Scritto da Rossana De Caro |    Settembre 2008    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Succose e colorate, le susine ci accompagnano dolcemente verso l’autunno. Proprio nel mese di settembre si trovano sul mercato le varietà President e Stanley: entrambe a maturazione tardiva, hanno frutti grossi, ovoidali di colore viola scuro. Le susine, o prugne (Prunus domestica), sono originarie dell’Asia e pare che siano state portate nel vecchio continente dai crociati di ritorno dalla Terra santa intorno al 1000.
Il colore differente che varia dal giallo al violaceo e dal rosso al dorato, non è legato allo stato di maturazione del frutto ma alle diverse varietà. La susina fresca è un frutto tipico dell’estate e dell’autunno ma essiccata si può gustare in tutti i mesi dell’anno. Le prugne secche hanno una concentrazione di zuccheri, e quindi un apporto calorico, di gran lunga superiore a quelle fresche, circa tre volte maggiore.

Le susine sono frutti dalle eccellenti proprietà. Ricche di vitamine e sali minerali, svolgono un’azione disintossicante e depurativa sull’organismo, in particolare hanno un effetto decongestionante sul fegato.
Sono inoltre un efficace rimedio contro l’intestino pigro, soprattutto se mangiate a digiuno o prima dei pasti, grazie alla presenza di una sostanza (difenil-isatina) che ha una notevole azione lassativa. Agiscono positivamente sul sistema nervoso e sono una vera sferzata di energia, ideali per chi pratica sport e per chi soffre di astenia (debolezza).

Si possono consumare, oltre che fresche o secche, anche cotte o sciroppate. Si utilizzano anche per fare liquori, come ad esempio la grappa. In Italia, uno dei maggiori produttori europei (150.000 tonnellate), la coltivazione della susina viene praticata in tutto il territorio, in particolare in Emilia Romagna, Campania e Trentino Alto Adige.
In cucina e nell’industria dolciaria sono utilizzate per la preparazione di dolci, conserve e marmellate. Le prugne secche sono ottime anche per piatti a base di carne di maiale o selvaggina.


Foto di Federico Magonio