Inquinamento e insetticidi le hanno decimate. Le iniziative per proteggerle

Scritto da Silvia Amodio |    Luglio 2012    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.


(Foto di F. Darmanin)

Le rondini, forse perché annunciano la primavera, la stagione amata da tutti, sono animali che suscitano simpatia; nell'antica Grecia, erano considerate addirittura sacre.
Ciononostante non sempre hanno vita facile, come ci spiega Luca Puglisi, biologo e direttore del Centro ornitologico toscano, un'associazione che riunisce oltre 200 persone, tra appassionati e professionisti di ornitologia. «Da qualche anno - ci spiega Puglisi - a causa di una serie di cambiamenti che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, abbiamo registrato un calo delle popolazioni di rondini e di altri uccelli comuni legati agli ambienti rurali. Basti pensare all'intensificazione delle pratiche agricole, accompagnata dall'uso indiscriminato di insetticidi, all'inquinamento dell'aria e dell'acqua, all'espansione delle aree urbanizzate ed industriali, all'abbandono di montagne e colline un tempo coltivate».
«Il declino di questi animali - prosegue il biologo - porta con sé anche degli svantaggi diretti per noi. Queste specie, che nidificano a stretto contatto con l'uomo, catturano quotidianamente migliaia di insetti, possono arrivare a mangiarne anche seimila al giorno! Soprattutto mosche, zanzare e afidi, tutti ospiti poco graditi. La loro presenza, anche se non ce ne libera definitivamente, può fornirci un contributo significativo nel loro controllo. Infatti, le disinfestazioni con mezzi chimici alleviano il problema della presenza di questi insetti in maniera temporanea, dal momento che, adattandosi alla nuova condizione, daranno origine ad una progenie su cui le disinfestazioni successive avranno poco effetto. Ma i veleni si accumuleranno nell'ambiente con danni per molte altre specie e per la nostra stessa salute».

Rondine, rondone e balestruccio
Con il termine rondine le persone meno esperte tendono a confondere la rondine con il balestruccio e il rondone. Mentre i primi due sono dei passeriformi che appartengono alla stessa famiglia, quella degli Irundinidi, il rondone appartiene ad un'altra famiglia, quella degli Apodidi. Ad un occhio poco attento le loro forme sembrano simili, ma le loro abitudini e i loro comportamenti sono diversi.
Questi animali hanno qualità straordinarie, i rondoni, in particolare, passano quasi tutto il loro tempo in volo, non si fermano neanche la notte e si posano solo per nidificare. E sono pure longevi, possono vivere fino a 20 anni. Viaggiano velocissimi, in picchiata raggiungono i 200 km orari e per inseguire le loro prede possono raggiungere i tremila metri di altitudine. Niente male per creaturine così piccole!



Le rondini, invece riposano di notte e, alla fine dell'estate, si riuniscono anche a decine di migliaia per dormire nello stesso posto prima di affrontare la migrazione. Rondini, rondoni e balestrucci, infatti, sono uccelli migratori che ogni anno ripetono il viaggio dall'Africa all'Europa coprendo distanze anche di diecimila chilometri e ritrovando sempre il loro nido! E sono proprio i nidi di questi animali che spesso vengono distrutti perché nel periodo estivo, gli inquilini sporcano a terra con i loro escrementi. Eppure basterebbe una semplice tavoletta posta sotto il nido per risolvere il problema. Le città sono sempre più caotiche, tetti di casolari, cornicioni e grondaie dove costruire il nido in santa pace sempre più rari, anche le ristrutturazioni di vecchi casolari spesso distruggono i nidi.

Dalla loro parte
Ecco che cosa ci consiglia il nostro esperto: «Rondoni, rondini e balestrucci sono migratori e tornano da noi in primavera per nidificare, quasi sempre a stretto contatto con l'uomo. Per aiutarli in primo luogo possiamo semplicemente essere accoglienti nei loro confronti, lasciandoli insediare presso le nostre case: ad esempio le rondini fanno il nido sotto porticati o dentro stanze e rimesse poco utilizzate che comunicano con l'esterno. Lasciare una finestra aperta e tollerare il poco sporco che possono fare è un prezzo accettabile per il servizio e la compagnia che ci fanno. Rondini e balestrucci, poi, possono essere favoriti facendo trovare loro del fango con cui possano costruire il nido: è sufficiente bagnare il terreno, creando una piccola pozzanghera. Si possono installare anche delle strutture artificiali che siano poi utilizzate dai nostri amici alati per costruire il nido. Quando avranno preso l'abitudine di nidificare a casa nostra, sarà bello seguirli nell'allevamento delle loro covate e poi, alla fine dell'estate, dare loro l'arrivederci e l'in bocca al lupo per il lungo viaggio migratorio verso i quartieri di svernamento nell'Africa centrale. Ma prima dovranno mangiare migliaia di insetti ed accumulare grasso, il carburante che gli permetterà di attraversare il mar Mediterraneo e il Sahara, territori per loro ostili dove avranno pochissime opportunità di nutrirsi. E alla fine dell'inverno attenderemo con ansia il loro ritorno e... la primavera».

www.centrornitologicotoscano.org

Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici
E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.

(Lucio Dalla, 1990)

L'intervistato (nella foto in basso di M. Claudia Adam): Luca Puglisi, biologo e direttore del Centro ornitologico toscano.