I probiotici aiutano la digestione, regolarizzano l'intestino e aumentano le difese naturali dell'organismo

Scritto da Alma Valente |    Marzo 2010    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Per dirlo alla Benigni: "pole" un alimento contenuto in un piccolo flacone, preso tutte le mattine, regolare le funzioni intestinali, aumentare le difese immunitarie, prevenire le malattie da raffreddamento e perfino l'infarto? Secondo le varie pubblicità sembrerebbe di sì. Ma esistono reali evidenze scientifiche alla base di questi miracolosi "poteri"?

Iniziamo a fare il punto della situazione; questa volta la ricerca è iniziata dagli scaffali di un supermercato. Gli alimenti di cui parliamo sono gli yogurt con la possibile aggiunta di vari additivi che esamineremo più avanti. Il passaggio successivo è stato su Internet nella sezione del sito Wikipedia dedicato allo yogurt che descrive "un alimento derivato dal latte che, grazie alla contaminazione con fermenti lattici, ha subito un processo di fermentazione durante il quale il lattosio è stato trasformato in acido lattico".

Chi volesse addentrarsi nel metodo della preparazione, artigianale o industriale, di questo preparato potrà trovare nel sito tutta la storia, i dettagli e le curiosità, ma preme sottolineare che i due microrganismi tradizionalmente utilizzati nella fermentazione del latte, generalmente di vacca, sono il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus. Occorre piuttosto puntualizzare che, anche se in presenza di pareri talvolta discordanti, questi fermenti muoiono appena entrano in contatto con i succhi gastrici a causa del forte grado di acidità presente nello stomaco.

Ultima generazione

In tempi più recenti, invece, è stata sviluppata una ricerca diversa. I probiotici più frequentemente utilizzati sono il Lactobacillus acidophylus, Lactobacillus casei, Lactobacillus lactis e il Bifidobacterium bifidum. Fermenti, questi ultimi che, a differenza dei precedenti, rimangono vitali anche in ambiente acido e si riproducono dentro l'intestino. Il risultato è che riescono a normalizzare la flora batterica nel caso che sia stata compromessa dopo cure antibiotiche oppure a causa di stress o alimentazione sbagliata.

Andando a ricercare le proprietà benefiche dei suddetti si viene a sapere che non solo regolarizzano le funzioni intestinali, ma rinforzano le difese immunitarie naturali dell'organismo o addirittura potrebbero prevenire l'insorgenza del sovrappeso e dell'obesità. Data la complessità di tutti questi effetti abbiamo chiesto delucidazioni al professor Carlo Maria Rotella, ordinario di endocrinologia dell'Università di Firenze e direttore della Agenzia di obesiologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi.

«Lo yogurt è un alimento molto importante per la nutrizione umana che dovrebbe essere assunto quotidianamente in quanto fornisce molti minerali (soprattutto calcio) e vitamine necessarie alla conservazione di un buon stato di salute. Quando lo si ottiene grazie alla fermentazione da parte di fermenti probiotici si dovrebbe parlare più propriamente di kéfir, alimento di origine caucasica che, oltre a probiotici, contiene anche lieviti. I probiotici indubbiamente aiutano i processi digestivi e la regolarizzazione delle funzioni intestinali. Nei soggetti con stipsi abituale questi alimenti, da soli, non riescono a risolvere il problema, pertanto occorre modificare lo stile di vita e le abitudini alimentari: camminare il più a lungo possibile tutti i giorni, mangiare frutta e verdura e bere molta acqua. Quando la stipsi è ostinata è necessario l'intervento del medico».

Cosa ci può dire riguardo all'azione dei probiotici sulle difese immunitarie?
«La prima risposta dell'organismo nei confronti degli agenti infettanti sono le così dette "difese naturali" che entrano in gioco prima che l'organismo abbia il tempo di produrre gli anticorpi. È accertato che i fermenti probiotici producono delle proteine denominate "batteriocine" che possono essere considerate degli antibiotici naturali. Alcuni batteri lattici producono notevoli quantità di batteriocine, che non sono attive sul batterio che le ha prodotte, ma su altri batteri eventualmente infettanti l'organismo ed in questo modo è vero che aiutano a prevenire le infezioni».

E cosa ci dice sul ruolo dei batteri intestinali nello sviluppo dell'obesità?
«Si tratta di risultati molto recenti e ancora da confermare; è stato dimostrato che i pazienti obesi presentano una profonda modificazione del rapporto tra le varie "famiglie" di batteri contenuti nell'intestino, che si regolarizza quando il paziente perde peso. Non è stato però dimostrato che questa alterazione sia responsabile dell'obesità; piuttosto potrebbe essere una conseguenza della alterata alimentazione spesso presente nel paziente obeso. Occorrono ulteriori studi per chiarire questo problema».

Nemici del colesterolo
Steroli vegetali

Come se non bastasse, si apprende che in alcuni tipi di yogurt, disponibili commercialmente, sono aggiunti degli "steroli vegetali" che sembrerebbero diminuire i livelli circolanti di colesterolo e quindi prevenire l'infarto. Abbiamo chiesto se questo sia dimostrato scientificamente al professor Luigi Padeletti, direttore della Scuola di specializzazione di cardiologia dell'Università degli studi di Firenze.

«Credo che a questa domanda, piuttosto che con un sì o un no, e in questo caso sarebbe no, la risposta debba essere più articolata. Gli studi clinici hanno fornito sostanziali indicazioni che gli steroli estanoli vegetali abbassano il colesterolo totale e il colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo "cattivo", inibendone parzialmente l'assorbimento, senza incidere sulla quota, ben più alta, che viene prodotta autonomamente dal nostro organismo. Per questa capacità di contribuire alla diminuzione dei livelli di colesterolemia, la American Heart Association nelle sue linee guida consiglia, assieme alle altre misure terapeutiche, il loro impiego nella dieta dei pazienti colpiti da infarto del miocardio al fine di prevenire le recidive. Resta però il fatto che, se il paziente non raggiunge i livelli di colesterolo LDL ottimali per la sua condizione, debba essere instaurata una terapia farmacologica».

Egoismi umani
Ladruncolo di cuore

Vi ricordate Garfield ? Ebbene uno dei miei micetti è quasi identico. È bianco e rosso e ha quindici anni. Ladrone e furbo tanto che abbiamo dovuto mettere un gancio al frigorifero perché riusciva ad aprirlo con le sue zampette. Dopo esserci entrato, buttava per terra tutti gli alimenti più buoni (vedi carne, pesci o formaggi) dividendoli con gli altri fratellini pelosi. In altre parole, come si dice a Roma "steccavano"!

Ma cosa c'entra tutto ciò con questo articolo? Nulla. So solo che leggendo tutti i resoconti che ci sono arrivati da Haiti dove continuano saccheggi e violenze per togliere quel poco di cibo ai propri simili che hanno fame e sete, mi sono convinta che, agli egoismi umani, senza alcun dubbio preferisco il mio Garfield. Ladrone sì, ma generoso.

Gli intervistati: professor Carlo Maria Rotella, ordinario di endocrinologia dell'Università di Firenze e direttore dell'Agenzia di obesiologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria Careggi

Professor Luigi Padeletti, direttore della Scuola di specializzazione di cardiologia dell'Università degli studi di Firenze


Disegno di Lido Contemori


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