Con 500 punti si donano 20 euro al progetto Camera Bianca. La collaborazione con Unicoop Firenze

Si chiama Camera Bianca ed è un grande laboratorio, una vera e propria "fabbrica" di cellule staminali e prodotti cellulari a scopo terapeutico. Un progetto che si candida ad essere tra i più avanzati in ambito pediatrico del nostro paese. A realizzarlo è l'Ospedale pediatrico Meyer di Firenze con il supporto di Unicoop Firenze.

È questa una delle sfide più importanti, nel quadro di una collaborazione iniziata da poco ma che sta già vedendo fiorire numerose iniziative. Basti citare il progetto di cittadinanza solidale "Noi con gli altri" promosso da Unicoop Firenze, all'interno del quale l'Istituto statale d'Arte di Firenze ha progettato la costruzione di una stazione multimediale in grado di trasmettere programmi televisivi e radiofonici all'interno dell'ospedale pediatrico.

«È un rapporto tra due realtà toscane di grande importanza - dice il presidente della Fondazione Meyer, Paolo Morello - che ha assunto fin da subito iniziative di forte spessore: sia sotto il profilo medico-scientifico, dando vita ad un progetto destinato alle più innovative terapie cellulari per la cura di malattie oncologiche e rare, sia dal punto di vista culturale, rivolgendosi ai bambini ricoverati durante la loro permanenza al Meyer. Questa collaborazione, ne sono certo, è destinata a crescere, sempre nel segno della qualità».

La Fondazione Meyer lavora a supporto dell'ospedale pediatrico, dando corpo a numerosi progetti che ne assicurano l'attività: dalla cura alla ricerca scientifica, dall'accoglienza a tutte le iniziative tecnico-sanitarie.

Fabbrica di cellule
La Camera Bianca consentirà di "lavorare" le cellule staminali da impiegare nel trapianto di midollo per la cura di leucemie e tumori, nella medicina ricostruttiva per riprodurre tessuto osseo-cartilagineo, adiposo e nervoso, nelle terapie delle malattie metaboliche e neurologiche e nelle terapie di gravi malattie autoimmuni.
Duecento metri quadrati con tre laboratori, un'area di quarantena, una di sterilizzazione e decontaminazione, aree filtro e aree di crioconservazione in contenitori di azoto liquido a meno 193 gradi: così si articolerà il Centro che lavorerà le cellule staminali e altri prodotti cellulari in condizioni di assoluta sicurezza, sia per i pazienti che per gli operatori.

La scelta di lavorare le cellule staminali mesenchimali, cellule capaci di autorinnovarsi e differenziarsi diventando i "mattoni" delle terapie più avanzate in molteplici campi della medicina, consentirà di rispondere al bisogno di salute di centinaia di bambini italiani e stranieri. Le cellule staminali opportunamente trattate sotto il profilo genetico potranno diventare i "mezzi di trasporto" di composti bioattivi alle cellule tumorali, consentendo la regressione di gravissime forme tumorali. Anche i soci di Unicoop Firenze possono partecipare in prima persona a questo progetto: donando 500 punti raccolti con la propria carta socio contribuiranno per 10 euro al progetto. Per ogni donazione Unicoop Firenze devolverà un ulteriore contributo di 10 euro.

Nuovo e bello
Un'architettura congegnata con un sistema a terrazze incassato nella collina, attorniata da un parco di 72 mila mq, con interni inondati di luce naturale. Questo è il nuovo Meyer, un ospedale "bioclimatico" dotato di dispositivi capaci di abbattere drasticamente i consumi energetici: dalle celle fotovoltaiche ai tetti interamente ricoperti con una pianta grassa (sedum) che resiste estate e inverno senza innaffiature, fino ai sistemi per convogliare la luce naturale e raggiungere anche le zone più nascoste.

In cifre: 210 posti letto, di cui 50 per il day hospital, 7 sale operatorie, 9 sale diagnostiche.
In quello che è diventato ormai un Polo pediatrico di alta specialità, ogni piccolo dettaglio è stato pensato per il bambino e la sua famiglia. Gli interni sono pieni di colore, i corridoi sono stati aboliti, gli spazi arrotondati. L'organizzazione sanitaria è imperniata sull'interdisciplinarietà e sul superamento del concetto di suddivisione in reparti. Un vero e proprio fiore all'occhiello, insomma, della sanità toscana.


Foto di Daniela Tartaglia


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