La storia del gruppo che da sempre si identifica con la musica irlandese: i Whisky Trail

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Giulia Lorimer (voce e violino), Stefano Corsi (arpa celtica, armonica, harmonium e voce), Pietro Sabatini (chitarra, bouzouki, bodhran e voce), Vieri Bugli (violino), Massimo Giuntini (cornamusa irlandese e flauti). Ecco l'attuale formazione dei Whisky Trail, da oltre trent'anni il gruppo che più rappresenta le note irlandesi in Italia. A Stefano Corsi, uno degli storici fondatori, chiediamo d'illustrarci la genesi del gruppo.
«L'idea è nata nella prima metà degli anni '70, quando l'attenzione alla musica etnica portò alcuni musicisti, che ruotavano attorno a casa Lorimer, la numerosa famiglia di Giulia (11 figli, un'impostazione aperta e accogliente, stile anni '60), a vedere nella musica irlandese il patrimonio originale da cui era derivata tanta parte delle musiche che ciascuno di noi suonava, quella musica americana di cui, dal country fino al jazz, era in qualche modo la discendente diretta.
Così nacque nel 1975 l'idea della Whisky Trail, la pista del whisky, metafora dell'emigrazione irlandese in America di metà '800. Quell'emigrazione che aveva condotto tanta gente in America aveva portato, insieme al whisky, l'immenso patrimonio musicale irlandese. L'editoriale Sciascia con l'etichetta "Dischi dello Zodiaco" raccolse la nostra proposta e producemmo il primo disco di musica irlandese fatto da un gruppo italiano. Da allora la nostra musica cominciò a ripercorrere nella direzione inversa la pista del whisky.
Fondamentali per la nascita del gruppo sono stati da una parte una rara collezione di dischi rudimentali di musica irlandese che Giulia aveva riportato da un mitico viaggio con suo marito in Irlanda negli anni '50 (a piedi con tenda e sacco a pelo sulle spalle) e l'intuizione di Antonio Breschi, uno dei fondatori del gruppo, dell'importanza della musica irlandese nel panorama musicale internazionale. Da allora questa musica ne ha fatta di strada, fino a diventare un vero e proprio genere musicale, ben al di là dei suoi confini geografici originari».

Qual è la caratteristica che fondamentalmente differenzia la musica irlandese dalla nostra?
«È difficile da dire, perché tante e diverse sarebbero le risposte. Sicuramente ha una capacità di evocare le sensazioni che legano ogni uomo ad un'idea primordiale e incontaminata della natura che poche altre musiche hanno e allo stesso tempo una capacità di liberare una gioia intensa, irrefrenabile in ciascuno di noi per quel suo ritmo inconfondibile».

Sulla strada del whisky 2
Il gruppo ha da poco pubblicato un nuovo cd,
"Chaosmos" (Amiata Records), ispirandosi al neologismo coniato dallo scrittore irlandese James Joyce. Caos e cosmo in un'unica parola per cercare di sintetizzare quanto di confusione e ordine ci sia nelle nostre esistenze. Fedele alla musica celtica, il gruppo ha realizzato un lavoro compatto e raffinato che si ispira a un testo del medioevo irlandese: "In Tenga Bithnua", ovvero "La lingua sempre nuova".







Whisky Trail in concerto Saschall
giovedì 15, ore 21.45 e sabato 17 marzo, ore 22

Info: www.whiskytrail.it