Su internet si possono ascoltare canzoni, poesie e racconti, che rischiavano di essere buttati con nastri e vecchie cassette

cassette a nastro

Foto F. Giannoni

Arezzo

Dialetti ormai “annacquati” dalla lingua italiana, parlate in via di sparizione, parole di cui si è perduto il significato, poesie e proverbi dei nonni che i nipoti non conoscono più o ricordano a fatica: cosa resta della ricchezza linguistica di un territorio? Non di rado le tracce di idiomi che nessuno parla più rimangono conservate in bobine vecchie e polverose, in audiocassette il cui nastro si è distorto a causa della luce, della muffa, dell’umidità…

Spesso questi materiali - considerata roba da buttare per far posto nelle soffitte - sono le uniche testimonianze esistenti di tradizioni, parole, canzoni, proverbi e detti che nessuno ricorda più. Questi supporti durano poco ed è necessaria una vera e propria corsa contro il tempo per salvare documenti irripetibili, pezzi unici che sono a tutti gli effetti “beni culturali immateriali”.

“Voci da ascoltare” è un progetto del dipartimento di Scienze della formazione, Scienze umane e della comunicazione interculturale dell’Università di Siena (sede di Arezzo), in collaborazione con l’Unicoop Firenze e la sezione soci di Arezzo con la quale il dipartimento universitario ha rapporti proficui da tempo.

L’obiettivo è portare avanti la catalogazione dei documenti sonori finora recuperati. “Grammo-foni - Le soffitte della voce” (in sigla Gra.fo) è frutto della collaborazione di due importanti atenei, la Scuola normale superiore di Pisa (professor Pier Marco Bertinetto), capofila del progetto, e l’Università di Siena (professoressa Silvia Calamai).

È stato creato un portale (http://grafo.sns.it) nel quale registrandosi è possibile ascoltare il materiale sonoro, leggere le schede catalografiche e le trascrizioni di brani rappresentativi di parlato (storie di vita, racconti, etnotesti) e di cantato (ottava rima, canzoni, racconti…).

Sempre sul portale, i punti di raccolta e di localizzazione dei materiali sonori sono indicati su una mappa virtuale visibile sul web, e sarà possibile cliccare su un’area qualsiasi, vedere l’elenco dei materiali immagazzinati, catalogati e trascritti, e ascoltare la corrispondente realizzazione sonora.

A oggi sono stati digitalizzati e catalogati archivi di estrema importanza storica, linguistica e culturale; le ore di cantato e parlato toscano salvate dal degrado sono oltre 2800.

Per quanto sappiamo, non esistono al momento progetti simili, né in Toscana né in altre regioni d’Italia.

La collaborazione con Unicoop Firenze permette di pensare al riuso in ambito didattico, in linea con i percorsi educativi pensati e sostenuti dalla cooperativa. “Voci da ascoltare” non vuole essere un progetto per pochi. Nonostante il grande sforzo, anche economico, compiuto per la digitalizzazione, la fruizione degli archivi orali appare limitata, circoscritta agli addetti ai lavori e agli appassionati.

Tesori sonori rischiano pertanto l’oblio e segmenti anche importanti della storia orale toscana (storia linguistica, sociale, economica, antropologica) possono non essere abbastanza divulgati e valorizzati. Con Unicoop Firenze saranno creati dei percorsi tematici (selezione di materiale audio, corredato da trascrizioni, suddivisione in moduli didattici originali, modulabili ed espandibili) da usare nelle scuole primarie e secondarie su temi quali l’alimentazione, il canto popolare, la Resistenza, le migrazioni.

Oltre al contributo ai percorsi educativi della cooperativa, la collaborazione con la sede di Arezzo dell’università di Siena prevede la messa a disposizione della Cabina silente per la registrazione degli audio-libri che, a partire dal 2017, vedrà coinvolta ancora una volta la sezione soci Coop di Arezzo.


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