Guida alla scelta e all’uso degli antiacidi da banco

Scritto da Alma Valente |    Settembre 2008    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Ormai l’estate è agli sgoccioli e, chiusi gli ombrelloni per le prime piogge e la riapertura delle scuole, si preannuncia anche un piccolo problema collegato al cambio di stagione: l’acidità di stomaco. Una patologia considerata troppo spesso, forse a torto, di poco conto e che un numero considerevole di italiani cerca di risolvere con l’automedicazione.
Ma quale è l’entità del fenomeno? Con l’aiuto di Riccardo Foraboschi, dottore in Farmacia che esercita la sua professione a Firenze, siamo riusciti a risalire ai dati di vendita degli Otc (i così detti farmaci da banco venduti senza la necessità di ricetta medica). Da questi appare evidente come si registri un progressivo calo delle vendite di antiacidi (4 milioni di confezioni annue), pari ad una riduzione del giro di affari di circa 7,5 milioni di euro annui. Parallelamente si nota un aumento dell’uso dei rimedi che si rifanno alla medicina non convenzionale di circa l’1,2%. È importante sottolineare che il settore delle medicine non convenzionali è in crescita in ogni settore dei rimedi terapeutici.

Occorre subito precisare che i più comuni farmaci da banco con azione antiacido sono prodotti a base di magnesio carbonato, magnesio idrossido, alluminio idrossido, calcio carbonato, e sono assolutamente privi di bicarbonato di sodio. La loro azione è quindi rivolta a modulare la produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco senza provocare un aumento della sua secrezione dopo l’assunzione del farmaco, come succede usando il bicarbonato.
Prendendo in considerazione i cosiddetti rimedi naturali si può osservare, facendo una semplice ricerca in internet sui prodotti più diffusi e disponibili nelle “farmacie on-line”, che questi contengono quasi sempre del bicarbonato di sodio, anche se  la formulazione è completata da ingredienti provenienti da agricoltura biologica quali ad esempio le mucillagini liofilizzate di semi di orzo, gli estratti liofilizzati di fiori di camomilla o di radice di liquirizia ed il gel disidratato di foglie di aloe vera. Semaforo verde per i prodotti naturali, quindi, purché ci si accerti che non contengono bicarbonato.

Prescritto dalla tv
Se domandiamo, poi, l’atteggiamento con cui i cittadini si rivolgono al farmacista nel richiedere i farmaci antiacido, si rileva come  sempre più spesso i clienti delle farmacie chiedono l'ultimo rimedio che hanno visto in televisione. «Il vecchio cliente, che usa da molti anni farmaci di questo tipo - afferma il dottor Foraboschi - chiede sempre più spesso il prodotto reclamizzato, ma si confronta anche con il parere del farmacista, paragonando il “nuovo” con quello già conosciuto. Il cliente di passaggio, invece, chiede generalmente un prodotto ben preciso senza sentire la necessità di avere spiegazioni, come se informarsi volesse dire avere tempo da perdere. E forse è proprio così, perché oggi abbiamo tutti troppa fretta».
In sintesi, durante i cambiamenti di stagione, esiste un aumento di richieste, ma non così marcato come una volta grazie all'uso di farmaci gastro-protettori prescritti dai medici di famiglia contro l’ulcera. «Nella maggior parte della popolazione non vi è una sensibilità all'abuso degli antiacidi - sottolinea il dottor Foraboschi - perché convinti di farne uso solo quando è strettamente necessario. Al tempo stesso, la cultura imperante è quella pubblicitaria e non quella sanitaria».
La fascia di popolazione che va dai 40 ai 60 anni si mostra generalmente più attenta all'uso dei farmaci ed è quella che più sovente pone domande sui rischi connessi all'uso (ed all'abuso) di un determinato farmaco, mostrando molta attenzione alla necessaria cautela da usare nell’assunzione di più farmaci nel corso della giornata.

Attenti ai cocktail
Benché le informazioni raccolte appaiano rassicuranti, è indispensabile avere anche il parere di un medico specialista del settore, pertanto la domanda d’obbligo è: l’abuso di farmaci antiacidi per lungo tempo può creare un danno alla salute?
«Gli antiacidi, usati per combattere problemi digestivi e sintomi gastrointestinali lievi, non recano danni, anche se presi per lunghi periodi - spiega il dottor Giacomo Trallori, dirigente medico dell’Unità operativa di Gastroenterologia dell’azienda ospedaliera-universitaria Careggi di Firenze -. Tuttavia, se il paziente assume anche altri medicinali, è opportuno far trascorrere 1-2 ore tra gli uni e gli altri, perché gli antiacidi possono influenzare l'assorbimento di altre sostanze usate contemporaneamente. In particolare si è osservata una sostanziale riduzione nell'assorbimento di alcuni antibiotici quali le tetracicline ed alcuni derivati chinolonici (ciprofloxacina, ofloxacina e norfloxacina)».
I pazienti affetti da malattie del cuore e dei vasi, che fanno uso di anticoagulanti quali i derivati cumarinici, devono prestare molta attenzione, chiedendo sempre il parere del medico ed eseguendo più frequentemente i loro controlli periodici sullo stato della coagulazione.
L'assunzione di antiacidi contenenti alluminio assieme a bevande acide (ad esempio succhi di frutta o vino), oppure a compresse effervescenti contenenti acido citrico o tartarico, aumenta l'assorbimento intestinale di alluminio. «A questo proposito occorre rammentare che non ci sono sufficienti dati sull'uso di antiacido in gravidanza - raccomanda il dottor Trallori -. Queste sostanze dovrebbero essere utilizzate solo per un periodo limitato per evitare un sovraccarico di alluminio nel feto. Inoltre i composti di alluminio passano nel latte materno. Comunque, a causa del basso assorbimento, si ritiene che non ci siano grossi rischi per il neonato».
Sui quotidiani sono apparsi recentemente degli articoli che mettevano in guardia sull’abuso di farmaci antiacidi, soprattutto nelle persone al di sopra dei 60 anni, perché responsabili della riduzione dell’assunzione del calcio e quindi come possibile causa di aumento dell’incidenza dell’osteoporosi. È necessario precisare che gli studi citati si riferiscono all’abuso di farmaci sottoposti all’obbligo di ricetta medica per la vendita e pertanto non rientrano nel problema dell’automedicazione con farmaci Otc di cui stiamo parlando.

LA CURIOSITA'
Il decotto siciliano
È proprio vero che dall’esperienza antica si impara sempre qualcosa di nuovo! Ero in Sicilia, a Palermo, e sono andata a visitare il mercato della Vucciria portandomi con gli “occhi del cuore” i quadri di Guttuso. E così, armata di guida turistica, mi sono ritrovata in un mondo fatto solo di colori, voci assordanti e profumi intensi.
Ad un certo punto mi sono fermata di fronte ad un banco dove ce n’era per tutti i gusti: frutta secca, peperoni, capperi, origano e tante, tante altre leccornie.
La mia attenzione si è soffermata su degli strani fiori rinsecchiti. Ho chiesto alla signora, che poi ho scoperto chiamarsi Carmela, cosa fossero, e lei, sorridendo quasi stupefatta per la mia ignoranza, ha risposto «Signura, ma non lo vedete che sono fiori di fico d’India?». «E a che servono?», ho chiesto io. E lei: «Il decotto fa bene allo stomaco e toglie tutte le infiammazioni.» Io li ho comprati e li ho provati. Su di me la pozione magica ha funzionato. Sarà solo suggestione?