A 500 anni dalla morte, tante iniziative in ricordo del grande navigatore fiorentino

Scritto da Gabriele Parenti |    Febbraio 2012    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

Il 22 febbraio ricorre il 500º anniversario della morte di Amerigo Vespucci. Il grande navigatore fiorentino è passato alla storia per essere stato il primo a raggiungere la consapevolezza che le terre scoperte da Cristoforo Colombo erano un "nuovo mondo", come lo stesso Vespucci scrisse a Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, in una lettera che suscitò scalpore in tutta Europa.
Così, quando nel 1507 il cartografo tedesco Martin Waldseemüller realizzò una mappa del mondo (attualmente conservata nella Biblioteca del Congresso a Washington) comprendente le nuove scoperte, su proposta del poeta e filosofo Matthias Ringmann, utilizzò, all'insaputa dello stesso Vespucci, il nome America (femminile del nome Americus, così come erano femminili i nomi degli altri continenti) per indicare il nuovo mondo.
Se Vespucci è passato alla storia grazie alla scelta di Ringmann e Waldseemüller, di impiegare il suo nome per denominare il nuovo continente, rimane ancora poco conosciuta la reale portata delle sue scoperte, anche dal punto di vista antropologico, contraddistinte più da sete di conoscenza che da brama di conquista.

Le spedizioni
Figlio del notaio Nastagio Vespucci, il giovane Amerigo, nonostante l'educazione umanistica, si era dedicato agli affari ed era divenuto agente commerciale del banco dei Medici a Siviglia. Continuava, però, a coltivare studi di geometria, cosmografia e astronomia.
A Siviglia conobbe Cristoforo Colombo e lo aiutò ad organizzare la sua terza spedizione.
Poi, ritiratosi dagli affari ormai quarantacinquenne, nel 1499, il Vespucci si dette a sua volta alle spedizioni transoceaniche. Fu lui a scoprire nel 1501-1502, quelli che oggi chiamiamo baia di Rio de Janeiro e Rio de la Plata.
Alcuni documenti parlano di un primo viaggio di Vespucci già nel 1497, quando una spedizione spagnola della quale faceva parte raggiunse la Guyana, forse il Brasile, inoltrandosi, poi, nel Golfo del Messico.
Ben più documentato il viaggio del 1499, che giunse fino all'estuario del Rio delle Amazzoni; qui, per la presenza di una grande massa di acqua dolce nel mare, intuì che non si trattasse di un'isola, bensì di una terra sconfinata. Risalì, quindi, il corso del fiume, dove incontrò un rigoglioso ambiente naturale e numerose popolazioni indigene.

Alla scoperta del nuovo mondo
Mentre nei decenni successivi i conquistadores diedero vita a una famelica caccia all'oro, che provocò stragi e violenze inaudite, ignorando le vere, straordinarie, potenzialità del nuovo scenario geografico e delle civiltà preesistenti, Vespucci guardò alla nuova realtà con stupore ed ammirazione.
"All'alba [...] osservammo una moltitudine di indigeni nella spiaggia che camminavano con i loro bambini. Quando ci avvicinammo alla costa molti di loro si tuffarono in mare e nuotarono fino alla nave. Alcuni salirono in coperta, ci diedero il benvenuto nelle loro terre e si mischiarono tra di noi mostrando confidenza e serenità come se ci fossimo conosciuti da sempre. Questo incontro ci riempì di giubilo e felicità".
Salpato da Lisbona il 14 maggio 1501, sotto bandiera portoghese, il navigatore toscano approdò nell'autunno-inverno successivi nelle baie di Tutti i Santi e di Rio de Janeiro, scoprì il Rio della Plata e si spinse all'estremo sud del continente, fin quasi allo stretto poi scoperto da Magellano.


Durante il viaggio
individuò la costellazione della Croce del Sud, punto di riferimento per i navigatori per l'individuazione del polo celeste australe, così come la stella polare è nell'emisfero settentrionale.
Fu proprio quando si trovò a costeggiare la Terra Brasilis che Vespucci si convinse, definitivamente, che essa non aveva nulla a che vedere con l'Asia: memore delle notizie ricevute alle Isole di Capo Verde dalle spedizioni che tornavano dall'India, si rese conto di essere approdato in un nuovo continente, dove la flora e la fauna, gli usi e i costumi delle popolazioni indigene erano diversi da quelli dell'oriente.
Scrisse così al Medici: "Arrivai alla terra degli Antipodi, e riconobbi di essere al cospetto della quarta parte della Terra. Scoprii il continente abitato da una moltitudine di popoli e animali, più della nostra Europa, dell'Asia o della stessa Africa".


Amerigo Vespucci
Festeggiamenti e riconoscimenti
Tante le iniziative previste in ricordo del grande navigatore fiorentino. Il presidente del Consiglio comunale di Firenze, Eugenio Giani ha annunciato che le commemorazioni avranno il loro fulcro in Borgognissanti, in particolare al vecchio spedale di San Giovanni di Dio, il cui storico immobile fu donato il 12 luglio 1400, per attività assistenziali alla cittadinanza bisognosa, da Simone Vespucci, antenato di Amerigo.
Gli eventi si articoleranno nell'arco di tutto il 2012, ma il clou si può collocare fra il 22 febbraio (a 500 anni dalla scomparsa di Amerigo ) e il 9 marzo (giorno della nascita).
È previsto l'allestimento di una mostra a Palazzo Medici Riccardi, la riedizione della Cosmographiae Introductio del Waldseemüller e numerosi convegni e conferenze per approfondire quanto si è mosso e si muove tuttora attorno alla figura del grande cosmografo e navigatore fiorentino: dai viaggi, che lo condussero nel continente che da lui prese il nome, all'influenza delle conoscenze geo-cartografiche imperanti nella Firenze rinascimentale nello sviluppo della sua opera, a partire dagli studi di Paolo dal Pozzo Toscanelli.

Un convegno di ampio respiro, nazionale ed internazionale, si svolgerà sicuramente in Palazzo Vecchio, cuore della vita cittadina, con la presentazione di quanto edito su Vespucci e gli altri navigatori toscani dal "Comitato Amerigo Vespucci a Casa Sua", presieduto dal professor Massimo Ruffilli e da un cenacolo di studiosi e appassionati dell'argomento, che ha voluto contribuire a valorizzare e far conoscere questo grande personaggio.

Curiosità
Nel 1508 Vespucci fu nominato Piloto Mayor de Castilla (titolo che lo riconosceva quale "massimo esperto navigatore del regno di Spagna") e gli fu affidato il compito di selezionare e istruire i futuri piloti e cartografi.