Scritto da Matilde Jonas |    Novembre 2004    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in pedagogia con indirizzo psicologico, vive a Vejano (Viterbo), in piena Tuscia. Collaboratrice di numerose riviste letterarie, di quotidiani e mensili, a cui alterna l'attività di ufficio stampa per manifestazioni artistiche, ha anche pubblicato libri di poesie e narrativa (La lunga notte dei nove sentieri, Ed. Quaderni di Hellas; Tra silenzio e parole, Nardini Editore; Venerdì, MCS). Per la collana 900 di Mondadori/De Agostini ha curato le prefazioni di autori del Novecento. Direttore responsabile fino al giugno 1995 del mensile della Newton Periodici Firenze ieri, oggi, domani, ha progettato e realizzato il mensile Firenze Toscana, per il gruppo editoriale Olimpia, di cui ha assunto anche la direzione.

Torino misteriosa
Un fitto rincorrersi di colline
dalle creste affilate, incise da fasce parallele di valli strette e profonde: la vite le scala fin dove può, poi lascia la terra - strappata palmo a palmo al bosco dall'uomo delle Langhe - al trifoglio del pascolo, alla macchia cupa della vegetazione montana.
A chiudere su due lati il Piemonte l'alto muraglione delle vette alpine che spiombano senza mediazione su tratti esigui di pianura. Altrove, filari di pioppi e di gelsi delimitano la piatta scacchiera delle risaie.
Ovunque torri, fortezze, castelli, abbazie - che già richiamano un gusto d'oltralpe - dominano arcigni e inquietanti il territorio dall'alto, a ricordare che questa è terra di frontiera, da sempre contesa per controllarne il transito.

Città sacra e diabolica, Torino, l'unica ad avere due cuori: uno bianco e uno nero. Secondo la tradizione esoterica la città, assieme a Praga e Lione, costituisce uno dei vertici del triangolo della magia bianca, ma nello stesso tempo, con San Francisco e Londra, anche di quello della magia nera.
L'orientamento stesso della romana Julia Augusta Taurinorum - edificata sulle rovine della barbarica Taurasia rasa al suolo da Annibale nel 218 a.C. - con la strada principale a seguire il percorso ascendente del sole e la confluenza del Po e della Dora Riparia a chiuderla in un cerchio d'acqua, ne svelavano la natura magica.
Del resto già a quei tempi il luogo fu teatro di eventi prodigiosi: proprio là Costantino, in lotta con i seguaci di Massenzio, ebbe la visione della croce con la fatidica scritta "in hoc signo vinces".

Torino misteriosa 2
Punto fisico di separazione
tra città del Bene e città del Male quel tratto di cancellata del Palazzo Reale (orario: 8.30-18.30) compreso tra le statue equestri di Castore e Polluce, dove si apriva l'accesso d'onore al Palazzo, rifacimento secentesco dell'antica sede vescovile voluto dalla madama reale Cristina di Francia, moglie di Vittorio Amedeo I.
Luogo sacro per eccellenza questo, giacché attiguo alla cattedrale di San Giovanni Battista - l'unico edificio rinascimentale scampato ai rifacimenti sei-settecenteschi - dove, nell'omonima cappella progettata nel 1668 da Garino Guarini, è custodita la Sacra Sindone: il leggendario sudario di Cristo immune dal fuoco che i Savoia trasferirono da Chambéry, quando Torino divenne la nuova capitale del ducato.

A sottolineare la valenza magica della città, la presenza nel Palazzo dell'Accademia delle Scienze - ex collegio gesuitico per nobili disegnato dal Guarini - del Museo Egizio, uno dei maggiori del mondo (orario: 8,30 -19,30).
Ma anche l'esistenza sotto Palazzo Madama - il bimillenario castello che la settecentesca facciata di Filippo Juvara ha trasformato in sontuoso palazzo - delle Grotte Alchemiche frequentate da maghi e alchimisti famosi.
A riprova del debole dei Savoia per l'occulto, il fatto che già nel 1556 a curare la sterilità di Margherita di Valois, moglie del duca Emanuele Filiberto, venne chiamato Nostradamus, taumaturgo infallibile e mago.
Egli riuscì a far nascere l'agognato erede, Carlo Emanuele, e predisse al duca l'imminente rientro a Torino - allora in mano francese - in seguito alla pace di Cateau-Cambrésis.
A Torino Nostradamus fu ospitato nella villa Domus Morozzo, i cui ruderi vennero spianati una ventina di anni fa per far posto a un giardino pubblico. Si trovava non lontano dall'odierna piazza Statuto, cuore nero della città: un'area caratterizzata in passato dalla presenza del patibolo, dalla casa del boia e dal luogo di sepoltura dei giustiziati.


MUSEO DEL CINEMA
Dal Regno all'industria

Grandi boulevard alberati secondo il gusto francese, ampie piazze, portici, lussuosi caffè, fabbriche, edifici neoclassici, eclettici, liberty: l'Ottocento avrebbe trasformato Torino in una delle grandi città europee.
Un impulso verso la modernità destinato a trasformare la città sabauda nel primo e principale polo industriale d'Italia: dell'auto, del cioccolato, del tessile, ma anche del cinema. Sì, del cinema, perché l'industria cinematografica italiana nasceva nei primi anni del '900 proprio qui.
A ripercorrerne la storia il Museo Nazionale del Cinema (orario: 9-19). Copre ben 3200 mq della Mole Antonelliana, il più alto edificio in muratura d'Europa, simbolo stesso di Torino, costruito nel 1862 per essere il Tempio ebraico della città.

ATL, p.zza Castello 161, Torino, tel. 011 535181 - 011 535901.