Salvato lo scorso anno nel mare di Ancona, il cucciolo di grampo ora vive a Riccione, coccolato da centinaia di volontari

Scritto da Silvia Amodio |    Giugno 2006    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

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Esattamente un anno fa
- era il 18 giugno - nel porto di Ancona veniva segnalata la presenza di due grampi, mammiferi marini dal muso arrotondato, facilmente riconoscibili per le numerose graffiature bianche e irregolari che spiccano sulla tonalità grigia della pelle. Fu subito chiaro che si trattava della madre con un piccolo, ancora in fase di allattamento.
Cosa era successo? La mamma poteva aver "perso la bussola", episodio piuttosto frequente tra i cetacei, testimoniato dalla notte dei tempi. Aristotele fu il primo a parlare di questo strano fenomeno che spinge balene e delfini verso la riva e, nella maggior parte dei casi, ad andare incontro a morte sicura. Sono quasi sempre vani, infatti, i tentativi di riportarli in mare aperto e le ragioni che fanno perdere l'orientamento a questi animali sono ancora poco chiare.

I soccorritori si rendono conto che non c'è un attimo da perdere: viene allertata la Fondazione Cetacea di Riccione, un'organizzazione che da quasi vent'anni si occupa dello studio e della tutela dei mammiferi marini.
Grazie ad un clima di perfetta collaborazione e cooperazione, mista a curiosità, entusiasmo ed eccitazione, la Capitaneria di porto, la Protezione civile, l'ufficio Cites, la Usl e i volontari decidono di intervenire velocemente dopo che gli esperti hanno verificato il pessimo stato di salute della madre. Il suo respiro è irregolare e i suoi movimenti sono scoordinati, e a nulla serve provare a farla andare verso il mare aperto. Viene così ripristinata in tempi da record la vasca del vecchio Delphinarium di Riccione, dove mamma e piccolo vengono portati.
Da quel momento entrambi gli animali sono tenuti sotto costante controllo, 24 ore su 24, con un'opera di coordinamento che ha del miracoloso. Non sono pochi, infatti, gli intoppi e le difficoltà che si presentano strada facendo.

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Nonostante le cure tempestive
la mamma muore dopo un paio di giorni, e l'autopsia rivela una massiccia presenza di parassiti che ne compromettevano l'orientamento, e gravi patologie cardio-respiratorie. Non c'è tempo per scoraggiarsi, bisogna concentrare tutte le energie sul piccolo rimasto, che nel frattempo si scopre essere una lei. Le viene dato un nome, Mary G., dove la G sta per grampo... Mary riesce a superare la morte della madre, una perdita grave in specie altamente sociali in cui il legame filiale è molto forte. Nonostante il lutto, la salute precaria e una forte denutrizione Mary G. riesce a sopravvivere. Sicuramente grazie alla sua volontà, ma anche grazie all'amore di tutte le persone che si sono prese cura di lei, sostituendosi alla sua mamma.
Quando viene portata a Riccione, Mary deve ancora essere allattata. Infatti, nonostante l'aspetto più simile a quello di grandi pesci, i grampi sono mammiferi: hanno sangue caldo, respirano aria e allattano i piccoli. Le loro abitudini e i loro comportamenti sono più vicini a quelli dei mammiferi terrestri. Con uno speciale biberon Mary viene nutrita con un "latte" proveniente dagli Stati Uniti, che contiene aringhe spellate, spinate e frullate, diversi integratori, sali minerali, vitamine e liquidi. Questa pappa e le cure mediche costano 200 euro al giorno...

Mary G. non può essere mai lasciata sola e i volontari, insieme allo staff specializzato della Fondazione Cetacea, sono sempre con lei. Quando la notizia si diffonde, arriva gente da tutta Italia per aiutarla: impiegati, pensionati, adulti, bambini. Ognuno offre il proprio tempo e le proprie competenze. Anche Luca Bizzarri, uno dei conduttori delle "Iene", ha dato un aiuto prezioso, presentandosi puntuale ad ogni poppata.
Più volte si è pensato che Mary G. non ce la facesse e, nonostante la Fondazione Cetacea abbia rapporti con studiosi internazionali, è stato difficile poter fare tesoro di esperienze simili perché i casi registrati in tutto il mondo sono pochissimi. La sua sopravvivenza rappresenta davvero un fatto eccezionale.

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Ora Mary G. gode di ottima salute,
continua ad essere "proprietà" dello Stato ma è ospite di Oltremare, il nuovo parco di Riccione, dove lo staff degli addestratori dei delfini continua a seguirla e ad insegnarle tutto quello che avrebbe dovuto imparare dalla sua mamma in mare aperto. E siccome il buon esempio è il miglior insegnamento, tutto quello che deve apprendere le viene mostrato, anche come mangiare un calamaro sott'acqua...
Mary G. ha un carattere dolcissimo e giocherellone, le piace ricevere grattatine sulla pancia e si presta a tutte le visite veterinarie senza batter pinna. E a detta delle persone che se ne prendono cura, è molto più intelligente degli altri ospiti del delfinario. Del resto - come si dice - "ogni scarafone è bello a mamma sua".



LA SCHEDA
Il grampo questo sconosciuto

La classificazione scientifica dei grampi è classe mammiferi, ordine cetacei, sottordine odontoceti, famiglia delfinidi, specie Grampo griseus. Prediligono acque profonde, anche fino a 1000 metri. Sono diffusi in tutti i mari ad eccezione di quelli polari. Nel Mediterraneo la specie è presente soprattutto nella parte occidentale. Vivono in gruppi di numerosi individui di tutte le età e sesso. Talvolta si uniscono a quelli di altre specie, globicefali o tursiopi.

Il grampo si nutre principalmente di calamari. Il suo corpo è tozzo, il capo rotondeggiante e senza rostro (la tipica parte allungata del muso). La pinna dorsale, alta e falcata, è situata sulla metà del corpo.

Gli adulti sono di colore grigio con numerose graffiature bianche irregolari provocate di norma durante le interazioni sociali; il ventre è contraddistinto da una chiazza bianca a forma di ancora che si estende dalla gola fino alla zona genitale.

I piccoli, alla nascita, misurano 1,5 metri di lunghezza e hanno una colorazione grigia uniforme. Gli adulti, che possono superare i 4 metri di lunghezza, pesano oltre 400 chilogrammi.


Si possono sostenere le attività della Fondazione Cetacea destinando il 5 per mille della denuncia dei redditi: CF 91013990402

È possibile vedere Mary G. senza pagare l'ingresso a Oltremare: contattare la Fondazione Cetacea, viale Ascoli Piceno 6, Riccione, tel. 0541 691557, www.fondazionecetacea.org

Per visitare Oltremare: www.oltremare.org
Infoline: 0541 4271



Benvenuta

Fotografa sensibile ed appassionata, giornalista accurata e partecipe, esperta e ricercatrice sul mondo animale. Si è laureata con una ricerca nelle Hawaii sul linguaggio dei delfini, scrive da venti anni in prestigiosi giornali italiani e stranieri, è spesso ospite del Costanzo Show quando si parla di animali. Silvia Amodio comincia da questo numero la collaborazione con l'Informatore. È un onore e un grande piacere!