Vipere paracadutiste e alligatori nelle fogne. Billo, il coccodrillo fantasma

Scritto da Silvia Amodio |    Ottobre 2010    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.


Non è sempre facile distinguere tra una leggenda metropolitana e una storia realmente accaduta.

Alcune dicerie si radicano talmente nell'immaginario delle persone da diventarne patrimonio indiscusso. Chi non ha, per esempio, sentito parlare delle vipere che sono state lanciate dagli elicotteri con lo scopo di ripopolare alcune zone del nostro territorio? Pare che siano state gettate provviste di uno speciale paracadute costruito apposta per attutirne l'impatto sul terreno. Come abbiano fatto a liberarsi dall'attrezzatura non è chiaro; tuttavia c'è chi è pronto a giurare di averle viste librarsi nell'aria per volere del Corpo Forestale dello Stato, del Wwf, o di altre associazioni che si occupano di animali.

È più facile trovare la foto di un ufo che di una vipera aggrappata al suo parapendio, tuttavia, questa storia si tramanda da anni lungo tutta la penisola.
Alcuni sostengono anche che la vipera si morde la coda per trasformarsi in una ruota con lo scopo di raggiungere più velocemente la sua preda...
Il settimo nato è chiamato sette passi perché è talmente velenoso che la sua vittima cade stecchita prima di essere arrivata all'ottavo. Ecco perché la madre - si dice - partorisce sull'albero, per evitare che l'ingrato settimo pargolo, possa farla fuori, forse per salvarsi dal complesso edipico prima che sia troppo tardi.

«Queste storie sono ovviamente prive di senso - ci spiega Carlo Guidi, direttore del rettilario del parco Città della Domenica (Perugia) e dello zoo di Lisbona e consulente per il ministero dell'Ambiente - mentre altre potrebbero essere verosimili: è il caso dei coccodrilli che popolano le fogne di New York, gettati da qualche buontempone direttamente nel wc. Un piccolo caimano, in effetti, potrebbe adattarsi benissimo alla temperature dei condotti, che oscillano tra 20 e 30 gradi e trovare facilmente di che cibarsi... Alcune specie sono molto adattabili, sopravvivono a temperature rigide e possono digiunare per qualche mese. Del resto sono creature che negli ultimi 300 milioni di anni sono cambiate pochissimo».

A proposito di questo, lo studioso ci racconta un episodio piuttosto bizzarro che qualche anno fa ha movimentato un laghetto in Toscana. «Sono stato chiamato dal prefetto di Grosseto perché moltissime testimonianze riferivano la presenza di un coccodrillo. Così, in compagnia dei pompieri e con l'aiuto di volontari, abbiamo perlustrato a piedi e in barca l'intero lago, ma dopo quattro giorni della bestiola non c'era traccia. In compenso era possibile acquistare la maglietta ricordo di Billo il coccodrillo, di cui si è parlato molto nelle settimane seguenti...».

Alcuni avvistamenti sono sicuramente in buona fede, spesso vengono scambiati cani di grossa taglia con felini; altri sono studiati a tavolino.
«Diversi anni fa - racconta Carlo Guidi - in centro Italia due furbacchioni avevano messo in giro la voce (che si era sparsa molto velocemente) della presenza di una grossa pantera. Così al sindaco del paese avevano proposto di catturarla in cambio di 20 milioni di lire. Se non ci fossero riusciti non avrebbero ricevuto nessun compenso». Una proposta allettante pur di liberarsi del feroce animale ed evitare che qualche concittadino finisse tra le sue fauci...
«Non esisteva nessuna pantera, ovviamente, e dopo averne esibita una in prestito, come prova tangibile della voce che circolava, ricevettero il denaro». Il felino è stato poi probabilmente restituito a qualche compiacente trafficante d'animali.

Carlo Guidi, dallo scorso settembre, tiene un corso presso il Corpo Forestale dello Stato, proprio per insegnare a classificare e a comportarsi durante i sequestri di animali esotici.
Viene spesso chiamato in tutta Italia per identificare, o catturare, animali sospetti, ma si sposta preferibilmente dopo aver visto una fotografia. Spesso, infatti, la gente si allarma alla vista di serpenti innocui che vengono scambiati per velenosi e spesso uccisi. Un danno pesante per il nostro ecosistema, basti pensare che un serpente può mangiare in una stagione anche 100 topi.
Altre volte invece la faccenda è più seria, così gli è capitato di recuperare, nei nostri boschi, serpenti a sonagli, iguane, e catturare molti coccodrilli, l'ultimo in ordine di tempo uno del Nilo, lungo quasi due metri, "ospitato" in uno scantinato nella provincia di Napoli.

Il mercato di fauna e flora esotica frutta 125 miliardi di euro l'anno e secondo gli uffici Cites (la convenzione che regola il commercio internazionale di specie minacciate di estinzione) di Ginevra altri 35 riguardano il traffico illegale.
L'Italia è il maggior importatore di pelli di rettile che le grandi firme della moda trasformano in scarpe e borsette.
Un primato di cui non dovremmo andare fieri.


Fotografie di Silvia Amodio


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