Cresce il popolo dei ciclisti e la voglia di bicicletta. Piste ciclabili: quelle già realizzate e i progetti

Scritto da Giulia Caruso |    Aprile 2008    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

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Via dalla pazza folla. Via dall'inquinamento, dagli ingorghi e dallo stress, potenti nemici della nostra salute. E dal momento che il prezzo del carburante continua inesorabilmente a salire, non ci resta che inforcare una buona bicicletta e pedalare verso una migliore qualità della vita. Per i ciclisti esperti, non c'è che l'imbarazzo della scelta tra pievi e castelli, colline e montagne, percorsi vecchi e nuovi, vie impervie, magari conosciute solo da ciclisti e cicloamatori. Ma sono pochi i ciclisti in grado di affrontare salite, dislivelli, strade strette, traffico veloce, soprattutto se vogliono fare un giro in bicicletta in tranquillità con la famiglia, magari con bambini e con persone un po' anziane.
In una regione dalle solide tradizioni ciclistiche come la Toscana, le piste ciclabili, riservate solo ai ciclisti in luoghi ameni e con percorsi confortevoli, dentro e fuori dai grandi centri urbani sono ancora piuttosto rare.
Per non parlare poi dei percorsi cittadini che devono fare i conti in maniera, a volte drammatica, con una viabilità afflitta da problemi di traffico dalle proporzioni gigantesche.

«Gli spostamenti quotidiani in bicicletta in Toscana sono circa un milione ma potrebbero essere anche il doppio - sostiene Sergio Signanini della Fiab Toscana, l'associazione ambientalista che maggiormente rappresenta e si occupa della mobilità in bicicletta . Più di un toscano su tre, e quindi più di 1 milione e 300mila persone, usa la bicicletta almeno una volta alla settimana». Oltre 500mila toscani infine, come risulta da dati forniti dalla Regione, usano la bicicletta tutti i giorni per recarsi a scuola, al lavoro, a fare la spesa o per gli spostamenti legati al tempo libero e alla gestione di questioni familiari. Cifre alla mano, a Pisa il 14,1% dei pendolari usa la bicicletta, e anche in altre città (Viareggio, Lucca, Grosseto, Livorno, Pontedera ed Empoli) si supera il 5% di tragitti casa-scuola e casa-lavoro effettuati in bicicletta.
La bici può dunque essere, come dimostra l'esperienza di molti paesi europei, una componente fondamentale della mobilità a fini turistici e ricreativi ma purtroppo l'Italia, uno dei maggiori produttori di biciclette in Europa, non possiede una politica organica per lo sviluppo del turismo in bici che tra l'altro è molto praticato dagli stranieri, tedeschi e scandinavi in testa.
Sul fronte della ciclabilità urbana stanno cominciando a muoversi alcuni Comuni. A Firenze, per esempio, il Piano quinquennale delle piste ciclabili, presentato nel 2005 dall'assessore all'ambiente Del Lungo, ha iniziato ad occuparsi in maniera organica della mobilità ciclistica, realizzando alcuni interventi significativi quali la costruzione del tunnel ciclabile all'interno del sottopasso ferroviario tra viale Strozzi e viale Belfiore e l'adozione delle nuove rastrelliere "modello Firenze", realizzate dalla Sas per conto del Comune, che offrono la possibilità di legare sia le ruote che il telaio della bicicletta, come richiesto dalle associazioni dei ciclisti per combattere il fenomeno molto diffuso dei furti.

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I grandi itinerari
«Il tema della mobilità sostenibile, di cui l'uso della bici è il punto cardine, non è, nonostante i problemi energetici, di inquinamento, di salute e di solidarietà sociale, ancora sufficientemente presente sul tavolo delle amministrazioni locali e della Regione - afferma ancora Sergio Signanini -. Eppure la bicicletta non consuma energie non rinnovabili, non inquina, migliora le condizioni di salute ed è democratica, in quanto può essere usato da tutti e quindi è un mezzo di trasporto "sostenibile", come si dice ora».
La Regione, a seguito della legge 366/98, ha finanziato alcuni interventi per la creazione di itinerari ciclabili, soprattutto urbani. Fuori dalle città è da segnalare la ciclopista sulle rive dell'Arno, un progetto da tempo al centro dell'attenzione, che ha una forte validità turistica ed economica. È in via di attuazione su alcuni tratti, con la realizzazione di una pista ciclabile in sede propria, dalla sorgente fino alla foce. Un percorso che si sviluppa per oltre 230 km e che interessa le province di Arezzo, Firenze, Pisa, e in piccola parte Prato, e 48 Comuni.

Su questo argomento Sergio Signanini si infervora. «Firenze e Pisa sono fra le principali città turistiche e d'arte toscane, sedi di aeroporti, ricche di arte, storia e cultura, che attirano milioni di turisti. Potrebbero catalizzare, su un percorso ciclabile di circa 100 km, un numero non trascurabile di utenti. Lungo l'Arno ci sono molte stazioni ferroviarie vicine che possono consentire un facile trasbordo tra pista ciclabile e ferrovia. La presenza di risorse ambientali e ricreative lungo tutto il percorso è notevole ed evidente, a partire dalle sorgenti fino a Ponte a Buriano, e poi il Parco delle Cascine di Firenze, l'area delle Piagge a Pisa, il parco dei Renai a Signa, il lago di Roffia a San Miniato. Nelle vicinanze dell'Arno ci sono molti luoghi storici ed artistici facilmente accessibili dal percorso ciclabile».
Gli altri progetti strategici per la rete dei grandi itinerari, che si collegano alla ciclopista dell'Arno, sono la ciclopista della Costa e la ciclopista della Via Francigena, sul tracciato di una delle antiche vie percorse dai pellegrini, un itinerario di grandissimo valore storico e di grande bellezza paesaggistica. Entrambe hanno una valenza internazionale in quanto riprendono l'una un percorso che corre lungo tutta la costa del mediterraneo occidentale, dalla Spagna, alla Francia e all'Italia e l'altra l'itinerario che dalla Francia (e dall'Inghilterra) conduceva a Roma.



Fiab Toscana è il coordinamento di nove associazioni degli amici della bicicletta presenti a Firenze, Empoli, Arezzo, Livorno, Prato, Grosseto, Siena, Pisa e Massa Carrara. Info: www.fiabtoscana.it