Il Centro Lipu di Villa Borghese, a Roma, dove ogni anno vengono curati oltre 5 mila animali

Scritto da Silvia Amodio |    Febbraio 2008    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

tornare a volare_03
All'interno del bellissimo parco di Villa Borghese, a Roma, si trova uno dei centri della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) attivo, grazie all'Ufficio Diritti animali del Comune, dal 1997. Il centro è gestito da Francesca Manzia, Chiara Perversi e Andrea Colacicchi, intorno ai quali ruotano numerosi volontari che operano solo dopo un accurato periodo di formazione.
Nel giro di pochi anni la struttura è diventata un importante punto di riferimento a livello nazionale per la salvaguardia della natura e il recupero della fauna selvatica. Ogni anno vengono ospitati oltre 5000 animali di ogni specie: gufi, allocchi, pipistrelli, gheppi, gabbiani ma anche tartarughe, ricci e altri mammiferi. Personale specializzato si prende cura 365 giorni all'anno degli animali rinvenuti, garantendo a ciascuno di loro un percorso riabilitativo "personalizzato", che può durare anche mesi. Gli animali completamente ristabiliti vengono restituiti al loro ambiente, ad una vita libera. Il rilascio è un momento toccante. Proprio per non privare nessuno di questa emozione il centro ha regolato due diverse liberazioni: una pubblica, aperta a tutti, e una tecnica, riservata solo a personale preparato, che riguarda le specie più sensibili.

tornare a volare_02
Primi passi

Spesso, anche se in buona fede, cediamo alla tentazione di raccogliere un uccellino appena caduto dal nido o un cerbiatto accovacciato nell'erba, apparentemente abbandonato dalla mamma. Ma dobbiamo sempre ricordare che gli animali selvatici vivono bene nel loro ambiente e che è proibito dalla legge tenerli a casa. Molti uccelli, in primavera o in estate, lasciano il nido prima di essere completamente svezzati, continuando a ricevere le attenzioni dei genitori a distanza. Così spesso ci imbattiamo in merli, passeri, gabbiani, corvi (pensando di trovarci di fronte ad orfani bisognosi) che in realtà stanno muovendo i primi passi nel mondo sotto l'occhio vigile dei genitori. In questi casi non bisogna raccoglierli ma lasciarli dove sono. Altro discorso invece per rondini, rondoni e affini che lasciano il nido solo quando sono completamente svezzati. Con tutta probabilità, in questi casi, se il piccolo si trova a terra è in difficoltà, e ha bisogno di essere aiutato.
Le cause dei ricoveri al centro sono molto varie: oltre ai nidiacei nel periodo estivo arrivano animali con ferite d'arma da fuoco, fratture, sintomi di avvelenamento e intossicazione. La quantità e la varietà di specie che ruotano intorno al centro offrono interessanti spunti per ricerche scientifiche, seguite da Università ed enti di ricerca, finalizzate ad approfondire le conoscenze biologiche ed ecologiche della fauna presente sul nostro territorio.

tornare a volare_01
Lieto fine
Le storie di alcuni animali, tra le migliaia che sono passati dal centro, sono davvero singolari. Il 29 ottobre del 2006 è stato ricoverato un lupo (Canis lupus), un maschio adulto, rimasto intrappolato in un laccio per cinghiali posizionato da un bracconiere. Il Corpo Forestale dello Stato, dopo giorni che l'animale vagava stremato da una grave infezione, l'ha catturato e portato al centro dove la situazione si è presentata subito molto grave. Dopo un'operazione e alcuni giorni di degenza è stato trasferito in un centro di recupero della fauna selvatica in Abruzzo, gestito dal Corpo Forestale dello Stato. Qui l'animale ha seguito il delicato percorso di riabilitazione fino a quando, nel dicembre del 2006, è stato liberato dove era stato trovato, nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, munito di radiocollare satellitare Gsm per poterlo seguire. La reintroduzione ha funzionato con successo, il lupo fino ad oggi ha coperto centinaia di chilometri e verosimilmente si è unito ad un branco.
Tutt'altra storia invece quella di Wanda, una cornacchia grigia, eletta all'unanimità "segretaria" e mascotte del centro. Affetta da rachitismo perché nutrita esclusivamente con colomba pasquale dalla signora che l'aveva trovata, è totalmente irrecuperabile, i suoi spostamenti sono limitati a piccoli saltelli. Wanda è davvero molto simpatica, ha un bel caratterino e non ha pudore a mostrare esplicitamente chi le va a genio e chi no. È molto abitudinaria: durante il giorno girella indisturbata nel parco e si presenta alla porta dell'ufficio verso sera, dove ritrova la sua cuccia e tutti i suoi giocattoli.
Infine la commovente storia di Mimì e Cocò, due anatre arrivate al centro in momenti diversi, entrambe provate dalla dura esistenza su questo mondo. Lui fratturato in vari punti, lei completamente cieca. Da quando si sono incontrati al centro hanno fatto coppia fissa, diventando inseparabili. Lui, acciaccato ma vedente, guida lei ovunque vadano, chiamandola, mostrandole il cibo e standole sempre accanto; lei lo segue fiduciosa, superando completamente il suo handicap. Davvero un bell'esempio di compassione e di sostegno reciproco. Meditate, gente, meditate...



Come aiutarli
Giornali e cibo

I successi conseguiti dal Centro recupero Lipu presso il Bioparco di Roma sono stati enormi:

circa 45.000 animali ricoverati

più di 25.000 animali riabilitati e reintrodotti in natura

oltre 40.000 consulenze telefoniche e via e-mail ai cittadini

centinaia di visite guidate a gruppi familiari e a scolaresche.

Il Centro recupero ha bisogno di giornali quotidiani, cibo per cani o gatti, cibo per uccelli, materiale di cancelleria, farmaci, materiale per pulizie. Per prendere accordi telefonare allo 063201912. Per iscriversi o effettuare una donazione ci si può recare direttamente presso il Centro recupero, oppure utilizzare il conto corrente n. 10299436, specificando nella causale "cod. 110 iscrizione alla Lipu".

Centro recupero fauna selvatica Lipu, via Aldrovandi 2, angolo viale Belle Arti: ha un ingresso indipendente ma è ancora all'interno del Bioparco, nel parco di Villa Borghese. Aperto tutti i giorni, anche festivi, dalle 9.30 alle 17.30, tel. 063201912