Documenti, foto, testimonianze sui cappellifici di Montevarchi: una mostra e un libro

Scritto da Bruno Santini |    Febbraio 2014    |    Pag. 7

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

«Sono un fotoamatore da circa 40 anni – ci dice Massimo Anselmi -, ed ho sempre pensato che la fotografia, oltre che un modo di documentare la realtà dal punto di vista estetico e artistico, sia un importantissimo mezzo di documentazione storica.

Digitalizzando i negativi di un vecchio amico, fotoamatore come me, Mario Trefoloni, recentemente scomparso, ho trovato una serie di fotografie che, a partire dalla metà degli anni ’70, documentavano in maniera ampia gli ultimi anni d’esistenza di quella che per oltre un secolo è stata l’attività trainante di Montevarchi e di buona parte del Valdarno aretino: la lavorazione del cappello di feltro e del pelo. Da qui è nata l’idea di mettere insieme tutto questo materiale con le fotografie che un’intera dinastia di fotografi montevarchini, i Vestri, sin dalla fine dell’‘800 ci ha tramandato».

E così attraverso una dovizia di fotografie, documenti e testimonianze, è nato il libro che ha il compito di ricordare quell’intensa attività artigiano-industriale che fece diventare per molti decenni, Montevarchi, la “capitale del cappello”,non solo italiana.

Il titolo del volume ricorda un po’ quelli chilometrici che Lina Wertmüller sceglieva per i suoi film ma “Montevarchi - Immagini di un’industria – cappellifici e pelifici, cappellaie e cappellai, pelaiole e pelaioli che hanno fatto la storia di una città per oltre 150 anni in circa 600 fotografie”,di Massimo Anselmi, Carla Nassini e Roberto Picchioni, è guida quanto mai esplicativa di quello che le imprese ricordate hanno rappresentato per lo sviluppo e il progresso del Comune in provincia di Arezzo.

La dura vita delle maestranze

A completare l’efficacia dell’opera, i commenti di un ex cappellaio (Roberto Picchioni) e la competenza della professoressa Carla Nassini per quanto riguarda la parte socio-storiografica. Fondamentali interventi per mettere in luce sia il successo dell’attività industriale ma anche, va detto, le drammatiche condizioni di vita e di lavoro delle maestranze.

«Oltre all’aspetto storico-sentimentale dell’opera - ci spiega ancora Anselmi -, mi piacerebbe che le giovani generazioni, con questo libro, potessero comprendere quanto duri siano stati i sacrifici che hanno fatto le loro nonne/i e bisnonne/i per assicurar loro un futuro migliore… e ho volutamente anteposto il femminile al maschile, perché oltre il 90% della forza lavoro era composto da donne, che peraltro erano pagate molto meno dei loro colleghi maschi».

“Non è un caso” scrive Carla Nassini nel volume “se nel 1867, un delegato francese all’Esposizione di Parigi così si pronunciava riguardo alla necessità di attuare una rigida divisione occupazionale tra i sessi e una diversificazione del rispettivo costo del lavoro - All’uomo il legname e i metalli. Alla donna la famiglia e i tessuti -, indicando nella sola industria tessile l’attività in cui dovevano, senza discussione, essere relegate le donne”.

«Saper fare cappelli forse non era arte - spiega Roberto Picchioni -, ma di sicuro per molto tempo è stato grande artigianato, tanto da rendere giustamente orgoglioso chi a questo si dedicava. E poi quello che mi fa piacere ricordare, sottolineandolo, era il rapporto umano che si creava. La fabbrica era davvero una grande famiglia. Il mio primo giorno di lavoro mio padre mi presentò gli operai, e davanti a due ragazzi mi disse: - Per questi abbi un occhio di riguardo! -. Quando la sera a casa chiesi spiegazioni, lui mi disse che i due erano senza babbo».

Ma il pomeriggio del 15 febbraio non sarà solo caratterizzato dalla presentazione del volume (del costo di 30 euro), nell’occasione, infatti, verrà inaugurata, sempre nello stesso locale della sezione soci Coop, anche una mostra fotografica che rimarrà allestita fino al 28 febbraio.

«Ho trasposto nella mostra - spiega Anselmi - anche se in maniera succinta, le immagini più significative, i commenti, le descrizioni nella stessa sequenza (capitoli) con cui ho impostato il libro. Ciò al fine di consentire ai visitatori una veloce ma efficace comprensione del lavoro complessivo».

Nella foto di metà articolo Massimo Anselmi

Immagini di un’industria

Il libro sarà presentato sabato 15 febbraio, ore 17, nello spazio soci del Centro Commerciale Coop.fi di Montevarchi alla presenza degli stessi autori. La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio.


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