Anche per il settore tecnologico risente della crisi globale

Scritto da Laura D'Ettole |    Giugno 2012    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

L'Homo tecnologicus si sta un po'... arrugginendo. Non si salva più niente da questa crisi: anche i consumi tecnologici piangono. Il consumatore degli anni duemila è ormai sfibrato, sfinito da questa contrazione del potere d'acquisto che sembra non avere mai fine. L'ultima corsa obbligata allo shopping l'ha fatta, seppur col fiatone, con il digitale terrestre alla fine del 2011. Poi la cautela e l'incertezza per il futuro hanno avuto la meglio. Il settore, in questi primi mesi dell'anno, sta mettendo a segno perdite percentuali a due cifre. È suonato il de profundis, e il 2011 sarà ricordato come il brusco stop di una crescita che sembrava non finire mai. Questo difficile periodo viene confermato da un'analisi interna sull'andamento delle vendite di Unicoop Firenze.

Chi va giù
«Il 2011 è stato completamente caratterizzato dall'avvento del digitale terrestre - dice Sandro Massei, category manager multimedia di Unicoop Firenze -; ma tolto il tv video, nessun altro settore è riuscito a eguagliare le quantità vendute l'anno precedente». Poche cifre per dimostrarlo: negli Iper il decoder per il digitale ha avuto un incremento di vendite del 265%, nei super addirittura del 980%. Fin qui l'esplosione; e poi invece c'è lo... "sboom". Dal 2006 al 2011 crolla letteralmente il settore suono (hi-fi, Mp3, autoradio: -70%). Nel 2011 rispetto al 2010 si vendono meno computer (-7,6%) e precipitano perfino i giochi elettronici (-4,7%).

E chi "tiene"
Il consumatore acquista maggiormente quelle tecnologie più tradizionali che hanno subito una drastica diminuzione di costo come le stampanti: in un anno ne sono state vendute il 30% in più, a fronte di un crollo del prezzo del 18%. Oppure i cellulari, che mediamente in un anno hanno perso l'11% in valore: ne sono stati venduti circa il 7% in più. Tengono gli smartphone a uso adolescenziale; prosegue l'onda lunga del modem per il digitale terrestre, e va bene la vendita delle tv evolute.
Anzi, è proprio questo il segmento che attrae di più di questi tempi. In particolare, la tv tridimensionale non ha preso campo nonostante i prezzi in caduta, forse frenata dalla necessità di usare gli appositi occhiali. Oggi costa sui 700/800 euro, ma il problema è che i programmi in "tre D" sono pochi.
La smart tv (collegata a Internet) invece è un successo obbligato: ha un prezzo molto abbordabile e sta entrando nell'assortimento normale. Si preferiscono gli schermi giganti, almeno dai 32" in su. La navigazione avviene in siti particolari preimpostati, non su tutti, anche se (come è già accaduto per i cellulari) l'offerta si allargherà sempre più.

Non m'indurre in tentazione
Questa crisi insomma sarà ricordata perché sta determinando un cambiamento epocale nelle abitudini della gente. Ma non bisogna esagerare: non torneremo alla preistoria della tecnologia. Chi di noi potrebbe ormai fare a meno di congegni sempre più piatti, multimediali, superveloci, per mantenere gli "scatoloni" di qualche anno fa?
«Il motivo dell'attuale contrazione dei consumi non è la saturazione del mercato - prosegue Massei - perché nel settore è insita la velocità del rinnovamento dopo due, massimo tre anni». Il fatto è che peggiorano le aspettative sul futuro: si tende a rimandare la spesa voluttuaria; i soldi sono assorbiti dai consumi obbligati, acquista solo chi è legato emozionalmente alla tecnologia.
Ma per la massa delle persone il consumo dettato dalla pura "attrazione fatale" è in difficoltà. Già perché forse la crisi rende tutti più oculati e più saggi. Prevale la testa sul cuore: meno impulsi e più oggetti multifunzione. «La sensazione è che siamo di fronte ad una razionalizzazione degli acquisti».
Il mondo dei consumi tecnologici non sarà più come prima. Sarà sempre più mirato all'oggetto multifunzione: il cellulare evoluto che sostituisce macchina fotografica (con cui poter giocare a per esempio) e la videocamera di media qualità. Strumenti che permettono varie funzionalità come il tablet che è gioco, lavoro, videocamera per il tempo libero.
Per ora si rimanda l'acquisto, si aspetta la promozione commerciale, si temporeggia. È una lunga fase di attesa, ma anche una sorta di "repressione" che prima o poi tornerà a sfogarsi. Esploderanno di nuovo desideri e bisogni. Ma probabilmente più educati, controllati e meno selvaggi dello shopping forsennato dei cosiddetti anni d'oro.

L'intervistato: Sandro Massei, category manager multimedia di Unicoop Firenze.