"Stare sulla corda è vita. Tutto il resto è attesa", recitava il protagonista di Lo spettacolo continua, film cult del lontano 1979.

Scritto da Sara Barbanera |    Febbraio 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Lo spettacolo può durare anche tutta una vita, proprio come per i tre nostri colleghi musicisti che, fra una corda e l'altra, hanno intrecciato 15 anni di note, ricordi e ininterrotta passione.

(The Shakers)

Rock'n Roll e Country
«Tutto è iniziato con una chitarrina giocattolo - racconta Leonardo, collega di Siena Grondaie - all'età di 3 o 4 anni, quando i miei ascoltavano il Country americano anni ‘40; e tutto si è riacceso nell'85, da un disco di Neil Young: Rock'n Roll e Country sono energia pura che prende le gambe e contagia pubblici di tutte le età».
The Shakers, letteralmente "coloro che scuotono", è il gruppo in cui Leonardo suona la chitarra e che infiamma pubblici toscani e non, con oltre 80 concerti l'anno e un cd in preparazione: «Questa musica - continua Leonardo - è stata la colonna sonora di amicizie, incontri o scontri. La musica è relazione, è vita... direi che è il racconto della mia vita».
Quando salgono sul palco The Shakers non passano inosservati: vestiti in stile dalla testa ai piedi, riavvolgono il nastro del tempo e tornano negli anni '40:
«Per noi suonare è un po' giocare, dondolare e pestare proprio come i bambini!».


(I Frozen Tears)


"Metallo pesante"

Tutt'altra musica con Leonardo, della sede di Scandicci, che fa una riflessione su valori e temi sociali forti: «Sono fedele alla musica heavy metal e alla chitarra da 14 anni! E sempre in coppia con mio fratello, cantante del gruppo Frozen Tears, ovvero "lacrime congelate"».
Il gelo si infiamma però in sonorità grintose di chitarre amplificate, voci potenti e ritmi incalzanti: «Questa musica è in genere associata a rabbia e violenza - spiega Leonardo - come ribellismo tipico ad esempio dell'adolescenza: uno stereotipo, questo, oltre il quale c'è molto di più».
Leonardo spiega che i testi dei Frozen Tears parlano di attualità, guerra e solitudine come malattia sociale dell'uomo moderno: «Critichiamo la violenza di ogni tipo, dell'uomo contro se stesso e l'ambiente. A parte esempi estremi, l'heavy metal non è il male, piuttosto esprime il male che l'uomo sente».
Per chi volesse assaporare i toni d'acciaio e i temi di piombo... i Frozen Tears si esibiranno proprio il 4 febbraio al Black Dog di Firenze (zona Isolotto).

(Mauro)

Da... assolo e in compagnia
Anche Mauro, gastronomo nel minimercato del Galluzzo, ha una lunga storia di palco che ormai è un po' la sua seconda casa: «Pratico il palco da 35 anni, prima con il teatro e ora con la musica; ho incontrato la chitarra a 12 anni e l'ho scelta come compagna di viaggio, tanto che ora sul palco siamo solo io e lei».

Dopo anni di gruppi teatrali e musicali, Mauro ha scelto la formula chitarra e voce, con cui si esibisce in Toscana:
«In realtà il teatro c'è ancora e ci sarà anche nella prossima stagione con uno spettacolo di sketch, prosa e intermezzi musicali tutti legati dal tema cibo. Che sia musica o teatro, l'arte non ha confini: quando ti lasci andare e ci sei dentro, non riesci mai a dire di no!».

Perché in fondo l'arte è un modo di essere: metal, melodico, rock... ad ognuno il suo linguaggio purché sia espressione di emozioni, umanità e vita.

 

The Circus band rock
Salvatore è un collega della Coop di Siena Grondaie. Suona rock da sempre, circa 7 anni, insieme al suo gruppo, i The Circus band rock. In passato hanno suonato cover che andavano dai The Doors ai Led Zeppelin agli Acdc; adesso si dedicano ad un rock più recente, divertente e impegnativo come quello dei Red hot chili Peppers!
Da un po' di tempo scrivono anche pezzi propri e a breve dovrebbero produrre un CD.
Il 16 febbraio, alle 22, potete ascoltarli al Sonar di Colle di Val d'Elsa alla rassegna di gruppi rock All the rock.