In plastica interamente degradabile, si usa più volte per la spesa. E può finire in discarica senza danno per l'ambiente

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di Maurizio Zucchi

Sportine, o meglio shopper, di plastica interamente degradabile, da usare più e più volte per fare la spesa, con tanto di data di scadenza, e che possono poi tranquillamente finire in discarica perché appunto destinate a decomporsi e non a sopravvivere per secoli come avveniva sino ad ora. La scelta di Coop è tutta coerente con un percorso di tutela dell'ambiente avviato da anni, che mira a diffondere le buone pratiche ambientali, guardando anche, nell'ottica di una buona amministrazione di famiglia, alla compatibilità dei costi e al loro impatto sul consumatore (le nuove sportine degradabili costano come le precedenti).

All'interesse che ha suscitato questa scelta si è però unita anche qualche critica da parte di alcune associazioni ambientaliste.
Le osservazioni sono state sostanzialmente due. Una di metodo (e cioè che continuare a proporre sportine di plastica rischia di incentivare comportamenti improntati allo spreco) e una di merito (per colpa del polietilene e dei metalli pesanti, che sarebbero presenti, le nuove sportine Coop porrebbero comunque un problema di impatto ambientale).
Ovvio che per Coop, vista la massima trasparenza su cui è fondato il rapporto con soci e consumatori, chiarire ogni dubbio diventi fondamentale.

In relazione alla prima obiezione la risposta di Coop è estremamente chiara: sacchetti di carta e borse di tela sono disponibili da tempo in tutti i punti vendita. Ciò non ha però scalfito più di tanto l'uso delle sportine di plastica. Da qui è nato l'impegno per ridurre l'impatto di questa mole di sacchetti.
Le nuove sportine consentono infatti un uso ripetuto e possono poi essere utilizzate come contenitore per la raccolta indifferenziata. In tutte le comunicazioni (e sulle sportine stesse) viene espressamente raccomandato di gettare lo shopper nei rifiuti e non di abbandonarlo nell'ambiente.

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Sulle obiezioni relative alla qualità del prodotto, Coop può invece mettere in campo numerosi test e analisi. Entrando nel dettaglio più tecnico i nuovi shopper Coop contengono un additivo (EPI-TDPA™) che miscelato al polietilene convenzionale permette una degradazione ossidativa della plastica (vale a dire che la struttura comincia a frammentarsi) permettendo la completa degradazione del sacchetto entro 36 mesi.
Studi che certificano questi risultati sono stati condotti dall'Università francese "Blaise Pascal" di Clermont Ferrand, e dall'Università degli Studi di Pisa. Nonostante questi studi Coop ha voluto fare un test autonomo, incaricando un laboratorio indipendente (CSI Bollate) di verificare la curva di degradazione dello shopper in base alle norme europee esistenti, con risultati pienamente positivi.
È poi disponibile una seconda batteria di test relativi all'eventuale ecotossicità dei materiali utilizzati. Qui la sperimentazione è stata condotta dal Laboratorio BVA Linz nel Composting plant di Vienna Neustadt e dal Laboratorio OWS Gent in Belgio. I risultati indicano che rispetto al rischio di rilascio di metalli tossici non c'è alcuna influenza dannosa su piante e animali.

In definitiva i nuovi sacchetti Coop offrono la stessa capacità di contenere la spesa, la stessa resistenza e lo stesso prezzo di quelli in plastica tradizionale, con il grosso vantaggio di permettere ogni anno l'eliminazione sistematica dall'ambiente di diverse migliaia di quintali di plastica.


Come si usano

- Abbiamo stampato la scadenza sul nuovo sacchetto Coop perché inizia a degradarsi dopo 18 mesi, processo che in discarica si completerà dopo 3 anni dalla produzione: perciò riutilizzali più volte possibile per fare la spesa e - alla fine - come contenitore dei rifiuti indifferenziati. - Per la raccolta della frazione organica usa invece i sacchetti biodegradabili che - per legge - devono compostarsi in soli 3 mesi.

- Nessun tipo di sacchetto (biodegradabile, degradabile, tradizionale) deve essere mai abbandonato nell'ambiente.