Intervista a Luca Gatteschi, esperto in birra e distillati

Scritto da Leonardo Romanelli |    Settembre 2004    |    Pag.

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Tra pils ed ale 2
A prima vista, difficile pensarlo
quale esperto di birra e distillati. Luca Gatteschi, poco più che quarantenne, ha un curriculum di tutto rispetto come medico sportivo. Segue la nazionale femminile di calcio, l'Aglianese ed atleti di altri sport.
Avendo lui stesso un passato da atleta, ed un presente di sportivo praticante, è possibile incontrarlo la mattina presto o all'ora di pranzo, a Firenze, a correre sul viale dei Colli, o sfrecciare in bicicletta vicino al centro tecnico di Coverciano.
Ma lo si vede anche in televisione, a spiegare la differenza tra una birra del tipo "pils" ed una "ale", o la sera a tenere lezione, nei corsi organizzati da Slow Food sulla conoscenza della birra e dei distillati.

«La passione devo dire c'è sempre stata - confessa Gatteschi -. Nei miei viaggi in Inghilterra o in Belgio buona parte del tempo era impiegata a scoprire birre che non venivano importate in Italia, capirne le differenze di lavorazione, gli abbinamenti possibili con il cibo».
Una passione che lo porta a saperne di più, da vero autodidatta, formatosi con prove sul campo e buone letture.
«La prima volta che feci una lezione sulla birra fu grazie ad un gruppo di amici, che aveva fondato il "Club del buongustaio" a Firenze. Nella sala di una parrocchia riuscimmo a tenere sedute trenta persone, discettando e bevendo birre provenienti da varie parti d'Europa. Da lì compresi che la mia passione poteva diventare qualcosa di più che un semplice passatempo».
Cominciano allora i confronti con altri esperti di birra presenti in Italia, le degustazioni mirate, la compilazione di schede tecniche che lo portano ad essere uno degli autori dell'Almanacco del bere bene birra, del Gambero Rosso editore.

Tra pils ed ale
«Ho sempre viaggiato molto
per lavoro - ammette Gatteschi - ma iniziai a farlo sempre di più, grazie anche a questa nuova professione. Mi ricordo una splendida serata al consolato inglese di Napoli, ma anche le numerose lezioni fatte dopo cena nei paesi più sperduti, dove si respirava la vera passione dei partecipanti».
Quasi una missione, insomma, per far capire alle persone che a tavola la scelta può essere fatta non solo tra vini diversi ma anche tra birre differenti.
«Si tratta di una vera e propria opera educativa, che inizia spiegando dapprima la lavorazione della birra, per poi addentrarsi nelle differenze che esistono nei vari paesi produttori, il tipo di ingredienti impiegato, la maniera giusta di servirla».
Tanti piccoli particolari, insomma, che fanno capire come la birra alla spina che beviamo in pizzeria rappresenti spesso un anello debole della catena che prevede invece infinite varietà, ognuna delle quali entusiasmanti.
«E' quasi impossibile - spiega Luca - riassumere in breve le tipologie esistenti sul mercato. Ci sono le bionde, le scure e le rosse. E poi, quelle aromatizzate alla frutta, altre di incredibile contenuto alcolico, ed anche quelle prodotte solo in certi periodi dell'anno».

Insomma, vale la pena di seguire uno dei corsi per capirne di più. Ma la sua competenza non si limita al bere, è anche un eccellente gastronomo.
«Grazie a mia sorella, veramente brava in cucina, sono riuscito ad elaborare una serie di ricette che hanno quale elemento fondamentale la birra», conferma il birrologo. Ed ecco nascere il cheese-cake con la Guinness, la zuppa di farro ed orzo bagnata con la birra chiara, lo stracotto di manzo cotto nella birra scura, senza dimenticare la crema di formaggio per antipasto.
Solo alcuni esempi, ma gli esperimenti sono tanti. «L'idea di fare un libro sulla birra che comprenda anche ricette ce l'ho da tanto - confessa Gatteschi -. L'unica cosa che manca è il tempo, ma è un obiettivo che prima o poi riuscirò a realizzare!».

Stracotto alla birra

Per 6 persone
Ingredienti: 900 gr. muscolo di manzo, 1 cipolla rossa, 1 carota piccola, 1 costola di sedano, 3 spicchi di aglio, 2 foglie di alloro, 0,75 cl. birra scura, 150 gr. burro, sale e pepe

Salare e pepare la carne, legarla e metterla a rosolare con il burro e l'alloro in una casseruola. Tritare gli odori, togliere la carne e far rosolare il trito.
Cuocere per circa mezz'ora, poi aggiungere di nuovo la carne, bagnare con la birra e continuare la cottura per un'ora e mezzo.
A fine cottura affettare la carne e servirla con il fondo di cottura passata al passaverdura.

A Carrara, fino all'11 settembre, September Fest, festa della birra in puro stile tedesco. Info: tel. 0585787963, www.carrarafiere.com

A Montespertoli (FI), Festa della birra in gemellaggio con la cittadina tedesca di Neustadt, l'11 e 12 settembre. Info: tel. 0571657579