Non solo sughero. I nuovi materiali e loro caratteristiche

Scritto da Leonardo Romanelli |    Febbraio 2007    |    Pag.

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Tappo al silicone
Si fa presto a dire tappo!
Accanto al tradizionale sughero, da lungo tempo utilizzato per sigillare le bottiglie di vino, esiste oggi sul mercato una varietà di prodotti sostitutivi impensabile fino a pochi anni fa. Passi per la plastica ed il silicone, a cui anche il consumatore ha cominciato ormai ad abituarsi, ma chi avrebbe mai pensato di arrivare ad utilizzare il vetro? E così, di pari passo con le nuove proposte dell'industria di settore, procede il dibattito fra conservatori ed innovatori, fra chi insomma propende per l'indiscussa insostituibilità del sughero e chi invece, almeno con riferimento a certi prodotti, si mostra più aperto a soluzioni alternative.

Ora, abbandonate posizioni integraliste, una cosa è certa: il sughero rimane forse il più indicato per la corretta conservazione del vino, e questo per una serie di motivi. Si tratta anzitutto di un materiale naturale, ricavato dalla corteccia dell'omonima pianta (Quercus suber il suo nome botanico) che cresce in paesi caldi come Portogallo, Spagna, Africa del nord ed anche Italia, in Sardegna in particolare. Fra le sue caratteristiche più importanti, si può rilevare la resistenza, la leggerezza e soprattutto la grande elasticità, elemento che garantisce la chiusura ottimale della bottiglia. Accanto a queste la capacità di garantire al vino una benefica "respirazione" durante il suo soggiorno in vetro, di interagire insomma con l'ambiente esterno per completare il suo bagaglio di aromi e profumi.
Non tutti gli studiosi ritengono questo fattore veritiero, ma ci sono altri elementi positivi: la malleabilità del sughero, ad esempio, lo rende perfettamente aderente al collo della bottiglia, sempre se conservata in maniera corretta (ossia in posizione orizzontale, per mantenere inumidito il tappo). A svantaggio di questo storico sistema, l'esauribilità della "risorsa sughero", sempre meno in grado di soddisfare l'enorme domanda mondiale; i suoi costi, diventati oggi piuttosto elevati per prodotti di buona qualità; il rischio del famigerato "odore di tappo", causato da un fungo che può in certi casi colpire la pianta.

Si sono fatte largo così le nuove varianti. Il silicone innanzitutto, che ad una maggiore economicità accompagna anche l'effettiva assenza di controindicazioni sul prodotto. Il suo utilizzo è sempre più diffuso, in particolare per vini da consumare nel giro di breve tempo, ed accantonato lo scetticismo iniziale questo materiale ha saputo ritagliarsi una crescente considerazione anche fra gli addetti al settore. E poi il più recente vino-lock, tappo in vetro di invenzione tedesca, che oltre a non necessitare di cavatappi per l'apertura ha anche il vantaggio di essere richiudibile, grazie ad una piccola guarnizione in gomma. Oltre che, ovviamente, riciclabile. Una soluzione, questa, accolta con favore soprattutto dai produttori americani ed australiani, e che anche in Italia ha già avuto i suoi primi proseliti.
C'è ancora chi propone il tappo a corona o quello a vite, comunemente utilizzati per bottiglie di acqua minerale, economici e di ottima resa, come testimoniano i produttori che li hanno impiegati.
Se le alternative sembrano insomma non mancare, il problema di fondo rimane sostanzialmente uno: l'incapacità di capire il vero risultato finale dei materiali alternativi al sughero, soprattutto per i prodotti destinati a lungo invecchiamento. A ciò si affiancano anche inconvenienti pratici, come la necessità di apposite bottiglie nel caso si utilizzino tappi a vite, o addirittura di sistemi di imbottigliamento ad hoc qualora si opti per il vetro.