Due nuovi musei ogni mese. La riscoperta della storia delle comunità

Scritto da Francesca Magnelli |    Aprile 2004    |    Pag.

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Entrare nelle stanze della dimora fiorentina
dove Elizabeth Browning, poetessa già affermata, e suo marito Robert, sposi clandestini nel 1847, si amarono segretamente per sfuggire all'opposizione del padre di lei. Oppure arrivare fino a Volterra per visitare Palazzo Incontri Viti, una delle più sontuose dimore private italiane aperte al pubblico. O ancora dirigersi verso Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa, per vedere la casa dove visse dal 1856 al 1858 il poeta e premio Nobel per la letteratura Giosuè Carducci.

Sono solo tre delle tante case-museo sparse su tutto il territorio toscano. Un patrimonio immenso, censito solo in parte dall'ente nazionale Giovanni Boccaccio per conto della Regione Toscana. Ne è nato un primo elenco, disponibile on line sul sito www.cultura.toscana.it/musei/ (cliccare su "case della memoria"), di 54 case, tutte visitabili, dove personaggi illustri hanno trascorso buona parte o momenti particolari della loro vita. Si va da abitazioni molto conosciute, come la casa Buonarroti di Firenze, ad altre più nascoste come la casa di Pascoli a Barga; da personaggi più lontani, come Giotto e Boccaccio, a personaggi più vicini, come Rodolfo Siviero.

Un legame, quello tra la Toscana e il suo più o meno recente passato, che caratterizza fortemente l'attività culturale della regione. Un dato per tutti: ogni mese in Toscana si aprono due nuovi musei. «Una media da record», sottolinea Mariella Zoppi, chiamata a inaugurarli nella sua veste di assessore regionale alla cultura.
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Perché questo boom di spazi museali? C'è forse una ragione, per così dire, "turistica"?

Non si tratta di un espediente per attrarre più turisti. La spinta arriva dalle comunità locali, che sentono forte il bisogno di ritrovare e consacrare le proprie origini. Un sentimento di appartenenza alla collettività, che si manifesta in maniera molto evidente proprio alle inaugurazioni. Sono delle vere e proprie feste di paese alle quali partecipano tutti, per la voglia di stare insieme facendo, guardando e parlando di cose interessanti.

Centinaia di musei: ma meritano tutti una visita?
Le dirò: ho visto musei piccoli, ma mai brutti musei. Ognuno ha il suo pezzo eccezionale, quello che da solo vale una visita.

Avete lavorato molto anche su un altro settore importante, le biblioteche...
E' un progetto che ho trovato già iniziato e che ho continuato, con il preziosissimo aiuto dei miei collaboratori. Adesso abbiamo oltre quattrocento biblioteche toscane collegate in rete tra loro. Questo vuol dire poter accedere al prestito a distanza e ad altri servizi 24 ore al giorno, tutti i giorni della settimana. Basta collegarsi al sito www.cultura.toscana.it , consultare il catalogo virtuale, compilare un modulo e attendere la risposta, che arriverà via e-mail entro due giorni lavorativi.

Guardiamo al futuro: quali sono le scommesse che la Toscana , da un punto di vista culturale, deve ancora vincere?
Come tutte le realtà dal glorioso ma ingombrante passato, la Toscana è rimasta un po' indietro sull'arte contemporanea. Eppure ha delle grandi potenzialità anche in questo campo, molti artisti italiani e stranieri vivono in Toscana. Ma le sue radici sono talmente forti che tendono a soffocare questo desiderio di nuovo e alla fine le grandi mostre, per altro bellissime, sono quelle su Duccio e Botticelli, artisti che la gente è in grado di apprezzare e di capire. E' anche un problema di risorse: abbiamo dovuto fare delle scelte, e l'arte contemporanea è stata senza dubbio penalizzata.

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Altri progetti?
Si parla molto di interculturalità. Ma anche in questo caso i progetti stentano un po' a decollare. Abbiamo fatto un grosso lavoro rispetto alla conoscenza e alla discussione sulle diversità, siamo riusciti a far acquistare alle biblioteche pubbliche giornali in varie lingue, a fare dei corsi di italiano, dei corsi di cucina in cui tutti imparano le cucine degli altri e molto altro ancora, attraverso il nostro progetto "Portofranco". Però le esperienze di integrazione vera, nella vita quotidiana, sono ancora poche. Forse è anche un problema di collaborazione tra enti locali, nel senso che sul tema dell'immigrazione tutti lavorano bene e con grande entusiasmo, ma alla fine un vero confronto non c'è.

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L'APPUNTAMENTO
Visite di primavera

Giardini e ville di Toscana, normalmente non visitabili, eccezionalmente aperti al pubblico negli ultimi due fine settimana di maggio (20-21 e 27-28 maggio). Ingresso libero e visite guidate gratuite a parchi, giardini storici, ville, musei e palazzi. L'elenco è disponibile sul sito della Regione Toscana.

Segnaliamo inoltre due pubblicazioni, nate dalla collaborazione tra Regione e Touring club italiano, su "Giardini e ville di Toscana" e "I musei della Toscana". Per richiederli: toscanamusei@mail.regione.toscana.it

www.cultura.toscana.it è il sito dell'assessorato alla cultura della Regione Toscana, ricco di informazioni e completamente rinnovato