Nella sede Rai di Firenze alla scoperta delle tecniche di produzione di ieri e di oggi

Scritto da Gabriele Parenti |    Ottobre 2010    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

"Le chiavi della città" è un'iniziativa del Comune di Firenze, giunta alla sua X edizione, che offre agli studenti la possibilità di avvicinarsi al mondo della musica, dello spettacolo, dei media e della narrazione, guidati da accreditati esperti.

Una serie di percorsi formativi ed informativi, un dietro le quinte fatto da laboratori che affrontano vari argomenti spaziando fra diversi generi e stili e che vedono alternativamente i partecipanti nel ruolo di spettatori e protagonisti.

Lo scopo è di educare i giovani allo spirito critico nei confronti dei nuovi modelli di consumo promuovendo l'utilizzo di internet e delle nuove tecnologie per sviluppare la capacità di recepire e ampliare modalità di esplorazione in rete a fini cognitivi, per garantire ai ragazzi l'accesso a uno strumento essenziale di crescita e a un corretto uso del linguaggio multimediale in ambito didattico.

 


News e programmi

La sezione "Musica, teatro, media e dintorni..." del progetto "Le chiavi della città" si arricchirà nel prossimo anno scolastico di un nuovo settore. Infatti, sarà attuato per gli alunni della scuola secondaria di primo grado un percorso tra passato presente e futuro all'interno della sede fiorentina della Rai.

L'intento è di mostrare "sul campo" come si realizza un telegiornale o un programma televisivo: dalla riunione di redazione per il sommario di un Tg al montaggio dei servizi fino alla messa in onda; parallelamente, dalla stesura di un piano di produzione alla riunione di planning e alle attività di riprese, montaggio e post produzione per un programma televisivo.

Inoltre, attraverso la visita guidata agli impianti produttivi della sede Rai sarà possibile effettuare raffronti tra l'attività legata alle news e quella inerente alla produzione di programmi televisivi ma soprattutto radiofonici che sono uno specifico della Sede di Firenze per quanto concerne la produzione di fiction e di programmi di intrattenimento culturale.

 


Effetti sonori dal vivo

Proprio il raffronto tra passato e presente consentirà di familiarizzare in modo agile con le tecniche produttive. Cosa significava lavorare in televisione con il nastro magnetico da 1 pollice, con quello attuale da ¾ di pollice e lavorare, invece, in digitale? Come sono cambiate le telecamere? E le tecniche di  montaggio? Che rapporto s'instaura tra le immagini, il testo e gli effetti sonori? Questi ultimi sono spesso sottovalutati, ma ricordiamo che il famoso servizio di Marcello Giannini sull'alluvione di Firenze iniziava proprio con il fragore dell'acqua che scorreva impetuosa nel centro cittadino e Amerigo Gomez nel 1944 calando il microfono da una finestra di via Martelli, aveva realizzato un servizio indimenticabile facendo sentire le voci, i clamori dei tedeschi in fuga.

Ancor più rilevanti le modifiche delle tecniche radiofoniche che hanno dato vita ad  un nuovo linguaggio. Durante la visita verrà mostrato, infatti, come si effettuavano, dal vivo, gli effetti sonori, mediante il lavoro dei rumoristi e le possibilità che offre oggi la tecnologia digitale. In particolare, lo storico studio "C" della sede Rai di Firenze  dove sono stati registrati radiodrammi, conserva ancora, come cimeli gli spazi e le attrezzature di scena: camminamenti in ghiaia, in terra battuta, in legno, salette fonoassorbenti, porte e finestre, serrature, serrande per creare rumori che all'epoca venivano effettuati dal vivo.

Oggi, la nuova tecnologia fornisce un numero pressoché illimitato di effetti sonori:  si può decidere di ambientare la scena in uno spazio piccolo o grande a nostro piacimento, si può avere un effetto folla di qualsiasi intensità, si può avere, in tempo reale il rumore di qualsiasi tipo di veicolo, di ogni epoca: un treno del Far West, un piroscafo, un galeone spagnolo.

 


Il montaggio

Altrettanto rilevanti sono le innovazioni che riguardano il montaggio. Quando la registrazione avveniva su nastro magnetico i tagli erano effettuati manualmente con una taglierina o con le forbici e la maestria dei tecnici era proprio nel tagliare alcune frasi o addirittura nel sostituire una parola senza che ciò fosse avvertito dal radioascoltatore.

Ciò capitava spesso perché di alcune battute si effettuavano più versioni ed il regista sceglieva quella che riteneva più adatta; il problema era di insertarla con il resto del testo perché il tono della voce non è mai identico e si sente una differenza di livello o, appunto, d'intonazione, il respiro, un attimo di pausa per  eliminare questa fastidiosa impressione.

Attraverso i macchinari conservati nella sede Rai è possibile rievocare la registrazione di un radiodramma, quando le musiche e gli effetti venivano mixati durante la recitazione; mentre oggi si parla, sempre più di "radiofilm".

Infatti, il radiodramma si avvicinava al teatro di parola e giocava sulla suggestione della comunicazione verbale pura. La musica e gli effetti sonori avevano una funzione di supporto e una funzione evocativa, attenta quindi non al realismo quanto ad una verosimiglianza di tipo emozionale. Oggi al radiodramma si affianca una radio d'azione che, grazie alla perfetta sincronizzazione tra voci, effetti sonori e musica ricrea la cosiddetta "immagine radiofonica", che consente all'ascoltatore di figurarsi l'azione sonora in modo quasi visivo.

Ne perde la creatività della registrazione dal vivo? La discussione è aperta e, tra gli obiettivi del progetto c'è proprio quello di consentire una lettura critica del prodotto attraverso la conoscenza di come si realizza; e una fase successiva di commento sul campo.


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