L’inaugurazione del nuovo porto a Boccadarno. Porterà “barche”, turismo e indotto

Scritto da Andrea Marchetti |    Maggio 2013    |    Pag. 9

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Qualche marinese si è commosso quando, zampillando, l’acqua ha iniziato a riempire il bacino del nuovo porto turistico di Marina di Pisa, accompagnata dal suono della sirena della Cmasa, la fabbrica di Boccadarno che, fino agli anni ’80, scandiva le giornate di tanti marinesi.

Era sabato 16 febbraio, infatti, complice un bel sole, quando in moltissimi hanno riempito la passeggiata panoramica del molo nord, che può ospitare duemila persone, per assistere ad un evento storico per il litorale pisano.

Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi ed il governatore della Toscana Enrico Rossi hanno aperto la valvola di cantiere, così il bacino del porto ha iniziato a riempirsi d’acqua, anche se l’inaugurazione ufficiale è a maggio, quando entreranno le prime barche che, ai marinesi più anziani, ricorderanno “i bei tempi andati”, quelli di una Marina di Pisa legata al mare, sebbene alla pesca più che al turismo.

Alcuni di loro, rientrando dopo la cerimonia di allagamento parlavano, infatti, delle barche che, alle cinque e mezzo del pomeriggio, scaricavano quintali di pescato ai pontili delle spiaggine, a Boccadarno, e di chi, invece, si arrangiava con reti di fortuna: la “mazzacchera” o la “ripaiola” per le cèe, cioè le ceche, i piccoli di anguilla. A Marina, infatti, c’erano i pescatori del posto e quelli venuti da Pozzuoli, dalla Sicilia, da San Benedetto del Tronto e da Cesenatico.

Marina di pisa boccadarno tra arno e mare articolo informatore unicoop firenze 2Con il nuovo porto ci si aspetta di veder arrivare le persone, ad esempio, dalla Germania o dall’Inghilterra: turisti per prenotare un posto barca o gli appartamenti in fase di costruzione. Il porto, nelle intenzioni del Comune e degli investitori, sarà il fiore all’occhiello, il motore di sviluppo del litorale pisano, in grado di attrarre turismo e portare lavoro grazie alla sua collocazione felice: tra Arno e mare, vicino a Pisa, a San Rossore e alle vie di comunicazione per raggiungere anche le altre città turistiche della Toscana.

Pronti per il mare

Al momento sono 100 (su 360) i posti barca prenotati e sono in corso ulteriori contatti. L’acqua di falda immessa a febbraio riempirà gradualmente il bacino e, quando avrà raggiunto il livello adeguato, sarà possibile rompere l’ultimo diaframma e far entrare il mare.

«Saremo pronti prima di quest’estate -, ha detto Stefano Bottai di Boccadarno Spa, l’impresa che ha diretto le operazioni di costruzione del porto, iniziate a maggio 2010 -. Per Pisa è un importante riqualificazione ambientale - ha aggiunto -.

Con la bonifica di 400.000 metri cubi di terra e 210.000 mq di superficie, un investimento di 15 milioni più 5 per la demolizione della fabbrica». Alla Cmasa, poi Motofides-Fiat, si costruivano idrovolanti e, dopo la guerra, automobili. «Questa è un’opera importante per tutta la Toscana, un motore di sviluppo -ha detto Rossi -, dove si coniuga ambiente, turismo e attività produttiva della nautica».

«Con la crisi, siamo andati controcorrente - ha detto il sindaco Filippeschi, che ha aggiunto -: in questi investimenti, costati ai privati circa 100 milioni di euro, bisogna crederci: noi li abbiamo fatti e oggi vediamo i primi importanti risultati dimostrando di essere una città che sa progettare il suo futuro e attrarre capitali».

Boccadarno tra arno e mare articolo informatore unicoop firenze maggio 2013. 3A regime il porto impiegherà 50 persone tra ormeggiatori, addetti alla sicurezza e responsabili di servizi vari. A ciò si aggiunge l’indotto nautico (riparazioni e manutenzioni) e quello turistico (alberghi, ristoranti, bar, commercio) per una stima totale di 100 lavoratori.

Il porto, dunque, non è destinato solo a turisti facoltosi con yacht, ma anche ai marinesi e a tutti quelli che amano godersi gli scorci e i colori che solo il mare regala: Marina di Pisa ha recuperato il suo Belvedere, grazie alla pista ciclabile che, in futuro, dovrebbe arrivare fino a Pisa e, soprattutto, grazie alla passeggiata panoramica del molo nord che costeggia la foce dell’Arno addentrandosi in mare per 450 metri, dando quasi l’impressione di poter toccare le Alpi Apuane e i retoni sospesi sugli scogli, tra Arno e mare.