Ecco la nuova normativa europea. E Coop arriva prima

Scritto da Melania Pellegrini |    Novembre 2014    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Cosa compriamo e cosa portiamo sulla nostra tavola? Tutto chiaro. Ce lo dice l’etichetta. Da dicembre entrerà in vigore un nuovo regolamento comunitario (Ue 1169/2011) che aggiorna e semplifica le precedenti norme sull’etichettatura degli alimenti con lo scopo di tutelare la salute dei consumatori dando informazioni chiare e trasparenti.

Il Regolamento prevede che le indicazioni sulla confezione siano stampate in modo chiaro e leggibile.

Sull’etichetta devono essere segnati il nome del prodotto, l’elenco degli ingredienti, i possibili allergeni, le condizioni di conservazione e di uso, la durata del prodotto, la quantità di prodotto netto, il Paese d’origine e il luogo di provenienza dell’alimento, il nome o la ragione sociale del produttore; infine, molto importante, sono richieste la dichiarazione nutrizionale e l’indicazione nutrizionale: vanno scritte cioè le indicazioni su valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale contenuti nell’alimento e le indicazioni che affermino, suggeriscano o sottintendano particolari proprietà nutrizionali benefiche dell’alimento, per esempio a basso contenuto di zuccheri o ad alto contenuto di fibre.

Il regolamento prevede anche diciture specifiche per casi particolari come i prodotti decongelati, l’aggiunta di acqua o la commestibilità dell’involucro degli insaccati.

Quelle Coop

Ma che cosa cambierà in pratica sulle etichette dei prodotti a marchio Coop con l’entrata in vigore di questa normativa? Ci risponde Claudio Mazzini responsabile sostenibilità, innovazione e valori di Coop Italia. «Per il consumatore di prodotti a marchio Coop, avere, attraverso l’etichetta, un’informazione trasparente e il più possibile completa su ciò che acquista non è certo una novità, l’etichetta nutrizionale l’abbiamo introdotta nel 1979. Molte delle modifiche introdotte dal regolamento Ue sulle etichette degli alimenti, infatti, sono per noi una realtà concreta già da parecchio tempo».

Alcune delle etichette dei prodotti Coop hanno infatti anticipato la messa a regime di questa normativa: già dal 2001 si può ricavare dall’etichetta l’origine delle olive per la produzione dell’olio extravergine, e dal 2003 quella dell’origine del pomodoro  per preparati e sughi; ha poi seguito nel 2005 l’origine del latte microfiltrato e nel 2009 l’etichetta sulla provenienza è stata messa sulle carni suine.

«Inoltre Coop ha certificato la tracciabilità di numerose filiere animali e vegetali», sottolinea Mazzini; parlando di sicurezza del prodotto, in particolare riguardo l’operazione trasparenza sugli oli vegetali, Coop da tempo indica per i propri prodotti a marchio la composizione delle varie tipologie di olio o grasso utilizzato. Mazzini spiega che «la Ue si riserva di decidere se rendere obbligatoria la segnalazione in etichetta solo fra tre anni. Coop, intanto, ha vietato nei suoi prodotti l’utilizzo di grassi idrogenati, che sono una fonte significativa di grassi trans».

Per quanto riguarda la tabella nutrizionale, Coop l’ha da tempo inserita nei suoi prodotti, laddove lo spazio lo consentiva, inserendo anche l’indicazione, non richiesta da questo regolamento, delle fibre.

Un discorso a parte va fatto sulle sostanze allergizzanti. In generale vengono considerate sostanze allergizzanti i cereali contenenti glutine (grano, segale, orzo, avena e farro), e i seguenti alimenti e i prodotti a base degli stessi: uova, pesci e crostacei, soia, arachidi, latte, frutta a guscio (come noci, nocciole, mandorle ecc.), sedano, senape, semi di sesamo, lupini, molluschi, anidride solforosa e solfiti.

Queste sostanze dovranno essere evidenziate nella lista degli ingredienti. «Però non essendoci nessun obbligo relativo agli impianti e alle linee di produzione per ridurre al minimo eventuali contaminazioni, non viene risolto il cronico problema legato all’uso un po’ troppo disinvolto della dicitura cautelativa “può contenere” che riduce drasticamente le scelte alimentari di chi ha problemi di allergie», precisa Mazzini che prosegue illustrando la scelta della Coop  su questo punto: «Coop inserisce tale dicitura solo dopo un’attenta analisi del processo produttivo e solo laddove non sia possibile intervenire per eliminare le contaminazione”.

Ultimo punto, conclude Mazzini, il produttore: «Coop, in coerenza al primo dei suoi valori, la trasparenza, ha deciso di mantenere il nome e l’indirizzo completo del produttore,sebbene non sia obbligatorio».

Le etichette - Come leggere correttamente le etichette: il parere dell’esperto. Dalla web tv DeAbyDay – 23.01.14 – durata 2’ 45’’