Una pièce multimediale per raccontare i “segreti” del Boléro di Ravel

Scritto da Rossana De Caro |    Marzo 2014    |    Pag. 11

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Si parte dal concetto che la musica è energia “che si propaga attraverso la materia grazie a vibrazioni dell’aria, opportunamente prodotte dai vari strumenti, le quali poi, con opportune risonanze, generano timbri, ritmo, melodia, armonia”. Si parla di qualità e quantità della musica. Da qui ecco il racconto che spiega con parole le note del celebre Boléro di Ravel.

È una iniziativa culturale che vede protagonisti l’Università degli Studi di Firenze e il Conservatorio di Musica Statale “Luigi Cherubini”. Sabato 1° marzo, alle ore 17.30, presso la Sala del Buonumore del Conservatorio (piazzetta delle Belle Arti, 1) a Firenze verrà eseguita la pièce musicale di Luigi Dei per voce recitante, multimedia e orchestra sulle musiche del Boléro di Maurice Ravel dal titolo “Revealing Ravel: la scienza racconta il Boléro”. Dei, direttore del Dipartimento di chimica Ugo Schiff, musicista per diletto, sarà anche la voce recitante di questa fiaba musicale, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica “Luigi Cherubini”.

Una fiaba in cui i personaggi sono i vari strumenti dell’orchestra e la storia che si sviluppa è il brano musicale, il Boléro rivelato passo passo, facendo scoprire sensazioni ed emozioni di questa musica esaltante.

Professor Dei, che relazione c’è fra scienza e musica?

«La musica è fatta dallo scorrere di suoni. Suono è energia che si propaga attraverso la materia (aria): energia e materia sono il pane quotidiano degli scienziati. I suoni, dunque, uno dietro l’altro, sono una sorta di vento che pulsa, aria in movimento ritmico, che a ondate si muove dallo strumento che li produce al nostro orecchio che li trasmette al cervello il quale li decodifica, producendo piacevoli sensazioni.

Ecco dunque che la musica è molto legata alla scienza e anche alla matematica. Le onde sonore che fanno vibrare l’aria durano infatti un certo tempo, alcune di più, altre di meno e questa durata è regolata da numeri interi e frazioni, la durata delle note».

Ci spieghi meglio.

Questa aria che vibra, ora con onde più fitte ora con onde più rade, e poi queste note che a volte durano tanto e a volte invece corrono veloci, questo susseguirsi appunto di suoni è la melodia. Quella che nel Boléro inizia a esporre il flauto ossia una fantastica miscela fisico-matematica».

Perché ha scelto il Boléro?

Innanzi tutto perché è bello, famoso e popolare.

Secondo, perché tutti gli strumenti sono chiamati alla ribalta uno per uno come fossero personaggi di una storia e io li introduco spiegando i misteri che stanno dietro alla produzione del suono in ognuno di essi. Inoltre la struttura del brano è semplice: ritmo incessante, con un crescendo eccitante.

Si parte dalla pura quantità dei colpi sordi del tamburo rullante e si passa poi alle qualità dei vari strumenti per tornare poi alla pura quantità del fragore finale di tutta l’orchestra in cui la qualità degli strumenti non si percepisce più perché suonano tutti insieme. Ma qualità e quantità non sono gli ingredienti della scienza?

Il Boléro, poi, è anche metafora della nostra esistenza: opposizioni e contrasti, dialogo e seduzione, amore e disillusione, qualità e quantità, eventi attesi e sorprese. Insomma il nostro modo di evolvere nel tempo, come nel Boléro, nell’alternanza del pieno - la musica - e del vuoto - le pause. Sì, perché le pause, i silenzi sono anch’essi musica; come diceva il grande mimo Marcel Marceau, “la musica è fatta in silenzio ma nel silenzio c’è tanta musica...”».

Al termine di questa favola narrata, vista e suonata dal vivo, l’orchestra esegue per intero il Boléro ricomponendo, in questa seconda esecuzione senza interruzioni, il puzzle smontato dal favolista, facendo godere allo spettatore la bellezza della musica per apprezzare la quale, come suggerisce Joyce, “bisogna sentirla due volte”.

Info: Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti

 Sempre sabato 1° marzo, alle ore 21, e domenica 2 marzo alla stessa ora nella medesima Sala del Buonumore, si svolgerà il tradizionale “Concerto di Carnevale” del Conservatorio che oltre al Boléro di Ravel eseguirà la Sinfonia di George Bizet e il Prélude à l’après-midi d’un faune di Claude Débussy

Nella foto in alto l'intervistato LuigI Dei. Nella foto di metà articolo Maurice Ravel.