Due itinerari fiorentini alla scoperta dei luoghi dove visse, operò e morì il grande artista

Scritto da Rossana De Caro |    Gennaio 2014    |    Pag. 6

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Pittore, scultore, architetto, ma anche poeta, Michelangelo Buonarroti era un artista a tutto tondo, sommo fra i sommi. Ma era anche un tipo pignolo, avaro, inquieto, fiero sostenitore della Repubblica (seppure amico dei Medici), uomo dal forte sentire.

Per conoscere meglio questo genio dell’arte, Unicoop Firenze ha organizzato degli itinerari fiorentini che includono la visita non solo ai musei e alle opere, ma anche ai luoghi dove il grande maestro visse, operò e fu sepolto.

Punto di partenza il quartiere di Santa Croce, dove Michelangelo abitò per molti anni, dall’acquisto, nel 1508, di alcune modeste casette situate nell’area dove ora sorge il palazzo secentesco di via Ghibellina 70 (Casa Buonarroti). In questa zona Michelangelo visse, a partire dal 1516, insieme con i familiari, quando la committenza medicea non lo spingeva a cercar marmi a Carrara o a Pietrasanta.

Casa Buonarroti e Santa Croce

Luoghi delle visite sono appunto Casa Buonarroti, abitata dai suoi discendenti e attualmente museo, e la chiesa di Santa Croce, nella quale il maestro trovò sepoltura, punti estremi di un percorso artistico e umano che parte dai capolavori della giovinezza esposti a Casa Buonarroti fino al monumento funebre in Santa Croce.

A Casa Buonarrotisi possonoammirare i due celebri rilievi marmorei, capolavori della prima giovinezza di Michelangelo, la Madonna della scala, testimonianza intensa dello studio appassionato di Donatello, e la Battaglia dei centauri, ma anche curiosità come delle ciabatte e un bastone originali del periodo, che ci fanno pensare al genio anche in versione domestica e familiare.

Per la sua sepoltura in Santa Croce Michelangelo aveva inizialmente pensato e creato la Pietà dell’Opera del Duomo. Ma alla sua morte fu Giorgio Vasari a erigere il suo monumento funebre, che venne poi collocato nella Basilica, accanto alla tomba di famiglia.

Michelangelo madonna della scalaQuel gran pezzo del… Davide

Le visite comprendono anche le Cappelle Medicee, le tombe che Michelangelo realizzò per i Medici, i Signori di Firenze, con i quali aveva stretti rapporti nonostante fosse un repubblicano convinto, in particolare con papa Leone X, del quale fu fraterno amico e che lo protesse e gli commissionò diverse opere. E poi l’Accademia dove si trova il Davide, simbolo della libertà repubblicana.

La statua, che rispecchia un ideale di bellezza assoluta, fu molto amata dagli stessi contemporanei di Michelangelo. L’eroe di marmo, definito da alcuni l’opera più bella mai creata dall’uomo, fu fatto da un unico enorme blocco di marmo e la sua realizzazione creò un’immensa trepidazione nei fiorentini (incrementata anche dal mistero visto che Michelangelo per non essere spiato durante la lavorazione fece fare una sorta di recinzione di assi di legno, di modo che nessuno potesse vedere la statua prima che fosse finita). Una volta terminata, la statua fu collocata davanti a Palazzo Vecchio, decisione presa da un’apposita commissione, di cui facevano parte anche Leonardo da Vinci ed altri noti artisti.

Nonostante il giudizio negativo di Leonardo, che avrebbe preferito una posizione più defilata per la statua, forse infastidito dalla riuscita del capolavoro di Michelangelo. La gigantesca opera fu trasportata da più di 40 uomini nella piazza nel 1504 e sistemata davanti al palazzo della Signoria.

Nel 1872 per via delle condizioni precarie di conservazione, il Davide fu messo nella Galleria dell’Accademia dove si trova tuttora. Oggi ilo Davide frutta circa 8 milioni d’euro all'anno allo stato, fra gli ingressi al museo e il ricavato del merchandising.

La visita prosegue poi al Museo del Bargello, il che permette un utile confronto tra i lavori di Michelangelo e il suo maestro ideale, Donatello. Al Bargello, infatti, si conserva la più consistente raccolta di opere di Donatello, tra cui il suo David di bronzo e il San Giorgio, e alcune opere di Michelangelo di epoche diverse, fra cui il bellissimo Bacco giovanile, scolpito a 22 anni, il Tondo Pitti, il discusso David Apollo e il busto di Bruto. La scelta del tirannicida era legata a motivi politici, forse celebrativa dell’omicidio di Alessandro de’ Medici da parte di Lorenzino de’ Medici (1537), che era chiamato anche il “Bruto nuovo”.

Visite percorsi:

Le visite guidate, si svolgeranno a gennaio: sabato 18 e 25; a febbraio: sabato 8, 15, 22 e il 1° marzo. Sono 2 gli itinerari che si potranno prenotare; costo per singolo percorso: 11 euro. Il pranzo sarà un buffet offerto a Casa Bonarroti dalle sezioni soci della provincia di Firenze con i prodotti della gastronomia Coop,.

Percorso A (18/1; 8/2; 22/2): visita delle Cappelle Medicee, Piazza San Lorenzo, Palazzo Medici Riccardi (esterno); pausa buffet a Casa Bonarroti; visita di Casa Buonarroti, visita di Santa Croce.

Percorso B(25/1; 15/2; 1/3): visita del Museo del Bargello e della Galleria dell’Accademia, pranzo a buffet a Casa Buonarroti, visita di Casa Bonarroti e in Santa Croce.

Info e Prenotazioni: Argonauta Viaggi, Centro*Gavinana, via Erbosa 19 In.11; 0556800452

Documentario “Il Genio di Michelangelo” - Durata 10’


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