette cinetosi: maldi maremal d'aria ecc. Il cerottoche presenta molte controindicazionideve essere applicato dietro il padiglioneauricolare con almeno cinque ore di anticipo. In caso di effetti collaterali il distacco del cerotto fa regredirebuona parte della sintomatologia abbastanza rapidamente.
Contro l'artrosi - Imbevuto di sostanze antinfiammatorie cura reumatismiartrosi e stiramenti. Va applicatoin corrispondenza del punto dolente e l'efficacia può protrarsi anche per diverse ore.

E contro il mal di testa... «Oltre ad essere un ottimo farmaco contro l'ipertensionela clonidina può essere utilizzata anchenel trattamento dell'emicrania dell'età senile e della menopausa - dice il dottor Riccardo SicuteridelCentro cefelee dell'Università di Firenze - . La formulazione in cerotto è particolarmente indicataperché il rilascio costante del farmaco permette un controllo ottimale della cefaleadelle 'vampate'e dell'eventuale ipertensione». Come si associa l'ipertensione con la cefalea? «Non è prevedibile. Però studi recenti hanno dimostrato che chi soffre di emicrania ha un rischiocinque volte maggiore di diventare iperteso in età senile». Qual è dunque il candidato ideale all'uso della clonidina? «Direi un paziente di sesso femminilein età premenopausalesoggetto a 'vampate' eovviamentegià sofferente di emicrania». E come viene somministrata? «E' preferibile iniziare con dosi minimeda aumentare gradualmente fino a trovare il giusto equilibrio tral'effetto antiemicranico e quello antipertensivo. Di solito comunque l'effetto antiemicranico compare con qualchesettimana di ritardo rispetto alla riduzione della pressione arteriosa». Avete rilevato delle intolleranze all'uso transdermico? «Soltanto alcune reazioni cutanee». Perché utilizzare il cerotto di clonidina? «Perché non interferisce con le altre patologie tipiche dell'anziano. Basti pensare alle aritmieal glaucomaalla ipertrofia prostatica e alle malattie della circolazione in genere». Ma questa clonidina è poi così sicura? «Direi proprio di sì. Tant'è vero che può essere usata con la massima tranquillitàanche in gravidanza».
Un cerotto per amico