Piazza del Duomo e della Cisterna

Scritto da Pier Francesco Listri |    Aprile 2003    |    Pag.

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

Tra case e chiese 3
Non s'ascolta più
, giungendo a San Gimignano, fra il persistente suono delle campane e il gracchiare delle cornacchie sulle torri, l'eco bellicosa delle insonni e lunghe guerre fra famiglie guelfe e ghibelline che ne segnarono la storia. Torri costruite, torri capitozzate o bruciate e abbattute, paci provvisorie (che prevedevano fra le famiglie avverse curiosi impegni come vestire per anni di nero o lasciarsi crescere la barba). Al colmo della sua gloria, San Gimignano - costruita lungo l'asse della via Francigena - di torri ne contava settantadue; ne restano oggi soltanto quindici, dominate dalla cosiddetta Rognosa, la più antica e la più alta, e nessun'altra per legge poté mai superare i suoi cinquanta metri d'altezza.

L'aria di questa città (la terza per turismo, dopo Firenze e Siena), costruita su un antico dosso etrusco alto trecento metri, è fatta di storia,
Tra case e chiese 6
di spazi angusti, di vita fervidissima. I suoi colori sono il rossastro scuro monocromo e onnipresente del cotto di case e palazzi, il verde della campagna, gli spazi azzurri del cielo contro cui si staglia la turrita civitas. Il profumo, nelle stagioni più felici, è quello della Vernaccia, il gran vino sangimignanese noto nel mondo, e delle violette, quando, il 12 di marzo, per la festa della patrona Santa Fina, vengono distribuite a cittadini e fedeli.
Poi si giunge al cuore della città. Lo incarnano due piazze complementari fra loro: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Viste dall'alto rappresentano quasi due triangoli (ma la Collegiata è in realtà trapezoidale). Piazza del Duomo, è da sempre il centro della vita politica e religiosa; piazza della Cisterna è invece l'antico centro dei mercati e della festa. In quest'ultima soprattutto a noi piace sostare. Essa è racchiusa fra le abitazioni delle antiche famiglie del luogo come gli Ardinghelli, la torre dei Becci, il palazzo Cortesi. Questi edifici, di grande e massiccia bellezza, decidono e ritagliano l'inconsueto spazio triangolare della piazza, dal bel pavimento, segnata a uno dei vertici dalla presenza della vaghissima "Cisterna" duecentesca, la cui forma ottagonale contrasta elegantemente con la geometria della piazza.

Tra case e chiese
Fra gli estremi possibili
della forma ideale della piazza - quella solenne e smisurata ad esempio del Mercatale di Prato, e quella minuscola delle piazze di Pienza o di Lucignano - San Gimignano sposa questo secondo partito: una piazza che protegge, con poco cielo e tante mura, una piazza che è quasi una sala, il salotto della città.
Più celebri i monumenti della contigua piazza della Collegiata. Qui spicca la Cattedrale, cioè la Collegiata, che fu un'antica pieve. Detta di Santa Maria Assunta (la dedicazione mariana è frequentissima in Toscana), fu eretta nel 1148. Cedette nel tempo l'antica forma basilicale e fu nel Rinascimento riattata su disegno di Giuliano da Maiano. L'antica facciata dugentesca è curiosamente priva del portale principale, sostituito da due meno solenni ingressi, uno a ciascun lato della facciata. All'interno, quattrocentesca è la celebratissima cappella di Santa Fina - dedicata alla appena quindicenne santa cristiana, oggi patrona della città - e affrescata dal Ghirlandaio. Nella piazza sorge il Palazzo antico del Podestà, corredato della torre Rognosa e ricco di un teatrino settecentesco, opera degli accademici detti Leggeri. Vicino, il cosiddetto Palazzo nuovo del Podestà, a quattro piani, sorto alla fine del tredicesimo secolo per mano - si volle ma i documenti non lo provano - di Arnolfo di Cambio (l'edificio fra l'altro è di forte stile senese).

Bello è, ma di rado possibile, salire su una delle torri sangimignanesi. Piace ricordare, quanto alla loro abitabilità, che al pian terreno era situata la bottega, al piano nobile i salotti del proprietario, ancora più su le camere e in cima erano sistemati i domestici, mentre ballatoi e scale collegavano i vari piani. Chi vi giunge in vetta misura con quale felice compasso l'antico borgo fu situato in terra toscana: di qua prossima Siena, di là Volterra etrusca delle crete, più lontana Firenze, che fu forse madre a questa città, ma non maestra.

Tra case e chiese 5
Tornano in mente i cognomi
qui familiari delle grandi famiglie che si incrociavano, spesso non amichevolmente, nelle due anguste bellissime piazze: gli Ardinghelli, i Pellari, i Salvucci, i Maugeri, i Becci, i Nottolini, i Cugnanesi. Di quelle guerre nulla rimane nella vita festosa e alacre di oggi. Sulla gran via che corre fra Porta San Giovanni e Porta San Matteo, fondaci, botteghe e boutique dicono ancora dell'antica sapienza artigiana: ferro battuto, paglia, molte maioliche, e soprattutto quei grandi vini di qui, Vernaccia in primis, che oggi stanno sulle tavole più esigenti di tante nazioni.
Tra case e chiese 4