"Diavoli, santi e bona gente": nel nuovo libro di Riccardo Gatteschi curiosità, leggende e racconti inediti

Scritto da Silvia Gigli |    Ottobre 2002    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Toscana arcana
A cavallo della sua Ducati rosso fuoco ha setacciato la Toscana alla ricerca di storie inedite, curiosità, leggende e aneddoti pittoreschi. Lo ha fatto con il gusto della scoperta che da più di trent'anni anima la sua passione per la Toscana. Riccardo Gatteschi sorride e racconta: ´E' vero, il mio primo libro sulla nostra regione è del 1971 ('Toscana in festa', ndr) e da allora ho continuato a fare tanto lavoro di ricerca. Ma si è sempre trattato di un tipo di indagine molto particolare, fatto sulla moto piuttosto che sui libri'. CosÏ, dopo aver percorso migliaia di chilometri alla ricerca di centinaia di storie inedite sulla Toscana, che alla fine di questo mese saranno pubblicate nel volume 'Diavoli, santi e bona gente', Gatteschi ne ha fatti altrettanti per scattare le foto che arricchiscono il suo volume.
´Ormai non c'è angolo di Toscana che mi sia sconosciuto - racconta -, però di storie nuove se ne trova sempre una, anche quando sembra che tutto sia già stato detto'.

Toscana arcana 2
Giornalista, esperto di tradizioni popolari, Riccardo Gatteschi ha esordito nell'editoria negli anni Sessanta con due biografie, una dedicata a Baccio da Montelupo e l'altra a suo figlio Raffaello da Montelupo. E' iniziata cosÏ la passione per la storia e le tradizioni popolari toscane. Quasi un'intossicazione, visto che nel giro di pochissimi anni Gatteschi ha dato alle stampe qualcosa come sei libri. Poi uno stop lungo dieci anni. ´Ho smesso di scrivere per dedicarmi all'agricoltura e alla famiglia. E, fatto curioso, contemporaneamente ho smesso anche di andare in moto. Poi, dopo dieci anni esatti, la voglia di scrivere è tornata e mi sono rimesso a cavalcioni di una motocicletta'. Sono nati cosÏ i libri sulle 'Dame di Toscana' e sulle 'Feste in Toscana'. In tutto, fino ad oggi, Gatteschi ha scritto una dozzina di volumi sulla storia della regione.
´Ci sono tanti lavori dedicati alla Toscana e alle sue tradizioni - dice -. Giorgio Batini, per esempio, ne ha scritto più di tutti. Un lavoro omogeneo però non c'è e molte storie interessanti si trovano solo in piccole pubblicazioni locali. Eppure la Toscana è un pozzo senza fine di storie da raccontare. Quello che ho scritto in questo libro è solo una piccolissima parte di ciò che ho raccolto'.

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Le storie raccontate da Riccardo Gatteschi in 'Diavoli, santi e bona gente' sono in tutto ottantacinque, divise in dieci capitoli, tanti quante sono le province della Toscana. In più di un anno di lavoro, leggendo fiumi di pubblicazioni, piombando a cavallo della moto in città e paesini sperduti, interrogando parroci, medici condotti e farmacisti in pensione, Gatteschi ha portato a casa un discreto bottino. Che adesso divide con noi. Storie di streghe in Maremma e di 'linchetti' (folletti, spiritelli maligni) in Lucchesia, epigrafi che si leggono allo stesso modo da destra a sinistra e dall'alto in basso (a Campiglia Marittima), la tragica fine delle spoglie di San Mamiliano conteso fra l'Isola del Giglio e Montecristo, l'incredibile storia del Ponte del diavolo di Ponte a Mozzano. Alcune fra le più curiose ce le anticipa con un certo divertimento. ´Beh, c'è la storia del crocifisso di Monte Castello, una villa di Montespertoli che nel Seicento apparteneva ai Frescobaldi. Pare che proprio lÏ, in quegli anni, uno dei Frescobaldi organizzasse un ballo 'angelico' (gli invitati, in pratica, erano tutti nudi) al quale parteciparono i nomi più in vista dell'aristocrazia fiorentina. Fu allora, nel pieno delle danze, che il povero crocifisso non ce la fece più e reclinò il capo. Qualche tempo dopo, la notizia del ballo blasfemo arrivò alle orecchie del Papa che scomunicò l'ardimentoso Frescobaldi. Decise poi di togliergli la scomunica solo se avesse costruito quaranta chiese per penitenza. Adesso il crocifisso si trova a Pontassieve, io l'ho visto e ho potuto ricostruire la storia di quel ballo'.

Ancora più bella e affascinante è l'incredibile vicenda degli affreschi 'erotici' della fontana di Massa Marittima, che sono recentemente affiorati dopo secoli di pudiche coperture e di oblio gettando una luce inedita sull'arte sacra e civile della metà del Duecento. ´Ho cercato di raccontare, in maniera accattivante, una serie di episodi leggendari, mitologici, straordinari della Toscana - conclude Gatteschi -. Si tratta perlopiù di storie inedite o di fatti di cui si sa poco'. E di quelli ancora sconosciuti si saprà presto. Gatteschi, infatti, ha già inforcato la sua moto.

Riccardo Gatteschi
Diavoli, santi e bona gente
Ed. Centro editoriale toscano
Firenze, 2002

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